SERENA, MURRAY E IL SACRIFICIO DI ROMA SULL’ALTARE DI PARIGI

Giovedì nero agli Internazionali, con il ritiro di due assoluti protagonisti. Una scelta per salvaguardare Parigi, che forse dovrebbe suggerire ad Atp e Wta un cambio nel calendario

TENNIS – Roma. È stato un giovedì nero per gli Internazionali Bnl d’Italia, che in una singola giornata hanno salutato, senza vederli scendere in campo, la favorita principale del torneo femminile, Serena Williams ed il giocatore più in forma del momento nel circuito maschile, Andy Murray. Diverse le cause (dichiarate) che hanno messo fuori combattimento i due protagonisti. Se la numero uno del mondo ha addebbitato il suo forfait ad un problema al gomito, che, a quanto pare, la tormenta già da Madrid, penalizzandola nel servizio, lo scozzese ha semplicemente ammesso di essere esausto, dopo due settimane di sole vittorie, con 10 partite giocate, salvo poi aggiungere “ieri stavo bene, ma stamattina mi sono sentito esausto”.

Per carità, un fondo di verità nelle dichiarazioni di entrambi i ritirati sicuramente c’è, però è facile interpretare la scelta di abbandonare senza scendere in campo il torneo degli Internazionali, come una decisione precauzionale, per preservare il prossimo, più importante, appuntamento del Roland Garros. La kermesse parigina è infatti lontana poco più di una settimana e sia per Serena, che per Murray, quest’anno sulla terra rossa di Bois de Boulougne, l’appuntamento potrebbe essere piuttosto importante. La Williams infatti, deve necessariamente portare a casa la seconda prova major, se vuole continuare a coltivare il suo sogno di mettere a segno il grande slam nel 2015 e avvicinare ulteriormente il record di Steffi Graf (22 slam). Il recente vincitore del torneo di Madrid invece, visto il suo straordinario rendimento sulla terra rossa delle ultime settimane, per la prima volta arriverà in Francia con la seria possibilità di contendere a Djokovic e Nadal la Coppa dei moschettieri, unico dei quattro major che fino a questo momento non ha mai nemmeno sfiorato, arrivando in finale, impresa che gli è invece riuscita nelle altre tre prove del poker.

Scelte legittime insomma, che grandi campioni come quelli di cui stiamo parlando devono essere liberi di fare, senza dover per questo subire critiche o insulti, anche qualora le loro decisioni vadano a sconvolgere i piani degli organizzatori dei tornei. Forse a dover riflettere dovrebbero essere i board di Atp e Wta. È davvero necessario infatti, che due tornei importantissimi e prestigiosissimi come quelli di Madrid e Roma, si giochino uno di seguito all’altro, senza nemmeno un giorno di pausa ed a sole due settimane dal Roland Garros? Non sarebbe forse meglio anticipare di una settimana il torneo nella capitale spagnola e inserire la settimana di Estoril, Instanbul, Praga e Marrakech, prima di quella del Foro Italico?

Optando per una soluzione del genere, che sicuramente scontenterà qualcuno, come tutte le novità, i giocatori più forti, ovvero, per intenderci, quelli che arrivano in fondo ai tornei più importanti, non sarebbero “costretti” a giocare per due settimane consecutive due tornei importanti ed in questo modo non sarebbero spinti a prendere delle decisioni precauzionali come quelle prese da Serena e Murray a Roma, o anche da Djokovic, che la scorsa settimana aveva deciso di non prendere parte al torneo di Madrid, proprio per evitare un sovraccarico di fatica, a pochi giorni dall’inizio del Roland Garros.


1 Commento per “SERENA, MURRAY E IL SACRIFICIO DI ROMA SULL’ALTARE DI PARIGI”


  1. Arturo ha detto:

    Articolo molto sensato: non ce la possono fare a reggere questi ritmi. A livello fisico e mentale.


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