Parigi (Francia) - Mantenendo il sangue freddo, Roberta Vinci si è guadagnata l’accesso ai quarti di finale dell’Open Gdf Suez di Parigi-Coubertin, portando a casa un match decisamente complicato contro Bethanie Mattek-Sands.
Le due sportive non si amano a livello tennistico, ma oggi l’incontro odierno ha avuto un ulteriore handicap quando l’americana è scoppiata in lacrime a causa dell’infortunio sopraggiunto nel corso del terzo set, una variabile che ha reso il match ancora più teso.
Quando lei si è fatta male, anche la tua partita ha preso una piega particolare. Cosa è successo?
Credo che lei abbia avuto problemi sin dall’inizio, certo nel terzo set si è visto in maniera molto più evidente, anche perché è anche scoppiata in lacrime. Non è affatto facile affrontare la tua avversaria quando la vedi in certe condizioni, perché non sai mai cosa fare: se mettere la palla in campo o magari aspettare il suo errore, un po’ d’idee in testa ti vengono e questo ti complica il proseguimento dell’azione.
Qual è comunque il tuo giudizio sul match?
Oggi è stata una partita strana, ho servito molto male, mentre lei mi aggrediva sempre. Questo ha inciso molto sul mio servizio, sapevo che lei mi entrava sempre sulla seconda, quindi cercavo di puntare di più sulla prima, che però non funzionava a dovere. Forse sono andata troppo di corsa. E’ vero anche che non amo il suo gioco, perché si contrappone in maniera fastidiosa al mio: viene avanti, cerca di mettermi sempre sotto pressione, mi batte tutto storto. Rispetto a me è molto più aggressiva e potente, io forse in certi momenti avrei dovuto rischiare un po’ di più, invece mi accontentavo aspettando la sua risposta.
Cosa ti aveva detto il tuo allenatore in merito?
Lui mi aveva detto di essere più aggressiva possibile, perché era chiaro che lei sarebbe venuta avanti: oggi l’ha fatto e alcune volte ha messo a terra palle non propriamente attaccabili. Lei da fondo è stata brava, ma in generale ha commesso diversi errori. Io da parte mia avrei dovuto avere più coraggio, cosa che a tratti mi è mancata. Ad un certo punto c’è stata una serie di scambi in back e mi son tranquillizzata, perché per me saremmo potute rimanere ore su quel lato. In generale avrei dovuto osare di più.
Come spieghi le difficoltà riscontrate al servizio?
Avevo difficoltà perché lei giocava in maniera aggressiva: ogni volta era ‘o la va o la spacca’ e lei rispondeva bene. Quindi avevo mettere anche la prima e questo mi ha mandato in confusione. Per fortuna verso la fine ho servito un po’ meglio e questo, insieme al fatto che lei non fosse al meglio, mi ha permesso di chiudere il match.
Come hai sentito oggi il campo?
Il campo per me è lentissimo e il centrale è più lento del campo numero 1.
Al prossimo turno ti ritroverai di fronte probabilmente Marion Bartoli, quali le tue prospettive?
Contro la Bartoli ho già giocato qualche volta e se non ricordo male ho vinto contro di lei qualche anno fa agli Australian Open. Certo ora è una giocatrice completamente diversa, quindi non posso basarmi su quei ricordi, ma lo vedo un confronto molto aperto. In generale sono contenta di questo torneo e io contro di lei non ho nulla da perdere, visto che gioca in casa. Per ora mi godo questa vittoria, perché per me la Mattek era un’avversaria difficile, poi domani si vedrà.
Sei da sola qui?
Si, avevo previsto di venire da sola e per ora sta andando bene anche così. Il mio allenatore è a letto malato e mi ha fatto i complimenti seguendomi da casa. Nel pomeriggio poi parleremo della tattica per la prossima partita.








Bravissima Robertina, FORZA!!!