COME IL GELO

Scende la temperatura, sale l’adrenalina. Oggi sul Centrale abbiamo sudato freddo, anche se il pubblico ad un certo punto ha iniziato ad avere una certa simpatia per Isner…

Parigi (Francia) – Il dato meterologico di ieri è stato completamente sovvertito nella giornata odierna: il sole ha fatto capolino rare volte tra le nuvole e la temperatura si è mantenuta intorno ai 20 gradi. Parigi è tornata nello status “primavera”, ma questo è solamente un passaggio, perché le previsioni di domani già raccontano che l’agognato sole bacerà ancora una volta le terre di Rolando (prima della bufera prevista per giovedì).

Nonostante questo, la gente ha allegramente affollato l’impianto, anche se ha accuratamente evitato la doccia gratuita messa a disposizione da uno degli sponsor, per rinfrescarsi tra un match e l’altro.

Numerosi anche i piccoli tennisti in erba che, a caccia di autografi, come scolaresche scomposte hanno gentilmente assaltato giocatori e giocatrici . E’ un momento sacro e bizzarro volendo, che non manca mai in nessun torneo, perché li vedi tutti pronti ad accerchiare il mal capitato di turno con fogli e penne. Oggi poi, che i bambini crescono in maniera vertiginosa, può capitare anche che le tenniste più minute vengano letteralmente sopraffatte, ma il sorriso non manca mai (o quasi) come ricompensa per la lunga attesa.

Premio pazienza sicuramente a Rafael Nadal, anche stamattina accolto dalla solita dose di firme e sorrisi a fine allenamento. Vista poi l’aria che ha tirato oggi in campo, bisogna dare onore al mancino di Manacor di avere una pazienza infinita, o quasi. Sul Philippe Chatrier, sembrava proprio “Rafa” il bambino, accanto a quell’Isner che gli ha fatto tremare davvero i polsi. Nessuno si aspettava che il match fosse una passeggiata, ma neanche che le cose si potessero intricare a tal punto da contemplare una possibile uscita di scena del campione in carica.

E lo sguardo di zio Tony in tribuna la diceva lunga… era lì, in alto, ma se avesse potuto sarebbe sceso in campo accanto al suo pupillo, per sorreggerlo e confortalo nel momento di crisi. Fortunatamente la dritta via che sembrava smarrita è stata ritrovata all’ultimo colpo, con un finale che se fosse andato al tie-break avrebbe potuto regalare un altro match infinto (Isner, vi dice qualcosa questo nome?).

Sugli italiani oggi è meglio sorvolare, ma vogliamo premiare il transalpino –  sempreverde  - Clement che, trascinato dal suo pubblico, ha messo la quarta estromettendo dalla competizione un Volandri che, per un set e mezzo, ci aveva strabiliato. Per “Filo” si tratta solo di una battuta d’arresto imprevedibile, perché imprevedibile è stato il suo avversario, ma fa piacere vedere qualcuno che al suo 14mo Roland Garros gioisce ancora come un pupetto per una vittoria al primo turno.

Ora ci si avvia verso il riposo, breve ma intenso, perché domani le sfide saranno lunghe e tortuose, specie il match tra Fognini e Robert potrebbe regalare palpitazioni ancora inespresse. Quindi gambe in spalla e tutti a casa, quelle due ruote là fuori – senza motori e con poco traffico – ti fanno vivere Parigi sotto tutta un’altra luce.

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