Nadal come un rullo su un Djokovic orbato. Dopo Murray e Federer ieri, oggi l’edizione 2010 del Masters viveva il secondo scontro diretto al vertice, tra Rafael Nadal e Novak Djokovic. Il match poteva dirci molto delle reali ambizioni dei due. Soprattutto del numero uno spagnolo, reduce dalla battaglia con Roddick, vinta di puro orgoglio e non prima di aver visto le streghe baffute danzare un minuetto sul nastro della rete.
Lo sguardo torvo dello spagnolo è quello dei giorni migliori. Anche i passi ricchi di baldanza guappa. Le gambe appaiono invece prive dello smalto dei giorni più belli. L’impressione dura solo qualche scambio, perché poi si scioglie e lo ammiri arpionare un maglio di dritto dopo una sgroppata che infilza Djokovic in inconsapevole gita a rete. C’è minore intensità rispetto alla finale di New York, dove i due a tratti si scagliarono colpi a due mani come pugili. Dominano tensione, equilibrio, e qualche fiammata nel grigiore. Diego Armando Maradona, ormai ospite fisso dell’Arena 02, come l’ottuagenaria regina madre su centre court di Wimbledon, sembra gradire. Confabula con zio Toni. Forse si starà informando sul match in contemporanea del “Gato” Hartfield a Buenos Aires. Chi può saperlo.
Confronto in bilico fino al misfatto, sul 4-4. Nole avverte problemi agli occhi. Un orzaiolo o problemi con le lenti a contatto che gli irritano l’occhio sinistro. Il serbo gioca con le lenti, e questo spiega molti dei suoi sfarfallamenti annebbiati. Convegno di luminari, colliri e fughe negli spogliatoi. Nadal zampetta avvolto dal buio, fa in tempo a vedere qualche fremente fanciulla che dai maxischermi lo invoca in sposo. A dire il vero decisamente poco avvenenti queste “Nadalettes”, mica come le “belle ragazze che si laureano alle università telematiche, così diverse da Rosy Bindi” (indovinate il capo di governo europeo). Sorride Rafa. L’incontro è in discesa, più facile di quello che si credeva. Poi il novello vincitore del “premio Edberg 2010” fa la faccia brutta col supervisor. Indispettito per quel match che rischia di diventare una puntata di “medicina 33” con Luciano Onder intento ad illustrarci con perizia i problemi della cataratta senile.
Il risentimento dura poco, perché il secondo set è una carneficina. L’iberico spinge sull’acceleratore e Nole si abbandona a se stesso, al suo occhio appannato e a quelle incresciose evoluzioni a rete da marionetta a fili. Vince Nadal, che da vero Mister fair play 2010, stringe la mano all’avversario e un po’ si commuove per l’accaduto. Dopo i patimenti dell’esordio, al di là della singolarità di un match al limite dello strazio da sala operatoria, il maiorchino ha levato altra ruggine ed è pronto a giocarsi le sue possibilità nelle fasi finali. Djokovic, bulbo oculare permettendo, cercherà la qualificazione contro un quasi rassegnato Roddick.
Il Berdych che non ti aspetti affossa Roddick. Thomas Berdych ed Andy Roddick si sfidavano, con l’obiettivo di rimanere in corsa per un posto in semifinale. Reduci da due sconfitte che avevano lasciato impressioni diametralmente opposte. Abulia smarrente quella del cecchino guercio di Cechia che da mesi ha smarrito gli occhiali al poligono di tiro. Grande ardore e forza di volontà per un Roddick arrivato ad un passo dall’impresa contro il numero uno Rafael Nadal. Nient’altro che conferme alle impressioni lasciate da entrambi nei tornei pre-Londra, col buon Thomas intento a sparare contro ignare quaglie nella stagione delle migrazioni e a raccogliere bucce di arachidi contro gente del rango di Kamke e Nieminen. L’americano in leggera ripresa dopo gli ultimi mesi da infermo.
