SERENA, LACRIME DI GIOIA

La Williams batte la Rezai in tre set e si scioglie in un pianto che scaccia via un anno terribile. Wozniacki senza problemi. Con un gioco da sogno la Martinez Sanchez sconfigge la Jankovic. Tutte avanti le big tranne la Stosur

Londra (Gran Bretagna) – Serena ricomincia da dove aveva concluso il 2010. Con una vittoria e con un pianto di gioia. Nel primo match sul Centre Court di Wimbledon la campionessa in carica ha sconfitto, seppur con qualche difficoltà, Aravane Rezai con il punteggio di 6/3 3/6 6/1. C’era tanta curiosità nel vedere all’opera la numero 7 del tabellone, vincitrice dei Championships in quattro occasioni (2002, 03, 09 e 10). E Serena non si è fatta trovare impreparata di fronte al “suo” pubblico, che l’ha salutata con calore e incitata per tutto l’arco dell’incontro. Ha avuto un passaggio a vuoto, Serena, ma è uscita da una situazione complicata. E ha salutato la sua vittoria con una commozione delicata e coinvolgente. Perché lei, a questo torneo, ci tiene tantissimo. “Di solito non piango - ha detto la Williams nel dopo gara – ma volevo vincere almeno una partita qui, e ci sono riuscita. E’ stato un anno disastroso. Ma volevo essere a Londra, perché amo il tennis e amo questo torneo”.

Il match presentava delle insidie. Caduta in disgrazia dopo quella settimana da urlo a Madrid 2010, la Rezai è comunque una tennista capace di far male, dotata com’è di colpi potenti e precisi. Anche se in possesso in un impatto devastante, la francese ha però poche varianti tattiche al suo tennis dispendioso e se non trova il perimetro del campo, concede molti errori gratuiti. Ma le condizioni non certo ottimali di Serena hanno messo le due sullo stesso piano, trasformando il loro secondo incontro (la Williams si impose nella semifinale di Sydney 2010) in un braccio di ferro fatto di grandi vincenti e tanti errori (la maggior parte dei quali provocati dalla scarsa mobilità laterale delle due).

Nei primi 12 minuti di gara la 24enne di St.Etienne ha giocato a tutto braccio, muovendo l’avversaria e trovando con continuità la “baseline”. Sia per l’incisività dei colpi della transalpina, sia per un naturale tempo di adattamento alle dimensioni del Centrale dell’All England, la Williams è andata sotto 2-0. Ma dal terzo game in poi, Serena ha macinato gioco, infilando un parziale di 5 game a 0.

L’inizio del secondo parziale ha ricalcato quello del primo set. La Rezai ha tenuto la palla in campo, mantenendo i primi tre turni di battuta. Ma a differenza del set precedente, la transalpina ha trovato nel sesto gioco il break della tranquillità, che le ha permesso di chiudere con lo score di 6/3. I meriti di Aravane sono stati tanti. Intanto non si è demoralizzata dopo l’annichilente parziale di 5 giochi a 0 del primo set. Inoltre è stata brava a continuare a provare il suo gioco, cercando di muovere quanto più possibile l’avversaria. E infine ha annusato l’impaccio della Williams, che paga inevitabilmente una carenza di costanza nell’approccio mentale al match (dopo un anno di inattività, è questo l’aspetto che più preoccupa entrambe le sorelle americane).

Terzo set in scioltezza. Archiviato il parziale e fatto i conti con una possibile, scioccante sconfitta al primo turno, Serena si è rimboccata le maniche, azzerando ogni velleità della rivale. In 25 minuti ha chiuso la pratica, sciogliendo la tensione in un pianto di gioia che la dice lunga su quanto la campionessa in carica tenga a questo torneo. Se doveva essere ancora chiarito il concetto, Serena venderà cara la pelle. Le altre pretendenti al trono di Wimbledon sono avvertite.

Wozniacki facile facile. Azarenka vince per ritiro Nessun problema per Caroline Wozniacki. La numero 1 del mondo ha liquidato con un netto 6/2 6/1 Arantxa Parra Santonja, staccando così il pass per il secondo round, dove incontrerà Virigine Razzano. Cinquantanove minuti. Tanto è durato il match d’esordio della regina del ranking sul Campo 1 di Wimbledon. Solita solidità, pochi errori gratuiti (appena 4) e pochi fronzoli per la danese che ha subito messo in chiaro le cose con la spagnola n.105 del ranking. La quale chiude l’incontro imponendosi solo nei vincenti (14 contro 11). Ben poco per impensierire la testa di serie numero 1 del seeding che, sui prati dell’All England, proverà l’ennesima rincorsa al suo primo titolo Slam.
Passa il turno anche Victoria Azarenka. La bielorussa era stata interrotta ieri dalla pioggia, quando conduceva 6/4 3-2 sulla Rybarikova. Oggi era previsto il proseguimento del match, ma la slovacca ha dato forfait, regalando qualche minuto di riposo in più alla numero 4 del tabellone che al prossimo round incontrerà la Benesova.

