SERENA WILLIAMS: “NON RIESCO A SMETTERE”

La numero 1 del mondo, recente vincitrice degli Australian Open, fa il punto della sua carriera al New York Times: “L’obiettivo sono le Olimpiadi di Rio”. E sui suoi presunti problemi di salute: “Sapevo che il primo mese dell’anno sarebbe stato difficile. Ma vincere rende tutto più facile”.

Tennis – “Ho un problema di arresto. Non ho pulsante per stopparmi. Con me non si può premere control+alt e uscire. Non so quando smettere. Sto ancora giocando e ho 33 anni”. Parole di Serena Williams, recente vincitrice degli Australian Open.

La numero 1 del mondo è impegnata in Argentina per l’impegno in Fed Cup della sua nazionale. La Wta ha infatti aumentato i requisiti per partecipare ai Giochi Olimpici e la partecipazione ad almeno due match di Fed Cup rappresenta uno di questi. Serenona, che ha saltato gli impegni della sua nazionale non per scelta ma per necessità, si è trovata in quest’occasione “costretta”  a prendervi parte. Dopo Melbourne, destinazione Buenos Aires via Los Angeles. Non proprio una passeggiata.

Come non sarà una passeggiata difendere il doppio oro olimpico di Londra 2012 (singolare e doppio) a pochissimi giorni dal suo 35° compleanno. Ma Serena è una che fa troppa fatica a smettere. La sua risposta, in un’intervista rilasciata al New York Times è lapidaria: “Rio è sempre stato un obiettivo per me”.

Ma le traversate oceaniche e il jet lag che si può soffrire da Melbourne a Los Angeles e dalla città californiana a Buenos Aires stenderebbero chiunque. E la questione è inevitabilmente da allargare a tutta la stagione. Si può, in poche parole, arginare gli attacchi dell’agguerritissima concorrenza facendo una vita così frenetica? Sicuramente non è facile. Lo si è visto nella finale del primo major della stagione, quando la minore delle sorelle Williams ha accusato forti mal di schiena e ha vomitato durante la finale contro Maria Sharapova. Ma, anche in questo caso, la spiegazione della 19 volte vincitrice di Slam è rilassata: “Sapevo che il primo mese dell’anno sarebbe stato duro, ma da ora in poi sarà tutto più facile. Giocherò a Dubai e poi starò fuori diverse settimane. Giocherò soltanto due tornei sul rosso prima del Roland Garros. E poi quando si vince tutto sembra più facile”.

Ma il 2014, nonostante la permanenza al numero 1 Wta non è stato un anno facile e particolarmente vincente. Serenona non ha superato il quarto turno nei primi tre major della stagione. Degli insuccessi legati – come ha spiegato la stessa americana – alla “stanchezza mentale accumulata nelle stagioni 2012 e 2013”.

Poi però è arrivata la stupenda estate casalinga, con le vittorie di Stanford, Cincinnati e Us Open. E infine la conquista del Wta Championship a Singapore dopo la terribile sconfitta al Round Robin contro Simona Halep. E ora una nuova affermazione a Melbourne, che la porta a 3 sole lunghezze dai 22 slam di Steffi Graf e a 5 da Margaret Court.

“Sta tutto nelle motivazioni” dichiara Patrick Mouratoglu, allenatore di Serena. “Se resta motivata  ha ancora qualche margine di miglioramento e può, senza dubbio raggiungere la Graf”.

Le avversarie, tuttavia, non mancano. Un esempio può essere Garbine Muguruza, che l’anno scorso ha battuto Serena al Roland Garros e che le ha soffiato un set a Melbourne: “Quando ho perso con lei in Francia l’ho odiata tantissimo. Ma per quanto l’ho odiata, avevo bisogno di quella sconfitta. E adesso sento di doverla ringraziare”.

Fa piacere, ad ogni modo, ritrovare in questo 2015 una tennista a posto fisicamente e mentalmente. Perché a Wimbledon 2015 e pagine dei giornali e dei siti internet erano piene di interrogativi. Cosa succede a Serena Williams? Una preoccupazione che ha afflitto anche il suo staff, che aveva additato un farmaco sbagliato alla base del malessere della numero 1 del mondo (Serena faceva fatica a stare in piedi e persino a vedere la pallina): “Stavo solo molto male” dice Serena. “Poi ho fatto dei test e con l’assunzione di alcune vitamine sono riuscita a risolvere il problema“.

Si sofferma poi sulle polemiche e sulle speculazioni seguite a quella strana apparizione sui campi di Wimbledon: “Io cerco di vivere in buona fede. Imparo dai miei errori e non cerco di ripeterli in futuro. Ma sono una che non molla mai. Vorrei fare contenti tutti, soprattutto i miei fan. Ma forse questo è un errore mio. In ogni caso, io do sempre il 100%, come si è potuto notare anche durante gli AusOpen”.

Ma la questione è riemersa anche a Melbourne, quando coach Mouratoglu ha sospeso un allenamento nel venerdì precedente la finale perché Serena Williams stava poco bene. Senza dimenticare che ha impedito a Serena e alla sorella Venus di giocare il torneo di doppio. Alla base di questa scelta c’era sia il mal di schiena di Serena che la possibilità che entrambe le Williams potessero far bene nel singolo. Una scelta che si è rivelata azzeccata visto che Serena ha vinto e che Venus a giocato i quarti di finale dopo cinque anni.

Il primo Australian Open giocato dalle leggendarie sorelle Williams è datato 1998. A 17 anni di distanza le due possono considerarsi ancora protagoniste del tennis mondiale. Domanda provocatoria: Serena giocherebbe ancora se Venus avesse già smesso? “Bella domanda. Ma non voglio rispondere. Ho paura. Ma so che anche Venus vuole arrivare e Rio”. E infatti in Argentina c’è anche lei. Perché le Williams non si fermano mai. 


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