E’ l’atleta azzurra del momento, Sara Errani, ventiquattro anni da Massa Lombarda, di lei ne avevamo già tessuto le lodi nel nostro precedente articolo di inizio stagione. Già, perché la stagione che si stava per aprire sarebbe potuta essere quella di una nuova risalita, dopo essersi stabilizzata con agio tra le prime quaranta-cinquanta giocatrici del mondo. Ed il suo 2012 si è aperto col botto: quarti di finale a Melbourne e prima da titolare con la maglia azzurra in Fed Cup. Meglio non avrebbe potuto chiedere la piccola “Sarita”, se non fosse stato per quell’infortunio occorsole durante il singolare che sarebbe potuto risultare decisivo ai fini del risultato contro l’Ucraina. Ma lo spavento sembra ormai alle spalle: Sara ci racconta come ha vissuto quei momenti e come sta affrontando questi giorni che la separano dal suo rientro alle attività.
Ciao Sara, dicci innanzitutto come stai.
Ciao, sto abbastanza bene. Per fortuna è stato solo uno spavento e non è stato niente di grave. Ero molto preoccupata perché non avevo mai avuto problemi alle ginocchia e non sapevo cosa poteva essere. Dovermi fermare a lungo in un momento così favorevole per me sarebbe stato un trauma.
Come è andata esattamente, cosa hai sentito?
Non ricordo esattamente quale colpo stessi giocando, ricordo solo che ho sentito la prima fitta sul 5-1 in favore della mia avversaria. Credo fosse in occasione di un mio rovescio difensivo. Da quel momento sembrava passato tutto ma nel primo game del secondo set durante uno scambio lungo ho risentito una fitta fortissima. Da lì ho chiamato il medico e nel game successivo sentivo male ogni volta che appoggiavo la gamba, quindi avevo paura a correre. Oltre al dolore avevo soprattutto paura che fosse qualcosa di grave ed allora abbiamo preferito che mi fermassi. Lì per lì ho anche pianto…
Cosa hai fatto per accertarti dell’entità del tuo infortunio?
Ieri mattina, tornata in Italia, ho fatto una risonanza magnetica al ginocchio destro ed ho potuto constatare che il menisco è a posto. Successivamente sono andata dal dottor Valgimigli, il mio medico qui, ed ho fatto un’ecografia. L’esito è stato solo di una infiammazione del menisco interno ed un piccolo edema.
Quali sono i tempi di recupero e cosa farai in questi giorni?
Il tutto dovrebbe risolversi con una settimana di trattamenti e riposo. Giovedì ripartirò per Valencia dove continuerò a farmi vedere e trattare da uno staff di specialisti presenti sul luogo. Venerdì prossimo invece partirò per Monterrey dove dovrei tornare a giocare, saltando, dunque, la prossima settimana il solo torneo di Bogotà.
Facciamo ora un passo indietro e torniamo al tuo splendido Australian Open…raccontaci le tue emozioni.
Che dire, il torneo più bello della mia vita! Ho giocato quattro ottime partite prima di arrendermi alla Kvitova. La mia miglior performance è stata contro la Zheng dove ho interpretato al meglio il match facendo pochissimi sbagli. Nei quarti ho trovato quella che sarà la nostra prossima avversaria di Fed Cup che è fortissima. Secondo me è lei la vera numero 1 e ci diventerà presto: sarà molto dura per noi ad aprile…
…e poi la tua prima da titolare in Fed Cup
Già, ero carichissima. Ogni volta che gioco in Fed Cup provo delle emozioni particolari, ma dover giocare il primo match mi responsabilizzava di più ma allo stesso tempo mi faceva piacere. Sono stati due giorni stupendi ed emotivamente importanti. Peccato per l’infortunio, avrei potuto portare a casa il punto decisivo e tutto sarebbe stato perfetto, ma è andata così e sono comunque contenta per la vittoria e per il fatto che non sia stato niente di grave.
Per chiudere, in tema di nazionale, una che la nazionale italiana l’ha abbandonata, Romina Oprandi.
Penso che abbia fatto la scelta giusta. Se non si sentiva al 100% italiana ha fatto bene a cambiare nazionalità, anche perché avrà fatto i suoi calcoli e potrà così sperare di giocare le Olimpiadi con la sua nuova nazione. Rispetto la sua decisione.
Grazie Sara e in bocca al lupo per la tua guarigione.
Grazie a voi, non vedo l’ora di rientrare a lottare e vincere per dare soddisfazioni a tutti i miei tifosi ed alla nostra nazionale.







