TOMAS BERDYCH É IL MIGLIOR TENNISTA AL MONDO SUL 15-15

Alcuni dati raccolti dall’Atp durante tutti gli appuntamenti del 2016 dimostrano come il punteggio di 15 pari non sia così sicuro per chi serve. E nello stesso tempo aiuti, in qualche modo, il giocatore alla risposta.

Tennis – Il 15-15 non è un punteggio molto sicuro per il tennista che va al servizio. Una recente ricerca dell’Atp sui dati dei tornei giocati in tutta la scorsa stagione dimostra come uno dei punteggi più “sicuri” della storia del tennis non sia in realtà sinonimo di garanzia per il tennista al servizio.

È del tutto scontato pensare che sul 15-15 il tennista alla battuta sia in una posizione neutra, come a inizio game. Si può contare sull’arma del servizio e nel gioco si parte sempre in una posizione di parziale vantaggio. In sostanza, la barca e ancora a galla e la rotta è quella giusta verso la conquista del game.

Ma la realtà è diversa. Una ricerca condotta dall’Atp sui primi dieci giocatori al mondo dimostra che le cose non stanno proprio così e che nelle ultime stagioni si registri un leggero calo delle percentuali di vittoria da parte di chi serve nei casi in cui il punteggio passa per il 15 pari durante un game. Considerando dunque i primi dieci giocatori al mondo, la percentuale media di game vinti da parte di chi serve è dell’85%, ma scende all’82% nel momento in cui si verifica una configurazione di punteggio di 15 pari. Una variazione che sembra poco significativa, ma che evidenzia come sul 15-15 il giocatore al servizio possa subire un minimo di pressione psicologica rispetto all’inizio del game. Nello stesso tempo, probabilmente, il giocatore alla risposta subisce l’influsso positivo dell’aver realizzato un punto sul servizio dell’avversario e inizia a pensare di essere a due quindici dalla palla break. Una condizione di indubbia tranquillità che lo pone in grado di prendersi qualche rischio in più.

Andiamo ai numeri per singolo giocatore. A dispetto di una media dell’85% (sullo 0-0) e dell’82% (sul 15-15) è chiaro che le percentuali dei singoli top 10 siano differenti tra di loro. Il numero 1 del mondo Andy Murray, nel 2016, ha vinto 85 game su 100, 84 passando per il 15 pari. Una variazione minima, che diventa di 3 punti percentuali in riferimento a Novak Djokovic (86% contro 83%). Milos Raonic ha vinto il 91% dei punti al servizio, ma la sua percentuale è scesa di 3 punti (88%) nei casi in cui il punteggio è stato di 15-15. Ancora più pronunciata, 4 punti percentuali, la variazione di percentuale di Stan Wawrinka (86% contro 82) e Kei Nishikori (83% contro 79). Gael Monfils e Marin Cilic, rispettivamente con 83 e 87 game vinti su 100, scendono all’80 e all’84% partendo dal 15 pari. Ancora peggio fa Dominic Thiem. L’austriaco che vince 83 punti su 100, ma la sua percentuale scende di 4 punti passando per il 15-15. Rafael Nadal, infine, ha una variazione di 2 punti percentuali (81% contro 79%). Fortuna che c’è sempre l’eccezione che conferma la regola. In questo caso si tratta del decimo giocatore in classifica, Tomas Berdych. Sorprendentemente la percentuale del tennista ceco sale dell’1%, passando dall’85% all’86% nel passaggio tra lo 0-0 e il 15-15. Segno di maggiore concentrazione probabilmente, o forse segno di un servizio che nei momenti di parziale difficoltà non tradisce il finalista dell’edizione 2010 di Wimbledon.

Foto: Tomas Berdych (www.zimbio.com)


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