SOTTO LE ACQUE DEL TEVERE

La spettacolare esondazione del Flavus Tiber dello scorso mese ha invaso gli impianti di diversi Circoli della Capitale, tutti da subito prontamente al lavoro per ripristinare l'ordine

Roma – Sono da poco passate le dodici della mattinata di mercoledì 14 novembre quando il Tevere, ingrossato dalle piogge cadute in abbondanza nei giorni precedenti sui suoi affluenti umbro-toscani, è esondato a 75 anni di distanza dall’ultima grande piena del 17 dicembre 1937. Anche in quell’occasione un periodo di grandi piogge aveva fatto salire il livello del Tevere fino a farlo straripare, rompendo gli argini e allagando il territorio circostante. Ne fecero le spese  anche tutti i Circoli sportivi dislocati lungo le rive del fiume che li ricoprì con le sue acque, allora forse meno gialle e inquinate di quelle di oggi.

Uno scenario simile in tutto e per tutto a quello delle settimane scorse, quando Circoli storici di Roma come Canottieri Roma e Canottieri Aniene hanno dovuto fare la conta dei danni provocati dalla piena del Tevere. Campi da tennis e da calcetto divenuti velocemente piscine a cielo aperto, locali ricoperti di fango e immediata sospensione di tutte le attività sportive, questo il bilancio al Circolo Canottieri Roma, che comunque dal 26 novembre scorso, grazie al lavoro senza sosta di soci e dipendenti, ha già potuto riprendere l’ attività dei corsi di canottaggio. Ancora peggio, se possibile, è andata al Circolo di Giovanni Malagò, costretto ad assistere nella serata di venerdì 13 novembre ( magari per i più superstiziosi non sarà stata una banale coincidenza..) allo speronamento dei due storici galleggianti dedicati alla memoria dei soci Roberto Baldinetti e Gigi Castelli, letteralmente travolti e trascinati via dalle acque impazzite del fiume. Ora gli sforzi del Presidente dell’Aniene sono tutti rivolti al ripristino degli argini e al recupero del galleggiante più grande, rimasto incagliato a Ponte Milvio, mentre il più piccolo è affondato prima ancora di poter mettere in atto ogni strategia di salvataggio.

Storicamente, il Tevere è sempre stato un fiume soggetto a piene improvvise, lo sapevano bene anche i grandi della Roma imperiale. Se già Tito Livio narrava come i romani interpretassero le sue alluvioni quali segni annunciatrici di eventi importanti, da Cesare ad Aureliano, passando per Augusto e Traiano, tutti sapevano bene che la gestione e il controllo del Tevere rientravano a pieno titolo tra le priorità dei loro mandati.

La Coppa Italia di canottaggio è giallorossa Il Circolo Canottieri Roma, nel frattempo, ha trovato il modo per ottenere un importante successo.  Il 4 di coppia master composto da Fabio Chiù, Simone Stellato, Mauro Recanatesi e Alessandro Tonetto ha regalato al Circolo giallorosso la prima Coppa Italia di canottaggio della sua storia. Al termine di cinque tappe da 6000 mt i quattro atleti del Canottieri Roma, raccogliendo punti ad ogni regata, hanno portato a casa il Trofeo Master più ambito della stagione 2012. Presto i quattro campioni verranno accolti dal Presidente Andrea Tinarelli per essere premiati nel corso di una cerimonia ufficiale.

Nella foto, un’immagine significativa della piena del Tevere che ha invaso gli impianti del Circolo Canottieri Roma


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