1000 VOLTE ROGER FEDERER: LE 10 PIÙ BELLE SECONDO L’EQUIPE

Tennis. 1000 perle di Roger Federer, 1000 vittorie tutte diverse, guidate da un unico filo conduttore: la grandezza dell'interprete. L'Equipe ha scelto le 10 più belle, dalla vittoria su Sampras nel 2001 a quello su Djokovic nella semifinale del Roland Garros del 2011.
mercoledì, 14 Gennaio 2015

Tennis. 1000 volte Roger Federer. Dopo la finale di Brisbane il mondo del tennis ha potuto rendere omaggio, una volta di più, a un campione infinito, quello che per anni ha rappresentato il prototipo del giocatore perfetto. Ripercorre tutte le mille vittorie sarebbe impossibile, più facile è andare a scoprire le 10 più belle, significative ed emozionanti per lui ma anche per i tifosi. L’opera di raccolta l’ha compiuta L’Equipe, giornale francese, che nonostante la Coppa Davis sfumata per mano della Svizzera, non lesina omaggi e complimenti a un campione che in Francia è comunque amatissimo (anche se trovare un angolo di Globo dove Re Roger non sia amato è missione difficile).

La prima, per forza di cose, è quella da dove tutto partì. Il passaggio di consegne delle chiavi del Centre Court: da Pete Sampras e Roger Federer. L’unica sfida ufficiale tra due fenomeni così uguali ma così diversi. Il mito contro l’aspirante mito. Il giovane in erba, non ancora ventenne ma già numero 15 del mondo, contro l’idolo e la propria fonte d’ispirazione. Era il 2 luglio del 2001 e l’americano non usciva sconfitta dal manto erboso di Wimbledon dal 1996, in quella finale persa a sorpresa contro Richard Krajicek. L’ottavo di finale contro il ragazzotto di belle speranze proveniente da Basilea sulla carta doveva essere la 32esima vittoria consecutiva a Wimbledon, ma non andò così. Roger si impone in cinque set, sudati, lottati e tiratissimi; cinque set in cui Federer si dimostra, forse grazie alla spensieratezza dei ventenni, più libero mentalmente e quindi più pronto nei momenti topici. Si fa rimontare un set per due volte (nel secondo e nel quarto), ma al primo match point chiude il discorso regalandosi la prima commozione targata Wimbledon. A fine match Sampras dirà: “E’ un’atleta superbo“, considerando la longevità dello svizzero c’è da dire che Pete ci aveva visto giusto.

Dopo quella vittoria però  il successo finale a Wimbledon non è stato immediato, ci sono voluti due anni prima dell’inizio ufficiale del dominio. Ecco quindi che a finire tra le dieci partite più bella di Roger Federer secondo l’Equipe ci va anche la finale contro Mark Philippoussis. Il 2003 il prato londinese si tinge così di rossocrociato, per Federer l’inizio della leggenda arriva con un comodo 7-6 6-2 7-6. A 21 anni e 11 mesi Federer realizza così il sogno, le lacrime di gioia sono la naturale conclusione di una giornata memorabile. e per una vittoria liberatoria, viste le enormi pressioni che il talento svizzero ormai cominciava a subire per l’attesa di questo primo slam. La carrellata prosegue con il primo titolo di Maestro dei Maestri vinto a Houston nel 2003 dove non fu, infatti, una vittoria come tutte le altre. Federer, infatti, a quel torneo (4 mesi dopo la vittoria a Wimbledon) ci arrivava con qualche problema fisico, incontrando forse le prime difficoltà durante il regno da numero uno del mondo. Ma dopo aver rischiato in apertura di torneo con Agassi è tornato piano piano il solito treno e il 16 novembre ha lasciato poco o nulla sempre ad Agassi: le finali si giocavano 3 su 5 e il 6-3 6-0 6-4 la dice tutta sul dominio svizzero.

L’Equipe poi non si lascia sfuggire una delle prime maratone tra Federer e Rafael Nadal. Il teatro è quello di Miami e siamo nel 2005. Lo svizzero deve vendicare la sconfitta a sorpresa dell’anno prima. Rafa sulla terra è già Rafa e ha da poco vinto il primo Roland Garros, sul cemento dovrebbe essere altra storia. I due, invece, mettono in piedi una sfida di quasi 4 ore, giocate sotto il caldo torrido che Miami può regalarti. Quella che Federer mette su è una vera e propria vittoria da leader: una rimonta impetuosa da 2 set a 0. Sotto di due set  è difficile contro chiunque, figurarsi contro un Nadal avanti 5-3 e servizio nel terzo set. A due palle dalla sconfitta nella testa di Federer scatta qualcosa, il break è l’inizio della rimonta chiusa con la ciliegina del 6-1 nel quinto set. Nel 2005 poi, sempre contro Agassi, arriva un’altra vittoria storica: a Flushing Meadows Roger Federer sconfiggendo un’altro campione eterno come l’americano (6-3, 2-6, 7-6, 6-1) diventa il primo giocatore dell’era Open a compiere l’accoppiata Wimbledon-Us Open per due anni di fila (farà questa doppietta per ben 4 anni di fila).

