Roma – Insidiare il trono della regina Serena Williams si è dimostrata un’impresa non ancora alla portata delle sue dirette concorrenti tra le top players del circuito. Il torneo di Wimbledon ha una volta di più dato la prova che il gap tra l’attuale n.1 del mondo e le sue inseguitrici è tutt’altro che colmato. Il suo quarto titolo ai Championships la consacra ulteriormente nell’Olimpo delle più forti di sempre.
La superiorità dell’americana, oltre che tecnica si conferma tale, alla soglia dei trent’anni, in particolare sotto l’aspetto mentale. E’ come se le sue avversarie continuassero a soffrire di una sorta di sudditanza psicologica nei suoi confronti. Grande delusione è scaturita invece dalle performances di Venus che al contrario della sorella pare aver iniziato la fase calante della carriera, della Wozniacki che puntualmente fallisce miseramente i grandi appuntamenti, senza poi dimenticare il flop delle finaliste del Roland Garros,Schiavone e Stosur, dalle quali era lecito attendersi prestazioni di ben altro livello.
Un capitolo a parte andrebbe aperto per Jankovic ed Henin che hanno dovuto cedere il passo a causa di problemi fisici. Non sembra comunque che neppure al meglio avrebbero potuto lottare fino alla fine per il titolo. Encomiabile infine la Zvonareva, che ha sfruttato un tabellone favorevole per giungere fino all’atto conclusivo in cui, oggettivamente, non disponeva dei mezzi adatti per contrastare lo strapotere di Serena.
Gli US Open saranno tra poche settimane un banco di prova molto importante per quasi tutte le attuali top-ten che si giocheranno l’accesso anche al Masters di fine anno.
In campo maschile abbiamo invece assistito all’apoteosi di Nadal che con grande merito ha potuto sollevare al cielo il suo secondo titolo dello Slam sull’erba, bissando quindi il trionfo del 2008. Il maiorchino, quando è al cento per cento della condizione, risulta praticamente ingiocabile anche sulle superfici più rapide. Inoltre, negli ultimi tempi è migliorato considerevolmente anche sottorete. Rafa ha ora un conto aperto con la storia, nel caso infatti in cui dovesse trionfare anche a Flushing Meadows, il suo virtuale testa a testa con Federer diventerebbe ancora più serrato.
Proprio il buon Roger, con l’uscita di scena ai quarti, ha disatteso le aspettative dei suoi tanti tifosi. La sensazione è che lo svizzero non riesca più a reggere sulla lunga distanza, soprattutto dal punto di vista emotivo. Inoltre ha confermato di soffrire tantissimo i randellatori alla Soderling e Berdych in giornata di grazia. Per il ceco, tra l’altro, si è trattato della prima finale in un Major e può essere più che soddisfatto del suo risultato. Battere il Re e Djokovic in poco più di 48 ore non è certamente da tutti.
La caccia al trofeo di Wimbledon di Andy Murray si è conclusa invece ancora una volta in semifinale. Ciò che non lascia ben sperare i suoi supporter d’Oltremanica è il fatto che neppure il suo miglior tennis sembra essere sufficiente nei momenti chiave di un torneo dello Slam. La maledizione dei britannici a Wimbledon sembra dunque destinata a durare ancora a lungo.








Hello Sandrine! C’est Nico, le Français de New york. Tu me manques véritablement sur le circuit. Cela me ferait vraiment très plaisir d’avoir de tes nouvelles. Mon mail est toujours le même. Gros bisous championne!