YOUNES EL AYNAOUI: IL COMEBACK PLAYER

Per pagarsi l’Accademia di Nick Bollettieri, in Florida il tennista marocchino non si è vergognato di fare anche i lavori più umili... ed è stato ampiamente ricompensato

Il 5 gennaio 2010, battendo al primo turno del torneo di Doha l’americano De Heart, il 38enne Younes El Aynaoui è diventato il tennista più anziano a vincere un match dal 1995. La successiva sconfitta contro il belga Darcis ha invece posto fine alla sua ventennale e proficua carriera.

Nato a Rabat il 12 settembre 1971, appena diciottenne il marocchino andò da Nick Bollettieri per una settimana di stage. Si trovò talmente bene che vi rimase fino al 1992. Per pagarsi le spese fece i lavori più umili, come l’autista del minibus dell’accademia, il “babysitter” degli allievi più giovani e le pulizie in palestra.

Nel frattempo si allenava per migliorare il suo tennis. Passato al professionismo nel 1990, si distinse
subito per il servizio devastante, favorito anche dai suoi 193 cm di altezza, e per il diritto piatto e penetrante che diventava dirompente sulle superfici veloci.

Nel 1992 partecipò alle Olimpiadi di Barcellona dove fu sconfitto al secondo turno dal tedesco Boris Becker, e nel 1993 raggiunse la prima finale della sua carriera sulla terra amica di Casablanca, superato soltanto dall’argentino Perez Roldan dopo aver battuto tra gli altri i ”terraioli” Gustafsson e Skoff.

Fu però solo nel 1996 che ritrovò la strada della finale: sul cemento di Doha eliminò la testa di serie n.3 Enqvist e poi il favorito Muster prima di arrendersi al ceco Korda al tie-break del set decisivo.

La settimana successiva raggiunse di nuovo il match-clou a Jakarta, dove all’esordio ebbe ragione del connazionale Alami (n.6 del seeding) e poi di Chesnokov prima di disintegrare nei quarti Emilio Sanchez per 6/0 6/1. In semifinale superò la testa di serie n.1 Haarhuis prima di lasciare il passo a Schalken. Dopo aver neutralizzato il n.2 Alberto Costa, giunse ad una lunghezza dal traguardo anche sul “rosso” di Amsterdam, ma lì fu fermato da Clavet. A causa di un problema alla caviglia destra, a fine stagione fu sottoposto ad un intervento chirurgico che dovette ripetere dopo qualche mese.

Rientrato nel circuito al n.444 della classifica Atp, nel 1998 giocò una stagione strepitosa nei challenger vincendo ben 5 titoli, e in autunno tornò in finale nel circuito maggiore sulla terra di Santiago del Cile, regolato ancora una volta da Clavet dopo aver eliminato tra gli altri il favorito n.3 Berasategui , il n.6 Puerta e il n.2 Mantilla. Terminò la sua brillante annata sul gradino n.49 del ranking, meritandosi così il premio “Comeback Player” dell’Atp.

La seconda parte della carriera di Younes El Aynaoui ha costituito il suo momento migliore. Nel 1999, sulla terra battuta di Amsterdam vinse il primo titolo del Tour. Partito come testa di serie n.6 ebbe ragione del n.8 Safin prima di annichilire nell’incontro decisivo il n. 3 Zabaleta con lo score di 6/0 6/3. Poi, sul “rosso”di Gstaad sconfisse il futuro n.1 Roger Federer per 6/2 6/3.

Nel 2000 giunsero i primi quarti in una prova dello Slam, precisamente agli Australian Open: eliminò al secondo round il n.10 del seeding Haas in tre set e poi Parmar, Ferrero e Clement chiudendo sempre alla quinta manche. Si arrese soltanto al talento del russo Kafelnikov con il punteggo di 6/0 6/3 7/6.

