Foro Italico (Roma). Robin Soderling era l’unico top player che mancava all’appello. L’appello di coloro che nel 2011 hanno ceduto alla straripante condizione di Novak Djokovic, ancora imbattuto e a segno in tutti gli appuntamenti che contano. Il serbo, questa sera, si è finalmente trovato di fronte il ‘boscaiolo’ svedese, che pareva potersi rivelare un avversario temibile per il numero due del mondo. Invece no, assolutamente no. ‘Nole’ ha risposto con l’ennesima, disarmante, prova di forza. Non si è lasciato spaventare dalla partenza a razzo dell’ex allievo di Claudio Pistolesi, e dopo aver ingranato non gli ha più lasciato spazio, dominando la scena da vero campione. 6-3 6-0 in un’ora e 16 minuti di gioco, e semifinali raggiunte. Domani la sfida con Andy Murray, in svantaggio per 5-3 nei precedenti. Novak ha vinto i primi quattro – fra i quali l’unico sulla terra – e l’ultimo, giocato a gennaio sul cemento di Melbourne.
Soderling ci prova, poi cede di schianto. E pensare che dopo le primissime battute la sfida sembrava tutt’altro che semplice per il serbo, subito dominato dal nordico. Grazie a un inizio prepotente Soderling si è immediatamente avvantaggiato di un break, ma la sua foga si è spenta poco dopo. Djokovic, infatti, ha subito pareggiato i conti, dando chiari segnali al rivale. Il giocatore allenato da Marian Vajda ha poi dovuto fronteggiare altre due palle-break, nel fatidico settimo gioco, e ne è uscito indenne grazie a un po’ di fortuna (leggi diritto del rivale fuori di due dita). Da quel momento la sfida è cambiata. Una volta salito sul 4-3, Novak ha tolto nuovamente la battuta a Robin, mettendo fine, di fatto, alle speranze dello svedese. Come accaduto ieri sera contro Wawrinka, infatti, non c’è più stata partita. ‘Nole’ ha alzato l’asticella, e Soderling è crollato. E’ subito finito sotto di un break, e non ha sfruttato un’opportunità per rientrare. Poi, complice anche un problema alla gamba destra, non ha più opposto resistenza, rimediando un inevitabile ‘bagle’.
35 vittorie, il podio è raggiunto. Grazie al 35esimo successo consecutivo nel 2011, Djokovic ha raggiunto il podio di questa speciale classifica, guidata da Guillermo Vilas, che nel 1977 infilò una striscia di 46 vittorie. Al secondo posto un altro dei ‘mostri sacri’ del nostro amato sport, ovvero John McEnroe (1984), mentre al terzo sono ora appaiati Bjorn Borg (1975), Thomas Muster (1995), Roger Federer (2005) e appunto Djokovic. Solo lo statunitense, però, ce l’ha fatta a inizio stagione, mentre nessuno ci è riuscito da numero due del mondo. Ennesima dimostrazione di come il computer dell’Atp sia ormai l’unico a non riconoscere il serbo come il miglior giocatore attualmente in circolazione. Se continuerà di questo passo, però, niente e nessuno potrà privarlo della prima piazza del ranking mondiale. Che sia davvero giunta l’ora di vedere un nome nuovo in vetta alla classifica dopo oltre sette anni di duopolio Federer-Nadal? Al Roland Garros l’ardua sentenza.
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djockovic è un mito