UNA CORONA PER DUE

La finale degli Australian Open mette in palio la vetta del ranking: chi conquisterà lo scettro tra Maria Sharapova e Victoria Azarenka? La corsa di Federer si infrange al cospetto della nemesi Nadal

Melbourne - In molti si tapperanno le orecchie, ma poco importa. L’ultimo atto del tabellone femminile degli Australian Open sarà il tanto temuto “derby delle urlatrici”: Maria Sharapova contro Victoria Azarenka. Per la gioia dei timpani di tutti noi. Udito a parte, il primo grande appuntamento del 2012 godrà di una finale degna del suo prestigio e pregna di significato: chi avrà la meglio diventerà la nuova numero uno al mondo. Meglio di così…

Finale sovietica. Sibila il vento dell’ex Unione Sovietica sulla finale del torneo femminile. Saranno infatti Maria Sharapova, russa, e Victoria Azarenka, bielorussa, a contendersi sabato il primo Slam della stagione. E non solo. Parimenti al titolo, è in palio un succosissimo surplus: la vetta del ranking. Detronizzata Caroline Wozniacki, sarà dunque un’altra biondina a ricevere lo scettro di reginetta del tennis. L’approdo di “Masha” e “Vika” alla finale è stato per certi versi speculare: entrambe hanno vinto in tre set, vincendo il primo e perdendo il secondo. La Sharapova ha piegato Petra Kvitova, che deve così rinviare l’appuntamento con il trono. La mancina di Bolivec può recriminare per le numerose occasioni fallite nel match: è stata avanti di un break nel terzo set e ha sciupato una pletora di palle break (3/14), capitalizzate invece con cinismo dalla tigre siberiana (5/5). Maria ha giocato meglio i punti importanti e non ha mai perso la calma, tirandosi fuori spesso da situazioni di punteggio delicate. Quasi sette mesi dopo la finale di Wimbledon, Masha ha servito fredda la sua vendetta. Sabato giocherà la sua sesta finale in uno Slam (la terza a Melbourne), andrà a caccia del suo quarto Major e proverà a tornare in cima al ranking  dopo quattro anni. Dall’altra parte della rete troverà la “neofita” Azarenka (precedenti 3-3), che si presenta per la prima volta all’ultimo atto di un torneo dello Slam. Vika ha superato l’esame di maturità contro Kim Clijsters, gestendo bene il ritorno della belga nel parziale decisivo. Solo pochi mesi fa, la bielorussa si sarebbe disunita e avrebbe perso il controllo. Se la tensione non la dilania, la Azarenka può raccogliere in un sol boccone il primo Slam e la vetta della classifica. Sarebbe un giorno da ricordare.

Solito Rafa, solito Roger. In chiusura di programma, nella night session, è andata in scena la ventisettesima puntata della saga Nadal-Federer. Come già accaduto in molti dei precedenti episodi, il copione si è ripetuto e con esso anche il finale. Lo spagnolo gioca meglio i punti importanti, lo svizzero sciupa troppe occasioni: la differenza è tutta lì. L’ormai celeberrima diagonale dritto Rafa vs rovescio Roger si rivela un autentico forziere per il maiorchino, i cui topponi arrotatissimi disinnescano puntualmente il lato sinistro dell’elvetico (salvo autentici colpi di genio). Poco incisivo al servizio e fallosissimo coi fondamentali (63, quasi il doppio rispetto al suo avversario), Federer si è inchinato di fronte ad un Nadal straordinario sotto il profilo mentale e atletico. Lo svizzero non batte il maiorchino in una prova dello Slam dal 2007 (finale di Wimbledon). Rafa conduce ora 18-9 negli scontri diretti (8-2 negli Slam) e giocherà domenica la sua 15ma finale in un Major. Per bissare il suo secondo titolo a Melbourne (vinse nel 2009) dovrà superare l’ultimo ostacolo, che uscirà dalla sfida di domani in programma tra Novak Djokovic ed Andy Murray (6-4 per il serbo negli scontri diretti).

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Un Commento a “UNA CORONA PER DUE”


  1. jessica scrive:

    grande maria !!!


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