COSPIRAZIONI AMERICANE?

Campi più lenti anche agli Us Open? Il direttore dell’evento dice di no, ma Federer ha ormai insinuato il dubbio. I tornei finiranno per essere tutti uguali?

“Mi è sembrato che il campo fosse molto più lento quest’anno rispetto agli altri anni”. E’ nata con queste parole di Roger Federer, dopo la fine del match di primo turno contro Santiago Giraldo, la “piccola” diatriba riguardo ai campi degli Us Open 2011.

Federer, n.3 del mondo non ancora – giustamente – arresosi allo scavalcamento di Nadal e Djokovic, non ci sta. E in conferenza stampa ha voluto rimarcare le sue sensazioni:Le condizioni di gioco sono chiaramente più lente rispetto agli anni scorsi, soprattutto di notte. Penso sia un peccato, i tornei dello Slam sono tutti molto simili e non penso questo giovi al tennis. Questo sport si nutre delle sfaccettature di gioco e la velocità è una di queste. Sembra di stare agli Australian Open. L’unico torneo che ha reagito a questa tendenza è stato Bercy. Mi hanno detto che troveremo una superficie più veloce anche a Shanghai e questo sarebbe un bene. Altrimenti così facendo il tennis diventerà solo uno sport fisico, atletico”.

Come a dire “con campi così lenti è normale che io non riesca a vincere come prima”. E mentre già si scatenavano le teorie cospirazioniste, Jim Curley, direttore degli Us Open, in accordo con l’USTA (United States Tennis Association) ha prontamente dichiarato: “I nostri campi sono esattamente come quelli dello scorso anno. Per via della pioggia sono stati bagnati un po’ meno e con il gioco i campi aumentano la velocità. Con l’andare avanti del torneo vi accorgerete dei cambiamenti. In ogni caso, non ci sono state modifiche intenzionali”.

In effetti, anche guardando le partite alla tv, i campi sembrano un po’ più lenti. Ma tra il giudizio di uno spettatore, per quanto attento ed esperto, e quello di Roger Federer, non c’è competizione. Lo svizzero, poi, dovrebbe conoscere molto bene questi campi, dal momento che il trofeo americano è finito nel suo palmares per ben cinque volte. C’è un altro giudizio, però, cui non si può non tenere conto. E’ quello del n.1 del mondo Novak Djokovic, che – guarda caso – non la pensa come Federer: “Non ho trovato differenze con lo scorso anno. Qualche differenza c’è se si gioca di giorno o di notte. La notte la palla viaggia decisamente più lenta. Forse questo dà la sensazione di campi più lenti”. Insomma, il dubbio rimane.

Rafael Nadal, dal canto suo, durante lo scorso Wimbledon aveva dichiarato di preferire il tennis di oggi a quello del più o meno recente passato, dunque di preferire il gioco da fondo (il suo) e di essere favorevole all’uso di campi più lenti.I campioni sono campioni nella loro era, nella loro porzione di storia. Posso però dire che secondo me noi attuali top 4 stiamo giocando in maniera più solida rispetto a quanto hanno fatto in passato altri. Noi arriviamo sempre in fondo ai tornei, sia che si tratti di Slam, che di Masters 1000 o 250. Nel passato questo non succedeva sempre. Questo è dovuto a due cose: il rallentamento dei campi aiuta i migliori giocatori a gestire meglio le situazioni  e riduce le sorprese; il secondo motivo è che ci stimoliamo a vicenda, siamo tutti molto vicini in termini di gioco e di punti Atp, e se non ti mantieni al top tutto l’anno rischi di crollare”.

“Personalmente - aveva aggiunto lo spagnolo - mi annoiavo a guardare le partite fra Sampras e giocatori come Ivanisevic. Era solo servizio, servizio e servizio, non era vero tennis, si giocava tutto su un paio di colpi. Credo ci si diverta molto di più oggi, non dico che è meglio ma secondo me ci si diverte di più. Io ho iniziato a giocare sui campi di Wimbledon nel 2002, e da allora i campi sono gli stessi, quindi non so dire quanto siano più lenti rispetto al passato”.

Sui gusti personali, non si può giudicare. E quale sia il vero tennis, ognuno può deciderlo. In effetti, comunque, a Wimbledon proprio dal 2002 i campi sono più lenti. E non è il pensiero di un giocatore, bensì l’ammissione di un custode, che chiedendo di restare nell’anonimato, ha dichiarato che i funzionari del torneo avevano voluto rallentare l’erba dei campi per aiutare i giocatori europei. Il tutto mantenendo il segreto, per preservare la tradizione del torneo: “I funzionari hanno voluto mantenere la reputazione dei Championships come il torneo più veloce del circuito. E’ davvero brutto perchè tante persone sono state ingannate. Anche i giocatori sapevano che c’era qualcosa sotto”.

Un cambiamento positivo, insomma, per i giocatori da fondo, quali (due nomi a caso) Djokovic e Nadal. E i tennisti d’attacco, sempre più rari sui campi di oggi, non ne sono certo avvantaggiati. Nel 2010 era stata la nostra Sara Errani a riscontrare una certa lentezza dei campi dello Slam inglese: “I campi sono tutti molto lenti. Certo, lento è meglio perché si riesce a giocare un po’ di più da fondo. Diciamo che su questa superficie giocano tutte bene, tirano tutte forte”. Giocatori tutti uguali, gioco basato sulla forza fisica e poco altro. La solita storia.

Ora, con questa ultima dichiarazione dello svizzero, il problema è tornato. E le voci di una possibile teoria cospirazionista si infittiscono. Possibile che si cerchi di favorire i giocatori più forti, come, appunto, il n.1 e il n.2 del mondo? Che si cerchi di aiutarli “sistemando” i campi come loro preferiscono?

Non ci resta che attendere le dichiarazioni di Federer dopo il prossimo match, sperando magari che si giochi di giorno.

Clicca qui per saperne di più sugli Us Open 2011

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