Ma nel tennis, impressioni, credenze e convinzioni mutano in fretta. Il tempo di un punto o uno sbadiglio. Basta una palla, una volèe fortunosa, e l’inerzia muta atrocemente. I due danno vita ad un match pimpante. L’americano scampanella i soliti tre aces iniziali, tutto frenetico come colpito dal pizzico della taranta. E’ il solito trattore pesante, ma sembra più centrato rispetto ad un Berdych che perde la Trebisonda e le coordinate del campo, con puntualità svizzera. 4-5 15-40 e primo set ad un passo dal capolinea. Così come l’intero match e l’esito del suo torneo. Invece è lì che cambia tutto. Serve bene, attacca con coraggio che somiglia ad incoscienza e si salva. Roddick finisce per spegnersi. S’innervosisce, diventa ancor più evidente la sua pesantezza e macchinosa lentezza sul campo. I rivoli sull’addome da consumatore indefesso di hot-dog, ancor più evidenti. Esce dal match, mentre quell’altro rinasce, sbocciato come un’urticante Rosellina di maggio. In tribuna la sua girlfriend-tennista-sparacchiante Lucie Sefarova è una sfinge egizia smunta (chi si somiglia si piglia, diceva mio nonno ubriaco di mosto). Immagino le divertenti serate tra i due. Barzellette, dritti in corsa ed esercitazioni al poligono di tiro.
Il ceco in fiducia non sbaglia quasi più nulla. Come se dalle tribune gli avessero donato due occhiali a civetta. Roddick sprofonda tristemente, spacca una racchetta e confabula col giudice di sedia, un buffo tizio che pare uscito fuori da una telenovelas venezualane con una specie di sorriso untuoso stampato sul volto. 7-5 6-3, e ceco sorprendentemente in corsa per le semifinali, con un Roddick quasi fuori dai giochi a meno di una vittoria su Djokovic e difficili coincidenze alfanumeriche Maya.








@Enrico,
può essere, sicuramente il match di ieri non ha offerto grossi spunti. Si, l’occhio era il destro, ma cambia poco. Chissa se per domani avrà sistemato le lenti, il serbo con l’ausilio di Luciano Onder. =) Finale Federer-Nadal, si spera per lo spettacolo…anche perchè non si vorrà aspettare di vederli nelle due circensi esibizioni…
@Fabio,
domani prevedi un Berdych che d’improvviso si mette a danzare la morte del cigno? =) Certo è che allo spagnolo quest’anno è andato tutto bene. Ma se sei così sicuro, domani scommetto tutte le mie sostanze sullo spagnolo…
-Djokovic, vittima dei problemi accusati all’occhio. Nello stesso raggruppamento, un sorprendente Berdych riacquista qualche diottria-
-che infilza Djokovic in inconsapevole gita a rete-
Mah, più ispirato di così, è ispiratissimo!
Non dimenticare -immagino le serate trai due..-, -Vince Nadal, che da vero Mister fair play 2010….e un po’ si commuove per l’accaduto-
Ciao, pare che per la stampa il doppio non esista per trovare un risultato c’è da diventare matti.
Nadal ha “culm” (come insegna il T9 dei nostri cellulari) ma non solo, ma il culm ce l’ha. L’altra sera ero tanto ispirata dal nostro cabarettista preferito che questa partita non me l’aspettavo, non così. Poi il mio “compagno di streaming esotico” (Luca)mi ha scritto: “Ma Nole è pure miope oltre che spocchioso e legnoso??????” (con tanto di smile che si sfasciava dalle risate) e lì non ho più detto niente.
Il tennis è bello perchè tutto cambia in un game, come spesso nello sport, ma se non sei in grado di battere il Nadal di questi giorni cambia lenti a contatto!
@ enrico
Lo credo che l’articolo non contiene enfasi.
Che razza di vittoria è stata?
Infortunio all’occhio e partita irrimediabilmente condizionata da questa sfortunata situazione (sfortunata per Djokovic ovviamente; fortunatissima come al solito per Nadal).
Cose da pazzi, comunque…
I suoi avversari o vengono eliminati prima che lui li incontri, o sono in giornata-no, o in qualche modo trovano il modo d’infortunarsi.
E Nadal ringrazia (e vince).
Ieri se n’è avuta la conferma: Nadal è destinato a vincere con estrema facilità anche questo torneo.
Più che bravura, tenacia o sudore, è propriamente destino.
(Secondo me).
Vedi che ti dicevo …. questo articolo non ti ha ispirato l’enfasi che ti dà il Re quando è in formissima e in generale quando gioca…anche se perde…. comunque scherzi a parte speriamo di vedere una finale Federer Nadal….. perchè gli altri mi sembrano imborniti alla grande…..
Ps: mi sà che l’occhio era il destro… ma poco cambia…avrebbe giocato meglio anche polifemo con uno solo!!!!