SHARAPOVA, TRE ANNI SULLA CRESTA DELL’ONDA?

Stoccarda si avvicina, la concorrenza già comincia a ridisegnare i propri criteri di approccio. Maria Sharapova può essere la mina vagante fino al 2020

TENNIS – Tornerà tra poco più di un mese, a Stoccarda, tre giorni dopo il termine della squalifica che le è stata imposta da WTA e commissione antidoping sul caso Meldonium. Maria Sharapova ha indubbiamente scosso il panorama del circuito femminile, considerando il peso tecnico e psicologico che potrà imporre ad una concorrenza ancora a caccia di certezze oltre al duo KerberWilliams.

Il Porsche Tennis Grand Prix è il primo step a cui si sottoporrà Masha, nella sua nuova versione dal 2017 in poi. Una nuova versione che, stando alle parole di Max Eisenbud, potrebbe protrarsi per tre stagioni. “Se la situazione non si fosse ammorbidita con il passare del tempo – spiega alla CNN – questo sarebbe stato probabilmente il suo ultimo anno. Invece no. Vedo come si sta preparando, sia atleticamente che psicologicamente, e sono certo che potrà giocare almeno fino al 2020. È incredibile quanto sia motivata per il rientro in campo, ne vedremo delle belle“.

Finora, la tennista siberiana ha ottenuto una wild card per il torneo tedesco, ma anche per il Mutua Madrid Open e per gli Internazionali d’Italia. L’obiettivo di maggior portata, però, è quello di arrivare al Roland Garros. Il suo manager, infatti, è in costante contatto con il presidente della federazione francese, Bernard Giudicelli, affinché si possano comprendere i termini entro cui agire per un’eventuale partecipazione allo Slam parigino. Ancora nessun riferimento, invece, per quel che riguarda Wimbledon, considerando che si andrà di major in major e che il boss del tennis transalpino ha già espresso i primi dubbi circa una possibile compromissione dei suoi rapporti con la commissione antidoping.

In ogni caso, l’idea della Sharapova sembra estremamente chiara. Tornare in campo a 2017 in corso può essere un primo metodo per scombinare i piani delle big, che adesso dovranno vedersela con il ritorno di una candidata di massimo livello, ma la preparazione delle prossime stagioni potrebbe addirittura sgombrare il terreno dalle incertezze al vertice degli ultimi mesi.

L’età della maturità nella WTA si è alzata in maniera notevole: Serena sta per spegnere 36 candeline, la Kerber ha 29 anni e non ha ancora dimostrato di poter interrompere definitivamente la dittatura della Williams. In top ten, poi, soltanto Muguruza, Keys e Svitolina non hanno ancora raggiunto i 25 anni di età. Masha ne compie trenta il 19 aprile, qualche giorno prima del termine della squalifica. Servirà un po’ di tempo per rodare il fisico e prepararlo alla tenuta da match, ma le possibilità di ritrovare presto la migliore condizione possibile sono altissime. L’esperienza accumulata nell’ultimo decennio, unita ad un’età che è ancora dalla sua parte, potrebbe fare la differenza fin dai sorteggi dei tabelloni più importanti nei quali verrà inserita. Se Federer, da mina vagante, ha insegnato a Melbourne dopo un infortunio di sei mesi, nulla si può dare per scontato. E la Sharapova lo sa bene.


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