SUMYK-MUGURUZA, ALTRO SCONTRO A MIAMI

La spagnola ha avuto un battibecco con il suo coach Sam Sumyk, un paio di match prima del ritiro contro la Wozniacki. Che succede?

TENNIS – Ci sono giornate in cui il box fa la differenza in positivo, altre in cui i giocatori preferirebbero non ascoltare nessuno e rifugiarsi in silenzio nei propri pensieri. È un po’ quello che ha pensato Garbine Muguruza al suo esordio sul cemento di Miami, contro la McHale e prima del forfait contro la Wozniacki qualche match più tardi. Lo scontro col suo allenatore Sam Sumyk non è passato in secondo piano, al contrario ha dato il là ad una serie di analisi sul momento che sta attraversando la spagnola.

Momento che, stando ai risultati conseguiti in Florida, non la vede tra le giocatrici più in forma sul piano atletico e soprattutto psicologico. Il ritiro nella sfida contro la danese, ufficialmente dovuto alla stanchezza per il caldo, lascia intendere una forma non eccelsa. L’attenzione, però, si sposta rapidamente su quello che è invece accaduto nell’incontro con l’americana, vinto poi al terzo: dopo un warning tra un game e l’altro, la tennista iberica aveva ricevuto alcune dritte verbali da parte del suo coach, evidentemente non gradite. La risposta della campionessa del Roland Garros è stata un invito al silenzio, a cui ha fatto seguito la furente replica di Sumyk: “Non dirmi mai più di chiudere la c… di bocca“.

Un segnale che è anche indice di uno status mentale non esattamente al top della concentrazione, con l’aggravante di averlo mostrato su un palcoscenico di primissimo ordine come il Miami Open. A poco è valso il tentativo di scuse della Muguruza, che ha addebitato il fattaccio ad una momentanea mancanza di lucidità e nervosismo dovuti alla partita. Con l’episodio sotto gli occhi del pubblico, i dubbi sul suo approccio al torneo americano sono cresciuti immediatamente, fino all’apice toccato con il forfait negli ottavi di finale. Qualcosa non va, e il rimedio va trovato in tempi brevissimi.

Archiviata la parentesi statunitense, nell’arco di poco tempo sarà il momento di concentrarsi sulla stagione sulla terra rossa. Con la corona di Parigi da difendere sia sotto il mero aspetto dello Slam sia dal punto di vista del ranking, Garbine dovrà fare di necessità virtù ed accettare l’ipotesi di aver fatto un passo indietro. Chissà se, con un passo in avanti in termini di maturità, riuscirà a farsi valere per il secondo anno di fila al Roland Garros.


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