ROGER FEDERER, ANNO NUOVO ARMA NUOVA

Il servizio e il diritto. La voleé e il tocco. Ora anche il rovescio. Quello che, a detta di tutti, era il punto debole dello svizzero ora è un’arma affilatissima. Merito di Ivan Ljubicic, ma anche di Stefan Edberg.

Tennis – Roger Federer è un attaccante. Negli ultimi anni, in particolar modo, ha mostrato un tennis veloce, intenso e verticale. Da quando nel suo angolo è arrivato Stefan Edberg il gioco del tennista di Basilea si è trasformato e, nonostante gli anni passino inesorabili, Federer è riuscito a rimanere sulla cresta dell’onda e a battere costantemente tennisti più giovani e sicuramente più freschi a livello fisico. È vero, non ci sono stati grandissimi acuti nel periodo di gloria del sodalizio elvetico-svedese, ma in questo inizio di 2017 è arrivato lo Slam numero 18 e la vittoria a Indian Wells. Il merito è di Ivan Ljubicic, coach e amico di Fererer. L’ex numero 3 del mondo è riuscito a toccare i fili giusti, questo è sotto gli occhi di tutti, riportando lo svizzero a un livello di gioco molto alto. Non solo spettacolo ed eleganza, ma anche risultati.

Delle armi a disposizione di Federer si è fatta letteratura. Il servizio non è più quello di quattro o cinque anni fa, ma garantisce punti e permette di dominare lo scambio sin dalle primissime battute. Il tocco e il posizionamento sotto rete sono stati molto raffinati dalla cura Edberg e la maggior propensione all’attacco dell’attuale numero 6 del mondo gli ha consentito di trovare sempre maggior comodità sotto rete. È venuta fuori anche la SABR, la risposta veloce. Un colpo che ha lasciato di sasso tutti, compreso l’allora numero 1 del mondo Novak Djokovic durante finale di Cincinnati 2015.

Poi è arrivato Ljubo e l’effetto della sua cura si è manifestato sul rovescio in top dello svizzero. Se ne era iniziato a parlare durante la finale degli Australian Open giocata contro Rafael Nadal. Se ne continua a parlare ancora oggi, dopo la performance offerta dallo svizzero a Indian Wells. Perché se vinci a Melbourne contro quel tennista mancino dal diritto velenoso che ogni volta ti toglieva spazio e respiro sulla diagonale del tuo rovescio e se vinci anche contro il tennista dal miglior rovescio del circus senza mai perdere terreno sempre da quella parte, allora il miglioramento del tuo rovescio è cosa evidente. “Sono in grado di entrare in campo in maniera molto più facile rispetto a prima – dichiarava Roger Federer dopo aver battuto Rafael Nadal a Indian Wells – penso di essere in grado di dominare i punti sin dall’inizio giocando il rovescio così”. Ce ne siamo accorti.

E non è una questione di sola estetica. Ci sono le statistiche ad avvalorare questa tesi. Un’analisi del sito dell’Atp sui numeri del tennista vincitore di 18 Slam in carriera dimostra come Federer abbia incrementato notevolmente il numero di palle break convertite in questo inizio di 2017. Nella classifica dei punti ottenuti al servizio Roger Federer è al quinto posto, dopo John Isner, Ivo Karlovic, Milos Raonic e Nick Kyrgios. Ma è soltanto 41° quando si tratta dei punti vinti in risposta. E cade al 71° posto nel momento in cui si considerano le palle break convertite in carriera (41,3% – 4321 a dispetto di 10.462 palle break).

Ma nel 2017 qualcosa è nettamente cambiato. E la spiegazione è da trovare nella risposta di rovescio. In questo 2017, Roger Federer ha convertito il 50,4% delle palle break ottenute (59/117). Nel 2016 ne aveva convertite soltanto il 39,5%.

Al BNP Paribas Open, il trentaseienne ha convertito un totale di 14 palle break su 22 (64%), ottenendo 7 break su 13 contro la prima di servizio avversaria (54%) e 7 su 9 contro la seconda di servizio. Una percentuale mostruosa del 78%. Negli anni passati era facile per gli avversari. Per fronteggiare una palla break bastava servire una buona prima dal lato sinistro dello svizzero per iniziare bene lo scambio e portarlo dalla propria parte. Ora questa tattica non basta più. Rafael Nadal lo ha capito. In Australia come in California, Roger Federer non aveva mai giocato così bene di rovescio contro lo spagnolo. Non a caso, in occasione del primo Master 1000 della stagione, lo svizzero ha breccato il mancino di Manacor in apertura di match, tenendo bene di rovescio fino a provocare l’errore di diritto dell’avversario. In altre occasioni ha mostrato un rovescio in grado di far male in risposta, in manovra e in lungolinea. E ancora, sul 3-5 14/40 del secondo set è saltato sopra la prima di servizio del maiorchino e ha risposto ancora con un vincente di rovescio. Game set and match. Le statistiche confermano nuovamente. Nel 2016 FedExpress aveva vinto soltanto il 24% dei giochi in risposta. In questa parte di 2017 è già al 29%. Merito del nuovo affilatissimo rovescio. Merito di una condizione mentale di grande fiducia, di un talento che non è mai stato in discussione e della certezza di non avere più nulla da dimostrare.

Foto: Roger Federer (www.oregonlive.com)


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