STEFANO NAPOLITANO RISPONDE AGLI INSULTI: “PROVO COMPASSIONE PER VOI”

Il biellese non è certo la prima vittima di insulti e minacce via social da parte di scommettitori. E non sarà nemmeno l’ultima, soprattutto se il mondo delle scommesse non sarà regolato a livello Challenger e Futures.

Tennis – Il gioco è semplice. Prendi una posizione impopolare e arrivano gli insulti. Dici qualcosa di scomodo e arrivano le minacce. Perdi una partita – una qualsiasi partita – e vieni subissato di ingiurie. Succede sempre più spesso nell’era dei social network. Succede anche nel mondo del tennis, soprattutto ai tennisti non di primissima fascia, quelli costretti a sbarcare il lunario per campare e a giocare i tornei Challenger e Futures.

L’ultima vittima è il biellese Stefano Napolitano, reo di aver perso al secondo turno del torneo di Quimper, in Francia. La sua pagina è stata presa d’assalto da una massa informe di scommettitori che evidentemente avevano puntato sulla sua vittoria: “Muori di cancro, ammazzati, fai schifo, ti ammazzo, prima o poi ti trovo” e altre immaginabili espressioni sulla famiglia che è meglio non citare. Questo il tono medio degli insulti rivolti al piemontese da chi è rimasto deluso da una scommessa persa e ha deciso di riversare tutta la propria frustrazione sul malcapitato Napolitano. Non è la prima volta, non sarà nemmeno l’ultima. Ma il 21enne, una delle promesse più concrete del tennis tricolore, non l’ha mandata giù e ha deciso di rispondere: “A tutti voi scommettitori, maleducati e poveri di alcun tipo di valore morale, auguro con tutto il mio cuore che la vita vi possa insegnare a stare al mondo in un modo migliore, nel rispetto delle persone, con quel pizzico di gentilezza ormai dimenticata, semplicemente con educazione. Io se sbaglio qualche diritto in più o perdo una partita di tennis sono una persona a posto lo stesso e grazie ai miei genitori capisco il valore di ciò che è importante. Oramai in pochi valutano il percorso, la dedizione, la passione di un qualsiasi ragazzo che prova a darsi un’opportunità nel mondo dello sport e della vita in generale. Così tanti ormai sono legati al risultato, ai trofei, ai soldi, al nulla. Non provo rabbia, ma molta compassione per tutti voi. Scusate, ma io faccio la mia strada comunque”.

Toni bassi e tanta maturità per un ragazzo di 21 anni. Stefano Napolitano ha persino trovato il tempo e la lucidità per ringraziare i genitori per l’educazione che gli hanno fornito. Il suo post ha fatto notizia, anche se verosimilmente quei signori che lo hanno insultato e minacciato non avranno nemmeno notato la sua onorevole risposta e siano passati avanti alla prossima scommessa e al prossimo sportivo da ricoprire di ingiurie e invettive.

La questione è di primo piano. È da tempo che la lente di ingrandimento della Itf è puntata sul mondo delle scommesse e sulla loro relazione con il tennis a livello Challenger e Futures. I premi in denaro, infatti, sono sempre più esigui e non permettono ai tennisti che non si chiamano Federer o Murray di vivere in maniera dignitosa, di coprire le spese per i trasferimenti, di permettersi un coach e di provvedere a tutto il resto. E questo porta molti atleti ad accomodare un match per permettere agli scommettitori di ottenere consistenti somme in denaro e per assicurarsi anch’essi guadagni superiori e continuare a giocare nel circus. Si tratta di un fenomeno sempre più diffuso che la Federazione ha deciso di arginare in qualche modo.

Nel 2008 è stata istituita la Tennis Integrity Unit, un organismo responsabile di far rispettare la politica di tolleranza zero nei confronti di fenomeni di corruzione e scommesse illegali, indagare e perseguire i colpevoli, offrire formazione ai giocatori e a tutte le parti interessate a riconoscere e segnalare attività di corruzione. La Tiu è un’organizzazione indipendente che ha sede a Londra ed è finanziata dalla stessa Itf, da Atp e Wta e dai board direttivi dei quattro tornei del Grande Slam. La Tiu ha operato diverse sospensioni, nel mese di gennaio, ad esempio, sono stati sospesi e multati cinque giocatori. Ma la sua politica non sembra aver ancora debellato il fenomeno delle scommesse illegati e dei match truccati. Almeno non del tutto. Il problema sembra essere quello dei premi in denaro dei tornei minori. E in questo senso le federazioni sono al lavoro per garantire entrate maggiori ai tennisti in caso sia di vittoria sia di partecipazione agli eventi. In tal modo – e in collaborazione con la stessa Tiu – il fenomeno della corruzione nel mondo del tennis potrebbe un giorno essere debellato del tutto. Ma non si tratta di una questione puramente economica. E in questo senso personalità oneste come quella di Stefano Napolitano possono certamente contribuire a una totale pulizia del mondo del tennis.

Foto: Stefano Napolitano (www.zimbio.com)


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