VARVARA LEPCHENKO POSITIVA AL MELDONIUM. MA SENZA SQUALIFICA

L’Itf ha confermato la sospensione provvisoria inflitta alla tennista statunitense nel mese di marzo, quindi ancora in regime di silent ban. Ma niente sanzioni disciplinari per lei. Accertata la buona fede.

Tennis – Si torna a parlare di meldonium in ambito Wta. Stavolta il farmaco proibito è associato al nome della tennista americana Varvara Lepchenko. La notizia arriva direttamente dalla Itf, che con un comunicato ha ammesso che la 30enne nata in Uzbekistan, numero 79 del ranking, era stata sospesa dal circuito internazionale il 12 marzo, a causa dell’alta concentrazione di meldonium riscontrata negli esami effettuati il 7 gennaio a Brisbane e ripetuti il 1° febbraio, il 1° marzo e il 7 aprile.

Per lei era entrato in vigore il tanto contestato – e abolito dal 26 agosto con decorrenza 1° settembre – silent ban, l’imposizione della segretezza per i casi di sospensione avvenuti per violazione del codice anti-doping della Federazione internazionale. Il suo rientro in campo era avvenuto agli Internazionali di Roma, ma alcune settimane dopo era stata diffusa la notizia secondo cui il padre della Lepchenko aveva confessato che la figlia era stata sospesa per assunzione di meldonium. La Itf non aveva confermato né smentito l’indiscrezione e la Lepchenko, più volte sollecitata sull’argomento, aveva risposto con una serie interminabile di “no comment” agli agguerritissimi giornalisti.

Adesso che il silen ban è stato abolito, casi come quello della Lepchenko non dovrebbero più verificarsi. La stessa Itf ha spiegato che il fine ultimo dell’abolizione della regola è quello di migliorare la percezione del programma anti-doping ed evitare che casi come quello della tennista di origini uzbeke, con conseguenti smentite, controsmentite, rettifiche e vox populi vari, danneggino l’immagine del tennis e dei giocatori stessi.

Ad ogni modo, per chiudere la questione sul caso Lepchenko, è utile chiarire che la tennista non è stata squalificata. Varvara Lepchenko è stata, per così dire, salvata dalla presunta data di ultima assunzione del farmaco, presumibilmente il 20 dicembre 2015, dunque quando il meldonium non era stato ancora inserito nella blacklist delle sostanze dopanti. E così la sanzione non è arrivata. Una decisione in linea con quanto stabilito dalla Wada il 30 giugno scorso, quando l’agenzia mondiale antidoping ha stabilito nuovi parametri per sancire la data di ultima assunzione del meldonium. Per Varvara Lepchenko, quindi, nessuna squalifica, ma solo la cancellazione del montepremi e del risultato ottenuto nei tornei di Brisbane, Doha e Dubai.

Alla base di questa decisione non ci sarebbe nessuna negligenza e nessuna colpa da parte della ex numero 19 del mondo. Un caso diverso, quindi, da quello che ha portato alla squalifica di due anni inflitta a Maria Sharpova, che aveva dichiarato di non essere a conoscenza del divieto di assunzione entrato in vigore per il meldonium e per la quale era stata accertata la negligenza e quindi la colpa.

Foto: Varvara Lepchenko (www.zimbio.com)


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