WAWRINKA RACCONTA GLI US OPEN: “EMOZIONE PARALIZZANTE”

Stanislas Wawrinka racconta le sue emozioni durante il match contro Djokovic nella finale Us Open vinta un mese fa

Tennis. Si è raccontato attraverso una lettera profonda ed emozionante, il fresco campione Us Open 2016, Stanislas Wawrinka. Lo ha fatto parlando delle sue ansie e paure, gioie ed emozioni, uno Stan a 360° diventato ormai molto più che “l’altro svizzero”, o il n.2 degli elvetici. Ha vinto 3 Slam, 11 finali consecutive a suo favore ed un gioco che lo consegna di diritto nella storia del tennis come uno dei più potenti e dai rovesci a una mano migliori mai visti.

Molte persone mi hanno chiesto come ho fatto a scendere in campo, quando cinque minuti prima avevo avuto un attacco di panico e ho provato a trattenere le lacrime. Avevo comunque la testa piena perché, come ho detto in conferenza stampa, ero vicino al punto di rottura, il momento in cui lasci andare tutto, sia fisicamente che mentalmente. Sentivo davvero di essere al limite. Forse a causa del caldo, tutti pensavano che io stessi sudando”, racconta Stan.

“Insomma, come ho fatto? Ve lo dirò: mi sono colpito da solo. Ho provato ad allungare gli scambi il più possibile, un colpo in più, e poi un altro, per far girare le gambe e non la testa. Mi sono sforzato fino al punto da rimanere senza respiro. Passato quel punto, la mente non è più troppo capace di pensare. Ogni energia e concentrazione è stata presa dal gioco, dal presente e dal momento successivo”, questa la soluzione del n.3 del mondo.

“Mi ero fatto così male, avevo spinto così duramente, avevo talmente perso il respiro che ho finito per soffocare le piccole voci che avevo in testa. Vi sto dicendo questo con il sorriso, oggi, ma non potete immaginare quanto quelle voci a volte possano essere travolgenti…avvolto dalla fatica, non stavo più pensando a niente e ho iniziato a giocare bene, a lasciare andare i colpi con il rovescio e il servizio”, il pensiero toccante dello svizzero.

“Quando vinci un torneo del Grande Slam raggiungi un insano livello di emozioni, entri in un altro “stato”  ed è qualcosa di complicato da cui recuperare, raccogliere te stesso e tornare a casa, o a un primo turno da qualche parte, come se tu fossi tornato da un seminario. Forse avrete visto che mi sono cancellato dall’ATP 500 di Tokyo. Alcuni fastidi e dolori sono tornati e devono essere curati. Non possiamo sempre spingerci a soffrire. Perché, sia chiaro: dopo questo articolo, non andrete dicendo che sono un masochista, giusto?”, è l’ironica chiusura della lettera di Wawrinka.


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