RAFAEL NADAL VINCE IL CUCCHIAIO DI LEGNO AGLI AUSTRALIAN OPEN

Che gli Australian Open non fossero stati positivi per il maiorchino lo si era capito già in seguito alla sconfitta rimediata al primo turno. Ma ora per lui arriva anche il riconoscimento del disastro avvenuto a Melbourne Park.

Tennis – Mai vittoria fu così negativa per Rafael Nadal. Il cucchiaio di legno, un premio – se così si può definirlo – che viene assegnato al Sei Nazioni di rugby alla squadra che arriva ultima in classifica è la testimonianza tennistica del disastro compiuto dal mancino di Manacor in occasione del primo Slam della stagione.

La sconfitta maturata al primo turno contro Fernando Verdasco è stata fatale. E la si può ritenere ancora peggiore se si considera che Verdasco è stato poi eliminato da Dudi Sela. Quest’ultimo ha poi perso al terzo turno contro Andrey Kuznetsov, eliminato a sua volta al quarto turno da Gael Monfils. Il transalpino è stato buttato fuori da Milos Raonic, mentre il canadese ha perso la semifinale contro Andy Murray, sconfitto in finale dal campione Novak Djokovic.

In sostanza, per un tragicomico scherzo del destino, è come se Rafael Nadal fosse stato sconfitto da tutti, come il topolino della Fiera dell’Est tanto cara ad Angelo Branduardi. E il cucchiaio di legno nella sua pur sconfinata bacheca ne è la logica conseguenza.

Chiaramente l’ex numero 1 del mondo non sarà felice di questo premio. Sembra passato un secolo da quando Nadal vinse il suo nono Roland Garros e si aprì il dibattito su quando sarebbe stato in grado di eguagliare e superare il record di Slam di Roger Federer. E invece è stato Novak Djokovic a inaugurare il suo regno, portandosi a 11 major in carriera e iniziando a incalzare lo spagnolo, superandolo anche nei confronti diretti nella finale di Doha (24-23). Il serbo numero 1 del mondo non ha mai nascosto di aver tentato di modificare il proprio gioco con l’unico obiettivo di battere i migliori, nella fattispecie Andy Murray, Rafael Nadal e Roger Federer. E in maniera ormai neanche troppo sorprendente è riuscito in questo suo intento dominando il 2015, iniziando il 2016 con il record di sei Australian Open vinti in carriera (record ex aequo con Roy Emerson) ed eguagliando Rod Laver e Bjorn Borg nella classifica dei vincitori di Slam.

Insomma, il gennaio di Rafael Nadal è paragonabile a quello delle borse valori del mondo: rosso.

Al cucchiaio di legno si sono aggiunte qualche giorno fa anche le parole di Rod Laver, intervistato durante il lancio della Rod Laver Cup: “Rafael Nadal ha rovinato il record di Roger Federer perché è il più forte tennista del mondo sulla terra battuta. Dunque è uno che sa come si vince uno Slam. Tuttavia, è calato un po’. Non so se qualcuno sia in grado di conoscerne il motivo. Ma il suo diritto non sembra più quello di tre o quattro anni fa. Quel top-spin esagerato, quel gioco profondo non sono più così devastanti e non gli permettono di attaccare”.

Al vincitore di nove Roland Garros, dopo un bilancio pessimo nel primo mese dell’anno, non resta che – sempre per usare un termine caro ai broker – tentare un rimbalzo nei prossimi mesi. Lo spirito sembra essere buono come dimostrato dalle recenti dichiarazioni post Melbourne: “La scorsa settimana (quella della clamorosa eliminazione dagli AusOpen ndr) è stata dura da mandare giù, non lo nascondo. Ma non mi piace piangermi addosso, è la peggiore delle cose che posso fare. Devo solo tornare ad allenarmi duramente e incrementare la mia fiducia in vista dei prossimi tornei”. Che nella fattispecie sono quelli organizzati in Sudamerica, primo tra tutti l’Argentina Open di Buenos Aires, evento per il quale Rafael Nadal ha chiesto e ottenuto una wild card.

Foto: Dopo la sconfitta al primo turno a Melbourne, Rafael Nadal ha ottenuto una wild card per il torneo di Buenos Aires (www.zimbio.com)


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