WAWRINKA RINGRAZIA NOLE: “PIU’ FORTE ANCHE PER MERITO SUO”

Lo svizzero ringrazia Djokovic per il livello raggiunto e rivela la "ricetta" del suo successo

Tennis. E’ tornato a perdere una finale dopo oltre tre anni, un incantesimo spezzato al dodicesimo tentativo da Zverev, recentemente a San Pietroburgo. Wawrinka prima dell’Atp russo aveva vinto 11 finali consecutive, l’ultima contro Djokovic agli Us Open.

E’ proprio al n.1 serbo che lo svizzero rivolge i primi “ringraziamenti”, un po’ particolari: “È anche grazie a Novak se sono arrivato fino a qui. Contro di lui ho bisogno di giocare al mio meglio, andare oltre i limiti, prendere rischi e combattere“. Lui che vuole fare lo chef, altro che coach da grande, svela la ricetta del successo di uno che fino ai 28 anni non aveva mai nemmeno sfiorato una finale Slam, prima di vincerne tre di fila: “Servono molti ingredienti per arrivare a una finale Slam. Negli ultimi anni sono cresciuto, soprattutto mentalmente. Ho capito di poter superare i top player quando gioco il mio miglior tennis“.

E’ stato battuto dal gigante tedesco nell’ultima finale in Russia, a tal proposito Stan svela quali potrebbero essere i fab four del futuro a “La Gazzetta dello Sport”: “Dominic Thiem è già top ten, Lucas Pouille e Zverev hanno già vinto i loro primi titoli. E non dimentichiamo talenti come Taylor Fritz, Borna Coric o Elias Ymer. Sarà interessante vedere dove saranno tra due o tre anni“.

Grande merito, al di là di Djokovic, è ovviamente del suo coach Norman: “Magnus è una grande persona. Mi piace molto la sua visione del gioco, è stato lui stesso un top player, quindi sa come comportarsi su un campo centrale o in una finale Slam”. Ma quale sarebbe il colpo che Wawrinka prenderebbe in prestito da un altro giocatore? “Be’ al momento mi tengo stretto il mio rovescio ma avere le volee di Edberg sarebbe stato fantastico“.

Da sempre definito un po’ sgorbutico fuori dal campo, rivela quali sono i rapporti con alcuni colleghi: “Fognini e Seppi sono simpaticissimi, ovviamente sono molto vicino a Roger (Federer, ndr) e alcuni francesi come Monfils, Mahut e Benoit Paire”. Infine, una battuta sul nostro Paese: Amo l’Italia, ma chi non lo farebbe? Anni fa venivo per brevi vacanze in Sardegna. Poi ho sempre amato giocare a Roma.


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