Maria aggressiva. L’unica tennista nel tabellone capace di vincere Wimbledon nell’era delle Williams (2004) ha bangato il suo debutto ai Championships battendo nel derby russo Anna Chakvetadze 6/2 6/1. Ottimo l’approccio di Maria Sharapova (n.6 del draw) sui prati inglesi che, in un’ra e venti minuti ha sbrigato la pratica. Ottime le percentuali al servizio, – colpo meno sicuro della siberiana anche a causa del passato infortunio alla spalla – che le ha regalato il 92% di punti con la prima nel solo primo set (scesa al 68% nel secondo parziale), e ottima copertura del campo, con i piedi sempre sulla baseline a comandare gli scambi. Sotto gli occhi del fidanzato Sasha Vujacic, Masha ha tentennato solo nel lunghissimo terzo gioco del secondo set, prima di prendere di nuovo il largo e chiudere i giochi in 68′. “Sono partita bene – ha detto Maria -. La mia spalla sta bene e non sento fastidio. Sto migliorando la tenuta atletica, e mi sento con più confidenza man mano che gioco partite”.

Na Li avanti. Passa il turno anche la campionessa del Roland Garros. La Na Li, numero 3 del seeding, ha sconfitto con un doppio 6/3 Alla Kudryavtseva. A dispetto del punteggio però i due set sono stati molto differenti. Mentre nel primo parziale la cinese ha condotto senza patemi, il secondo set ha scoperto una Na Li più fallosa e che, nelle fasi centrali, ha lasciato il gioco alla russa. La quale, dopo aver sciupato la palla del 4-3 e aver poi lottato nell’ottavo gioco, ha finito la benzina lasciando campo alla rivale.

Che bello veder giocare la Martinez Sanchez! Non ha tradito le attese il match fra Jelena Jankovic, n.15 del tabellone, e Maria Jose Martinez Sanchez. Si incontravano, per la terza volta in carriera, due esponenti sopraffine di due stili di gioco molto diversi. Regolarista e aggressiva la serba, eclettica e arrembante la mancina spagnola. Ne è uscito fuori un incontro gradevole e pieno di spunti, risolto meritatamente da Maria Josè per 5/7 6/4 6/3. L’ultima volta che si erano incontrate, l’ex numero 1 del mondo e l’iberica si erano giocate il titolo a Roma (2010) in una finale in cui la Martinez Sanchez si era imposta coronando con una vittoria la migliore settimana della sua carriera. Con un tennis antico e micidiale, fatto di back d’attacco e volèe incisive, la spagnola aveva battuto una tennista che Roma la conosceva benissimo (due trionfi).

Un anno e qualche mese dopo, e su una superficie a lei ancora più adatta, Maria Jose ha bissato l’impresa, vincendo contro pronostico contro l’ex numero 1 del mondo in quasi tre ore di match. La Jankovic ha provato con la sua solidità a opporsi al tennis spumeggiante di Maria Josè, e nel primo set è riuscita nell’intento. Ma la solidità di JJ è quanto di più fragile possa esserci nel circuito Wta e i suoi atavici problemi al servizio ne hanno compromesso il successo.

Non solo demeriti della serba. Anzi, è stato soprattutto il tennis erbivoro della spagnola a spostare l’ago del match. Che bello veder giocare la Martinez Sanchez sui prati di Wimbledon! Gran servizio (9 ace e 0 doppifalli), eccelsa delicatezza sottorete, attacchi in controtempo. Con queste armi la spagnola ha scardinato la cassaforte Jankovic, capovolgendo le sorti del match e imponendosi in un terzo set condotto sempre in vantaggio.

Stosur kappao. Non aveva mai brillato a Wimbledon. Almeno nel singolare, dove al massimo aveva raggiunto il terzo turno nel 2009. Molto meglio in doppio, con due finali nel biennio 2008-09 (con Stubbs e Raymond). Ma certo non si poteva prevedere la prematura dipartita di Samantha Stosur, numero 10 del tabellone. E invece l’aussie è inciampata su Melinda Czink, numero 262 del ranking. L’ungherese, che quest’anno non aveva ancora vinto un match nel circuito maggiore, si è imposta con il punteggio di 6/3 6/4 in 67′ di gioco. O non gioco della Stosur, ovviamente. Che in tutto l’arco dell’incontro è riuscita solo una volta ad arrivare alla palla break (tra l’altro convertita) mentre sotto rete ha praticamente steccato tutti i tentativi di chiudere il punto. Il che la dice lunga sull’attuale stato di concentrazione di una specialista del gioco al volo, che dopo la finale di Roma sta perdendo credito e posizioni nel ranking mondiale.

