IL RITORNO DEI FAB FOUR

Gli Australian Open riportano in auge un ferreo caposaldo: i primi quattro giocatori del ranking sono di un altro pianeta. Si profila uno scenario simile nel torneo femminile, dove le semifinali mettono di fronte le tenniste più forti attualmente in circolazione

Melbourne - E alla fine i nodi vengono al pettine. Come ogni grande appuntamento che si rispetti, al momento di tirare le somme emergono sempre i migliori. Il primo Slam della stagione si allinea alle semifinali con i suoi pezzi da novanta, sia nel tabellone maschile che in quello femminile. Il 2012, dunque, si apre all’insegna della continuità con il recente passato.

Uomini. I Fab Four sono tornati. Compatti e puntuali come non mai, i primi quattro giocatori del ranking Atp ricompongono il celeberrimo quartetto che ha monopolizzato quasi tutte le fasi finali dei Majors negli ultimi anni. Dopo i messaggi lanciati ieri da Roger Federer e Rafael Nadal, tempestive come non mai sono arrivate oggi le risposte di Novak Djokovic ed Andy Murray. Nessuno di loro ha sin qui commesso passi falsi, tutti hanno risposto presente all’appello delle semifinali. In questi dieci giorni si sono guardati a vista, impegnati com’erano a imporre la manifesta superiorità nei confronti del resto del mondo. Ora, però, gli altri sono tornati a casa ed è scoccata l’ora della verità. Novak, Rafa, Roger ed Andy affilano le armi e sono pronti allo scontro frontale. Domani andrà in scena l’ennesimo capitolo della saga Federer-Nadal (precedenti 9-17), giunta alla sua ventisettesima puntata. Dopodomani, invece, la Rod Laver Arena ospiterà l’undicesimo episodio della disfida Djokovic-Murray (precedenti 6-4). Difficile ipotizzare ad oggi un favorito, alla luce dell’ottimo livello di gioco espresso a Melbourne dai primi della classe.

Federer è stato quasi ingiocabile contro Del Potro, relegato al suo cospetto al ruolo di semplice comprimario. Nadal ha sconfitto un grande Berdych con la testa e con le gambe, qualità per le quali non è secondo a nessuno. Djokovic ha piegato con autorità il caparbio Ferrer, arresosi alla maggiore solidità del serbo. Murray sembra aver cambiato marcia, proponendo finalmente un tennis più offensivo che gli risparmia tempo e fatica. Lo scozzese è l’unico tra i quattro a non aver mai vinto un titolo dello Slam e la nomea di “perdente” comincia a diventare stucchevole. Sarà interessante capire quanto questo digiuno possa diventare uno stimolo o un fardello. Questione che non si pone per gli altri contendenti, spinti da ben altre motivazioni: Djokovic vuole dimostrare che la tirannica leadership del 2011 non è stata il frutto di un’annata; Nadal è intenzionato a tornare sulla cresta dell’onda, smanioso di prendersi qualche rivincita dopo le batoste subite contro il serbo lo scorso anno; Federer desidera smentire chi lo considera un giocatore finito, sulla scia di quanto già mostrato due mesi fa a Londra.

Donne. Sostenere che le semifinali rispecchiano quanto di meglio ci sia attualmente nel tennis femminile potrebbe suonare azzardato. Seguendo la mera logica dei numeri, e quindi nella fattispecie il ranking, manca infatti all’appello la migliore giocatrice del seeding: Caroline Wozniacki. Tuttavia, se al suo posto ritroviamo la sua aguzzina, Kim Clijsters, non possiamo di certo ritenere che la qualità del torneo possa risentirne. La belga è un’affermata campionessa (4 titoli dello Slam) nonché la detentrice del titolo a Melbourne, ragioni per le quali la sua presenza non può essere considerata un’intrusione. Per il resto, i restanti slot delle semifinali sono occupati da Petra Kvitova, Victoria Azarenka e Maria Sharapova, rispettivamente numero 2, 3 e 4 della classifica Wta. E questo sì che è un risultato degno di nota, oltre che spunto per aprire una riflessione. Il rispetto del seeding non è una tematica ricorrente nel tennis femminile, dove il grande equilibrio fa sì che le sorprese siano spesso dietro l’angolo.

Tuttavia, il livello di gioco espresso da Clijsters, Kvitova, Azarenka e Sharapova le proietta in una dimensione sopraelevata rispetto alle altre, facendo di loro una sorta di Fab four in gonnella. Escludendo le sorelle Williams, sempre più autorelegatesi a giocatrici part-time, non ci sono dubbi sul fatto che le quattro semifinaliste degli Australian Open 2012 siano le giocatrici più forti in circolazione. Ad avallare questa tesi sopraggiunge un ulteriore motivo di interesse, di certo non marginale: Kvitova, Azarenka e Sharapova sono in lotta per conquistare la prima posizione mondiale, ceduta dalla Wozniacki due giorni fa. Chi tra loro vincerà il torneo diventerà anche la numero uno del mondo. La variante è Kim Clijsters: se sarà lei a trionfare, sarà Petra Kvitova la nuova regina del ranking.

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