Roma – La stagione tennistica è terminata con il Masters di Londra, ma c’è ancora un appuntamento importante che ci aspetta. Non aspetta noi italiani, purtroppo, ma la Serbia e la Francia, che si sfideranno nella finale di Coppa Davis.
I numeri. Prima finale per i serbi, i francesi hanno vinto l’Insalatiera per 9 volte: l’ultima nel 2001 per 3-2 sull’Australia. Le due squadre non si sono mai affrontate. La Serbia ha raggiunto la finale battendo per 3-2 gli Usa, per 4-1 la Croazia e per 3-2 la Repubblica Ceca. Il n.1 della squadra, Novak Djokovic, non è mai stato sconfitto durante il cammino.
La Francia ha invece eliminato la Germania per 4-1, la Spagna per 5-0 e l’Argentina per 5-0. I serbi hanno scelto di giocare su una superficie dura, nella Belgrade Arena, dove non hanno mai perso.
Polemiche. Qualche polemica nacque quando il capitano francese Guy Forget si lasciò andare a parole poco carine sul luogo di gioco. Il cittì consigliò ai suoi giocatori di “stare attenti all’inferno di Belgrado”. Djokovic non la prese bene: “Forget ha esagerato. La parola inferno indica il male assoluto e questa definizione non è giusta per Belgrado. Abbiamo giocato 5 volte negli ultimi 3 anni nella Belgrade Arena e non è mai successo niente di grave… E’ un peccato che tutto il paese debba pagare l’immagine negativa fornita da qualche ultra che è stato un po’ scatenato in una partita di calcio”. Forget si difese rispondendo: “Quelle parole erano tese a motivare i miei giocatori ad affrontare un ambiente difficile e ostile. Ha ragione Novak, bastano una ventina di stupidi per creare scompiglio in uno stadio”.
La Belgrade Arena può ospitare più di 16 mila spettatori.
La parola ai serbi. “Djokovic è molto importante – ha dichiarato il coach serbo Bogdan Obradovic – non solo perché è il leader della squadra, ma è anche riuscito a far aprire gli occhi agli altri giocatori, convincendoli che la Serbia può fare molto negli sport individuali”. Una squadra molto unita la Serbia, il capitano conta molto sull’amicizia che lega “Nole” a Troicki e Tipsarevic (tutti vicini d’età), e al doppista Nenad Zimonjic che guida la squadra dall’alto della sua lunga esperienza sul campo. “L’amicizia nel team – ha proseguito Obradovic – è sicuramente un altro elemento che ci rende forti. Io credo che una buona atmosfera, una buona energia tra i giocatori potrebbe portarci alla vittoria“. Djokovic potrebbe però arrivare all’appuntamento un po’ stanco, dopo il Masters di Londra. “Sicuramente sarà stanco – ha aggiunto il capitano – ma è molto motivato, ci tiene a giocare questa importante finale per il suo Paese”.
“E’ un’esperienza – ha ammesso Novak - che non capita spesso, per me è una priorità, vogliamo davvero vincere questa Davis Cup e io sono fiero di poter fare un’immagine positiva della Serbia”.
“L’importanza di questo incontro non è misurabile – sono le parole del presidente della Federtennis serba Slobodan Zivojinovic – oltre ad essere senza dubbio il più importante evento tennistico del Paese, sarà anche l’evento più importante dell’ultima decade a Belgrado. Il pubblico di Belgrado ha dimostrato molte volte di conoscere il tennis e di rispettare i giocatori in campo. Applaudiranno gli avversari quando lo meriteranno. Quello che è successo nella parita di calcio contro l’Italia ormai è successo, ma queste cose non sono mai accadute nel tennis. Credo che le parole del capitano francese siano state soprattutto una tattica, con la Francia storicamente non ci sono mai stati problemi, escludo la possibilità di incidenti” ha concluso il presidente.
La parola ai francesi. “Non abbiamo paura di niente – ha esordito il capitano francese Forget – sappiamo quanto sia forte Nole, e anche gli altri giocatori serbi. Sappiamo anche che non è facile giocare fuori casa in una finale. Sarà una bella sfida e noi ci sentiamo pronti ad affrontarla”.
Henri Leconte, che ha portato la Francia alla vittoria del 1991 contro gli Stati Uniti, ha dichiarato che si aspetta una finale spettacolare. “Credo che assisteremo – ha detto – a un gran weekend di tennis. Djokovic sta giocando molto bene e anche i francesi arriveranno a Belgrado molto preparati. Sono molto motivati a scendere in campo e dare il meglio. La chiave del team è Tsonga. Anche se non potrà giocare perché infortunato, lui è quello che dice agli altri: ragazzi, dobbiamo avere quella Coppa! Ed è molto importante”.
“E’ sempre un onore – ha detto Michael Llodra nella conferenza stampa di questa mattina – giocare per il proprio Paese. Ho battuto Djokovic a Parigi Bercy, ma qui sarà tutto troppo diverso”. Llodra sarà probabilmente il secondo singolarista (a meno che il capitano non dovesse preferire Gilles Simon), dopo il n.1 di Francia Gael Monfils. “Sono pronto per giocare il doppio – sono invece le parole di Arnaud Clement – non so ancora se giocherò, lo deciderà il capitano, ma io sono pronto”.







