Tra due litiganti il terzo gode? Nel tennis femminile sembra di sì. Mentre gli occhi del mondo intero erano puntati sulla sfida al vertice tra Caroline Wozniacki e la sua inseguitrice Petra Kvitova, la n.3 Victoria Azarenka ha conquistato, senza far rumore, il titolo del torneo di Sydney, ultimo appuntamento prima degli Australian Open. Una battaglia in tre set, 6/2 1/6 6/3 sulla cinese Na Li, ha portato al successo la bielorussa, che attende ancora la vera consacrazione nel mondo delle grandissime.
Nono titolo Wta per lei, Victoria arriva a Melbourne nel migliore dei modi. “E’ stata dura” ha detto a proposito della finale con la Li. “Ad un certo punto del match ho capito di avere una chance, quindi mi sono messa a lottare. Ho mantenuto compostezza e tranquillità. Abbiamo giocato entrambe un ottimo tennis, Na Li è sempre molto pericolosa e lo ha dimostrato anche stavolta. Sono molto felice di essere riuscita a sconfiggerla”.
Un po’ di delusione nelle parole della cinese, campionessa uscente del torneo e regina del Roland Garros. “Non è andato tutto storto – ha commentato – è stata una bella finale. Non c’è niente di cui dovrei preoccuparmi, abbiamo mostrato il nostro tennis migliore. Il mio tennis è molto meglio di quello visto negli ultimi sei mesi, ma bisogna procedere passo dopo passo”, ha concluso.
La Li si è lamentata, come già era successo agli Australian Open dello scorso anno, dei continui ‘consigli tecnici’ ricevuti dai fans cinesi che si trovavano ad assistere alla finale: “Forse pensano che sono stupida. Non lo sono, sono capace di giocare un ottimo tennis e non ho bisogno dei loro consigli. Devono smetterla di urlare, forse venendo a vedere tante partite alla fine lo capiranno. Io devo pensare al mio gioco, non posso stare ad ascoltare le loro urla”, ha detto.
Nel primo turno degli Australian Open Victoria Azarenka affronterà la giovane britannica Heather Watson, mentre la Li sfiderà la kazaka Ksenia Pervak.
Anche Vika, come Na Li, parlando del primo Slam della stagione ci va molto cauta. “Sarà una nuova settimana – ha detto – un nuovo torneo, per quanto mi riguarda ripartirò da zero. Sono molto soddisfatta del modo in cui sono riuscita a venir fuori da durissime battaglie qui a Sydney, perché ho potuto testare me stessa prima di un evento importante. Cercherò di mantenere lo stesso atteggiamento e lo stesso tipo di gioco”.
La n.3 del mondo, insomma, potrebbe affrontare gli Australian Open con l’atteggiamento giusto. Quanto può contare una vittoria subito prima del primo Slam della stagione? Molto, è chiaro. Vika è non si sente favorita, ma non vuole neanche azzardare un pronostico sulla possibile vincitrice del titolo di Melbourne. E, ironica come sempre, in vista della fatidica e anche un po’ poco originale domanda dei giornalisti sulla favorita al titolo, la bielorussa si era preparata una risposta in anticipo.
‘Chi credi che sia la favorita a vincere il titolo agli Australian Open?’ le è stato chiesto in chiusura di conferenza stampa. “Credo che il tuo lavoro sia fare pronostici, il mio andare in campo e fare il resto”. ‘Bella domanda’, le viene detto. “Grazie. L’avevo pensata due giorni fa”. Appunto.
Intanto a Hobart la giovane qualificata tedesca Mona Barthel (n.64 Wta) ha fatto suo il titolo battendo la più esperta Yanina Wickmayer con un nettissimo 6/1 6/2. “Sono sorpresa del punteggio - ha commentato a fine match – ma ho giocato davvero una splendida partita e lei ha commesso molti errori. Le ho messo molta pressione e in più ho servito molto bene, non solo oggi ma durante tutto la settimana. Questo mi ha aiutato molto, soprattutto nei momenti importanti”.
La Barthel, che è nata lo stesso giorno della Wozniacki (11 luglio 1990), mira ora ad entrare nelle top-50. Ma non ha ancora realizzato di aver vinto il titolo di Hobart, primo torneo conquistato in carriera (ad esclusione degli ITF). ”Non ho mai pensato di vincere il titolo, ho solo cercato di pensare ad una partita alla volta. Ancora non ci credo. Questa vittoria mi dà molta fiducia per gli Australian Open”, ha concluso.