Andrea c’è. Esordio in apparente tranquillità per Andrea Petkovic, numero 11 del seeding. La tedesca si è imposta con lo score di 6/3 6/4 su Stephanie Foretz Gacon, n.139 del ranking. Un punteggio netto in uno dei tanti match cancellati ieri per pioggia, ma qualche insidia l’ha comunque riservato l’incontro d’apertura sul Campo 18. Andrea non ha giocato un tennis autoritario, e anzi in molte fasi della partita ha dovuto contrastare palle break (8) e sbambi in grande affanno. La francese, occhiali da sole e braccio violento, ha fatto quello che ha potuto, e anzi qualcosa in più, ma le è mancata la lucidità nei “15″ importanti, racimolando solo uno “scippo” di battuta durante l’incontro. Avanza dunque “Petkorazzi”, che saluta la sua vittoria con il solito balletto. Al prossimo turno incontrerà un’altra Stephanie, la canadese Dubois.

I risultati della seconda giornata di Wimbledon (tabellone femminile)

Caroline Wozniacki (n.1) b Arantxa Parra Santonja 62 61
Na Li (n.3) b. Alla Kudryatseva 63 63
Victoria Azarenka (n.4) b. Magdalena Rybarikova 64 32 rit.
Serena Williams (n.7) b. Aravane Rezai 63 36 61
Maria Jose Martinez Sanchez b. Jelena Jankovic (n.15) 57 64 63
Maria Sharapova (n.6) b. Anna Chakvetadze 62 61
Melinda Czink b. Samantha Stosur (10) 63 64
Anastasya Yakimova b. Sofia Arvidsson 46 62 61
Marion Bartoli (n.9) Kristyna Pliskova 60 62
Anastasia Pavlyuchenkova (n.14) b. Lesia Tsurenko 64 76(3)
Barbora Zahlavova Strycova b. Alksandra Wozniak 76(7) 64
Katerina Bondarenko b. Alize Cornet 75 62
Rebecca Marino b. Patricia Mayr-Achleitner 63 75(5)
Marina Erakovic b. Kai-Chen Chang 64 62
Virginie Razzano b. Sania Mirza 76(4) 62 63
Stephanie Dubois b. Irina Falconi 62 62
Simona Halep b. Bojana Jovanovski 61 62
Anne Keothavong b. Naomi Broady 62 64
Petra Kvitova (n.8) b. Alexa Glatch 62 62
Roberta Vinci (n.29) b. Vera Dushevina 75 62
Petra Martic b. Vania King 57 62 62
Tamira Paszek b. Ayumi Morita 57 63 60
Nadia Petrova b. Vesna Dolonts 63 64
Andrea Petkovic (n.11) b. Stephanie Foretz Gacon 63 64
Tsvetana Pironkova (n.32) b. Camila Giorgi 62 61
Daniela Hantuchova (n.25) b. Vitalia Diatchenko 46 76(5) 63
Elena Baltacha b. Mona Barthel 62 64

Di seguito gli incontri cancellati dal programma della seconda giornata di Wimbledon

5th on Court 8
Anastasia Rodionova (AUS) vs Andrea Hlavackova (CZE)
5th on Court 11
Alona Bondarenko (UKR) vs Jarmila Gajdosova (AUS) [27]
5th on Court 3
Mathilde Johansson (FRA) vs Heather Watson (GBR)
5th on Court 15
Anabel Medina Garrigues (ESP) vs Julia Goerges (GER) [16]
5th on Court 7
Jie Zheng (CHN) vs Zuzana Ondraskova (CZE)
5th on Court 17
Misaki Doi (JPN) vs Bethanie Mattek-Sands (USA) [30]
5th on Court 6
Kristina Barrois (GER) vs Petra Cetkovska (CZE)
5th on Court 4
Olga Govortsova (BLR) vs Agnieszka Radwanska (POL) [13]
TBAs
Dominika Cibulkova (SVK) [24] vs Mirjana Lucic (CRO)
Polona Hercog (SLO) vs Johanna Larsson (SWE)
Evgeniya Rodina (RUS) vs Chanelle Scheepers (RSA)
Irina-Camelia Begu (ROU) vs Flavia Pennetta (ITA) [21]

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