Nel 2001 conquistò il suo secondo alloro, stavolta sulla “polvere di mattone” di Bucarest, prevalendo in finale sullo spagnolo Montanes con un doppio7/6. Nel 2002 collezionò altri 3 titoli.

Aprì le danze a Doha superando sul traguardo il n.8 Mantilla (tra le sue vittime illustri anche il n.4 Novak e il n.3 Schuettler), proseguì a Casablanca affermandosi sul n.1 Cañas e a Monaco (ultimo torneo da lui conquistato in carriera) regolando Schuettler. In settembre approdò nei quarti agli US Open grazie ai suoi successi su Morrison, Arazi, Vicente e Ferreira. Gettò la spugna dopo quattro set lottati contro il favorito Hewitt.

ll 2003 si aprì con i quarti di Melbourne: testa di serie n.18, batté Gimelstob, Kutsenko, Feliciano Lopez e negli ottavi si prese la rivincita sul leader mondiale Hewitt disputando sempre quattro manches.

Il turno successivo è rimasto nella storia perché terminò a favore del n.9 Roddick per 21 a 19 alla quinta frazione. Quel quinto set è rimasto il più lungo mai giocato in singolare in uno Slam, e ha visto entrambi i giocatori annullare diversi match-point. Alla fine, esausti, i due protagonisti si abbracciarono lungamente sotto il tabellone che indicava lo strabiliante score di 4/6 7/6 4/6 6/4 21/19 (GUARDA IL VIDEO posto al termine dell’articolo).

Nel marzo della stessa stagione Younes El Aynaoui raggiunse il suo best ranking, n.14 Atp, e a settembre confermò i quarti agli US Open ottenuti a spese di un giovanissimo Rafael Nadal, del favorito n.10 Novak e del n.7 Moya. Fu fermato dal n. 9 Nalbandian in quattro set.

Dopo quella fantastica annata, gli infortuni ripresero a tormentare il tennista marocchino, tanto che riuscì a rientrare nel circuito soltanto al torneo di Doha 2007. Lì ebbe ragione dello svedese Johansson, prima di arrendersi al futuro vincitore croato Ljubicic.

A causa di ulteriori guai fisici lo rivedremo direttamente nel 2008, anno che gli diede la soddisfazione di ottenere la semifinale sul “rosso” di Monaco, diventando così il più vecchio a riuscirci dai tempi di Connors nel 1993. Il 7 gennaio 2010 si ritirò definitivamente dalle competizioni.

Persona molto allegra e vivace, Younes El Aynaoui parla sei lingue (tra cui l’italiano) ed è molto amato dai suoi connazionali, tanto da aver ricevuto dal re del Marocco la più importante onorificenza del suo Paese. Da sempre promotore di iniziative sociali e di solidarietà, è sposato con Ann Sophie, dalla quale ha avuto tre figli: Ewen, Neil e Noam.


Nessun Commento per “YOUNES EL AYNAOUI: IL COMEBACK PLAYER”


Inserisci il tuo commento


Articoli correlati

Dalla prima pagina » Ultima ora

Desideri ricevere in anteprima tutte le notizie? Iscriviti alla Newsletter di Tennis.it

TENNIS OGGI: nel numero di Dicembre 2016

  • Andy Murray entra nel 2017 da "number one". Nessun suddito britannico prima di lui era riuscito a salire in vetta alla classifica dell'Era Open, ma lo scozzese ha invece compiuto l'impresa vincendo le Atp Finals proprio davanti al pubblico londinese.
  • L'Argentina sul tetto del mondo. I sudamericani conquistano per la prima volta la Coppa Davis rompendo il "maleficio" che li aveva visti perdere per ben 4 volte in finale. A fare il tifo sugli spalti c'era anche Diego Armando Maradona!
  • Trump e il tennis. Da sempre grande appassionato dello sport della racchetta, il nuovo Presidente degli Stati Uniti non solo è uno spettatore fisso degli US Open, ma da svariati decenni impugna la racchetta con la stessa determinazione che ha mostrato in campagna elettorale.