L’Equipe poi nella sua speciale classifica inserisce due fimaòo del 2007. La prima, quella di Amburgo, rappresenta la prima vittoria di Roger Federer contro lo spagnolo sul rosso e sopratutto la fine dell’imbattibilità di Nadal sulla terra che andava avanti da 81 partite. Una partita significativa anche nello svolgimento: 2-6 per Nadal il primo set, prima dell’assoluto monologo di Federer che si è imposto poi 6-2 6-0 (sì! 6-0 a Nadal sulla terra). Come seconda partita del 2007 non si poteva che scegliere la vittoria numero 5 a Wimbledon. Per la seconda volta di fila sono loro due, Roger e Rafa, a giocarsi la finale ma per la prima volta Re Roger è costretto ad arrivare al quinto set prima di poter esultare. Dopo aver sprecato due volte un set di vantaggio, al momento decisivo e sotto lo sguardo attento di Borg, intento a scoprire il destino del suo record di 5 Wimbledon di fila, il Re non ha tremato e ha piegato le resistenze di Nadal restituendo il 6-2 ricevuto al quarto set. Il sogno iniziato nel 2003 è diventato realtà e non poteva non diventarlo in un’altra sfida epica contro l’avversario di sempre.

La prima sfida giocata in Francia che L’Equipe mette in classifica è ovviamente una del Roland Garros del 2009, l’anno del primo (e finora unico) slam parigino e dell’agognato Grande Slam. La sfida scelta non è però la finale contro Robin Soderling, bensì la vittoria nell’ottavo di finale contro l’amico Tommy Haas, che gli stava per tirare un vero e proprio tiro mancino. Con Nadal fuori dai giochi, sconfitto, proprio da Soderling, lo svizzero contro il tedesco è entrato in campo con il peso di una strada spianata verso la vittoria. Nella testa campeggiava il più classico dei messaggi: adesso o mai più. E adesso è stato. Contro Haas Roger va sotto 2 set 0, tra gli spalti si sparge un forte senso di panico. Perdere Nadal e Federer uno dopo l’altro sarebbe un colpo troppo forte. In più i francesi, nonostante l’amore per Nadal, ormai padrone di casa,vogliono fortemente Federer nel loro albo d’oro. Il primo buon colpo della partita di Federer arriva sul 4-3 per il tedesco, ed è il colpo della svolta, l’inizio della rimonta: 6-4 6-0 6-2 e paura scrollata di dosso, contro Soderling in un colpo solo porta a casa lo slam numero 14 (eguagliato Sampras) e finalmente il Grande Slam.

Il 2009 è però l’anno del primo grande ritorno del Re. Un ritorno dopo le sofferenze di un 2008 duro e dopo le lacrime a Melbourne. E invece dopo il successo al Roland Garros, Federer è andato a riprendersi il titolo di casa sua, strappatogli via da Nadal nella finale del 2008, quella che in tanti considerano la partita più bella di sempre. La finale contro il povero Andy Roddick non è però simile alle due del passato. Questa volta l’americano ha davvero l’occasione di portare a casa il titolo e sopratutto ha un set di vantaggio e una comoda volée per andare avanti di due. La partita arriva invece al quinto set e si trasforma in una maratona di siluri dal servizio, di certo si sono viste partite più tecniche. Ma alla fine il 16 a 14 con cui Federer vince il suo sesto Wimbledon entra di diritto nella storia. La chiusura L’Equipe non poteva non darla a un match di casa e non essendoci altri titoli al Roland Garros, la memoria va facilmente all’impresa compiuta dallo svizzero nello slam del 2011. Sì, proprio il 2011, l’anno del dominio del robot Djokovic. Il serbo non perde praticamente mai, per informazione chiedere a Rafa Nadal, ma di fronte a questo Federer il 3 giugnod el 2011 c’è poco da fare. Lo svizzero sbanda soltanto nel terzo set, quando il serbo riesce a rientrare nell’incontro grazie anche a una tenuta fisica importante. Nel quarto set Roger si riprende e chiude il discorso al tie break. Quella sfida fu una delle pochissime gioie di un anno non brillante, prima dell’ennesimo grande rientro fatto nel 2012. E’ un campione intramontabile Roger Federer che nonostante qualche annata difficile è sempre lì pronto in ogni momento a ristabilire la propria superiorità. Nel 2014, non a caso, c’è stato l’ennesimo grande ritorno, senza uno slam ma con una Davis in più. La vittoria numero 1000 non è altro che una pagina di record destinata ad essere affiancata da qualche altra impresa nel prossimo futuro, perché quando c’è di mezzo lui si ha sempre l’impressione che il meglio debba ancora venire.


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