SCHIAVONE, CUORE DA LEONESSA

Due ore e mezza al cardiopalma, tra una possibile sconfitta e una vittoria ricercata. Il segreto è non aver mai mollato, anche quando tutto sembrava (quasi) impossibile

Parigi (Francia) – Un pomeriggio tra raggi di sole e nuvole tempestose. Questa è la perfetta sintesi del match di Francesca Schavione, giunta in semifinale dopo due ore e mezza di lotta serrata. La partita, come lei stessa ha ammesso scherzando, ha seguito un po’ l’andamento del meteo sopra il Philippe Chatrier, diviso tra tuoni roboanti e spazzi di sole, i quali hanno riscaldato ambiente e incontro.

Sei diventata grande oramai, ed hai giocato contro un’avversaria poco più che bambina, ma il tuo entusiasmo ha di sicuro superato il suo…

Credo lo fosse anche lei, entrambe eravamo pronte per un grande match, a me è servito un po’ di tempo per entrare in partita. Come al solito più sto in campo, più miglioro posizione e gioco. Sapevo che sarebbe stata una partita lunga.

Cos’è che non ha funzionato all’inizio?

Non riuscivo a giocare lo spin nel campo, quindi ho provato a puntare più sul servizio. Più sulla seconda a dire la verità, perché la prima non funzionava bene. Quando ero sotto alla fine del primo set mi sono detta di rimanere concentrata, di cercare delle soluzioni per rimanere nel match. C’è stato un momento in cui lei è calata e io sono salita e sono riuscita a pareggiare i conti. Mi son detta, se devi perdere fallo in modo dignitoso, combatti, ma se hai la possibilità arriva fino in fondo ed ho preso la strada giusta.

E cosa è successo quando nel terzo lei ha rimontato?

C’era molto vento, sul 5-1 lei ha servito contro vento e pensavo fosse il momento giusto per me, per chiudere. Poi quando è cambiato il campo è stato difficile e lei è anche tornata meglio nel match e tutto si è complicato. Lei ha giocato meglio di me in certi passaggi, però credo che la mia maturità abbia giocato un ruolo fondamentale oggi.

Le emozioni di oggi le abbiamo vissute tramite il tuo sguardo, si leggeva tutto…

Amo il tennis e tutto questo traspare sul mio volto. Cerco a volte di non mostrare proprio tutto, a volte ci riesco, altre meno. Ero sotto 6-1, 5-2 ma mi sono detta di provarci. Nessuno però poteva farlo al posto mio, mi sono rimboccata le maniche e sono arrivata là. Stavo sbagliando troppo, specie nelle prime giocate, io sapevo cosa fare, ma non riuscivo a realizzare quello che avevo in mente.  Sul 4-1 per lei non ho smesso mai di credere in quella che era la mia tattica. Certo il punteggio mi ha reso triste, ma poi ce l’ho fatta.

Come ti spieghi il fatto che oggi riescano ad andare avanti atlete più mature rispetto a qualche anno fa?

Credo che ora molto dipenda dal fatto che anche a quest’età siamo molto preparate a livello fisico e quindi per le giovani è più difficile trovare un varco se non hanno davvero molto talento.

Al di là del tuo tempo per entrare in partita, c’è stato qualche fattore esterno che ti ha bloccato?

Il clima sicuramente non mi ha aiutato, la palla correva poco, ovvio che mi sono scaldata prima di entrare in campo, ma faceva freddo ed era scuro e questo mi ha un po’condizionato. Un po’ sono andata con il meteo oggi…(ride)

E cosa pensi delle tue prossime avversarie?

Con la Bartoli sarà  fondamentale tenarla fuori dal campo, mentre la Kutzetsova è una giocatrice di livello ed ha caratteristiche adatte alla terra, ha vinto qui prima di me. Io dovrò giocare davvero bene, ogni distrazione sarà letale, in entrambi i casi.

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