Melbourne - La nona giornata degli Australian Open ha emesso il primo grande responso della stagione: da lunedì, Caroline Wozniacki non sarà più la numero uno del mondo. La biondina di Odense, che aveva conquistato il trono l’11 ottobre 2010, ha perso lo scettro dopo la sconfitta patita nei quarti di finale a Melbourne contro Kim Clijsters, guarda caso l’unica giocatrice che, seppur per una sola settimana (14-20 febbraio 2011), era riuscita a interrompere il lungo regno della danese.
Caroline abdica. Uno curioso scherzo del destino ha dunque designato la giocatrice belga come l’attesa “giustiziera”, nel senso letterale del termine. Non è un mistero, infatti, che la prolungata presenza della Wozniacki sul primo gradino del ranking sia stata indigesta a molti, addetti ai lavori e non. Nei giorni scorsi, persino l’autorevole Martina Navratilova si era espressa sulla questione dichiarando che quasi nessuno considerasse Caroline come la vera numero uno, se non il computer che a suo dire andrebbe rivisto nell’assegnazione dei punti. E dire che, in teoria, la Wozniacki avrebbe diverse caratteristiche per poter essere una legittima regina: giovane, bella, affabile. Il problema è che, fin qui, le è mancata una conditio sine qua non: l’acuto in uno Slam. E’ innegabile che dei grandi giocatori si ricordino le vittorie importanti, non le settimane trascorse in vetta al ranking. E una numero uno che non ha mai trionfato in un Major e che, per di più, non va in finale da oltre due anni (Us Open 2009), non può certo suscitare copiosi attestati di stima di molti né esaltare le folle. Caroline non va però considerata un’ususpatrice, perché la sua ascesa al trono è stata quanto mai legittima: negli ultimi due anni, infatti, la danese ha raggranellato più punti di qualsiasi altra tennista. Ergo: peggio per le altre se non hanno saputo far meglio. Semmai, la giocatrice danese dovrebbe tentare di apportare migliorie al suo gioco, altro “capo d’accusa” che le viene rivolto. La Wozniacki ha un tennis prevedibile, difensivo, privo di varianti e colpi decisivi. E questo, forse ancor più dei suoi flop negli Slam, le impedisce di avere una pletora di estimatori.
Cambio della guardia. Nel ranking della prossima settimana la tennista danese precipiterà al terzo posto, dietro alla più apprezzata Petra Kvitova e alla rampante Victoria Azarenka. Entrambe sono già certe di scavalcare l’ex regina. La mancina ceca è indicata da mesi come la “vera” numero uno, in virtù di un 2011 che le ha portato in dote Wimbledon, Masters e Fed Cup. Petra (classe’90 come la Wozniacki) ha già conquistato una larga fetta di appassionati che ne ammirano il tennis completo e potente. La bielorussa, in passato sconfitta dalla tensione più che dalle sue avversarie, è considerata come la più accreditata rivale della Kvitova (la Azarenka è classe’89). Alcuni pregustano già una finale tra di loro, ma prima dovranno fare i conti con Kim Clijsters (avversaria di Victoria in semifinale) e Maria Sharapova, che in caso di vittoria sulla Makarova troverà Petra nel penultimo atto (ammesso che la ceca superi la nostra Errani). A seconda dei risultati, anche la siberiana potrebbe scavalcare in classifica la Wozniacki che, in un sol colpo, si ritroverebbe addirittura in quarta posizione. Scenario che però non scoraggia la danese, che ha già fatto sapere di non badare troppo al ranking ma di puntare a vincere quanto prima uno Slam.
Il grande scontro. Come in molti auspicavano sin dal sorteggio , Roger Federer e Rafael Nadal si incroceranno nella semifinale della parte bassa del tabellone maschile. I due campioni sono approdati al penultimo atto del torneo dopo aver superato rispettivamente Juan Martin Del Potro e Tomas Berdych. Lo svizzero si è imposto nettamente sul lungagnone di Tandil, mai apparso realmente in grado di far match pari al cospetto di un Roger superlativo. “Palito” non è ancora il giocatore capace di trionfare agli Us Open 2009 (superò in finale proprio Federer), ma il suo recupero è comunque costante tant’è che da lunedì rientrerà nella top ten. Se Federer ha vinto facilmente il proprio match, il mancino di Manacor è stato invece costretto a stare in campo più di quattro ore prima di avere la meglio sul gigante ceco, che ha giocato sì una delle migliori partite della sua carriera, ma ha il grande rammarico di aver fallito un set point nel secondo parziale (affossando una volée di rovescio non impossibile) che lo avrebbe portato avanti di due set. Ancora una volta, dunque, Berdych rimane un grande incompiuto. Nadal ha ribadito di avere la stoffa del campione: caparbio, fisicamente straordinario e capace di giocare al meglio i punti importanti. Roger e Rafa si sfideranno per la 27ma volta: il bilancio sorride nettamente allo spagnolo (17-9), che proprio a Melbourne si impose nella finale del 2009.









A me non piace molto come tennista, come persona non so, non la conosco ma a pelle non è una che mi risulta simpatica a prima vista. Vero è che forse le manca quel carattere più combattivo che le altre tenniste come Kim, Petra e Viktoria hanno. Il suo gioco poi è abbastanza monotono; dovrebbe cominciare da qui, rivedere un pò di cose e poi si vedrà.
non sono un tifoso della wozniacki, ma non le sono nemmeno contro come fanno tanti, non è colpa sua se i punti in classifica si assegnano in questa maniera!