TANTI AUGURI, KIM CLIJSTERS

Ex numero uno del mondo e vincitrice di quattro Slam, Kim Clijsters compie 34 anni. La storia, le delusioni e le gioie di una giocatrice incredibile
lunedì, 8 Giugno 2015

Tennis – Sono passati tre anni dal (secondo e definitivo) ritiro di Kim Clijsters dal tennis. Capace di raggiungere la prima posizione mondiale sia in singolare che in doppio nell’agosto 2003, è stata vincitrice Slam, nonché fidanzata storica di Lleyton Hewitt, e vanta 41 titoli in singolare (di cui 4 Major) e 11 in doppio.

La belga, nata a Bilzen, spegne oggi 34 candeline. Prende per la prima volta in mano una racchetta alla tenera età di 5 anni, iniziando a mostrare sin da subito un’incredibile propensione nei confronti dello sport, probabilmente ereditata dal papà. Cresce in fretta, tanto che nel 1997 fa il suo ingresso nel mondo Juniores, riuscendo l’anno dopo a issarsi in finale a Wimbledon, aggiudicandosi in doppio anche il Roland Garros e gli ‘Us Open. Entra tra le professioniste nel maggio 1999, dove accreditata da una Wild Card nel torneo di casa, Il Belgian Open, supera le qualificazioni strappando un posto per il tabellone principale. Qui ben figura, superando addirittura due turni e perdendo ai quarti solo da una giocatrice molto più avanti di lei in classifica. Fa l’esordio a Wimbledon e agli ‘Us Open nello stesso anno, arrendendosi rispettivamente a Steffi Graf e Serena Williams, poi vincitrici del torneo.

Se tante erano state le qualità messe in mostra nei primi mesi da professionista, Kim riesce a fare ancora di più, ottenendo nello stesso anno il primo successo in un torneo WTA, in Lussemburgo. Più tardi centra anche una finale a Bratislava, chiudendo l’anno tra le primo 50 giocatrici del mondo. L’escalation della belga, che insieme a Justine Henin ha fatto la fortuna del movimento, inizia a realizzarsi già dall’anno dopo.

Vince altri due tornei, poi riconferma le ottime prestazioni anche nel 2002 entrando per la prima volta tra le Top 10 e aggiudicandosi i primi due Tier V della carriera, con la storica ciliegina sulla torta del WTA Tour Championsips, titolo che nel 2003, aggiunto ai trionfi di Indian Wells e Roma la portano in vetta alla classifica mondiale, che riesce a raggiungere anche nella specialità di doppio, grazie alla storica compagna Ai Sugiyama con la quale trionfa al Roland Garros e a Wimbledon.

Iniziano ad arrivare anni di alti e bassi per la belga, che fuori dal campo è costretta a vivere la separazione Hewitt (compensata dall’ immediata relazione con il cestista Brian Lynch), mentre in campo riesce finalmente trionfare in una prova dello Slam in singolare, nell’edizione 2005 degli Us Open dove in finale supera con un perentorio 6-3 6-1 Mary Pierce. La carriera della belga finisce nel 2007, a causa di un accumularsi di infortuni e di un dolce arrivo in vista, con tanto amaro in bocca viste le cose messe in mostra dopo l’esplosione definitiva.

Dopo aver superato le prime problematiche da mamma, decide di fare il proprio rientro in campo nell’agosto 2009. Gioca a Cincinnati sconfiggendo immediatamente Marion Bartoli, poi batte anche Patty Schnyder e Svetlana Kuznetsova prima di arrendersi ai quarti a Dinara Safina, allora numero uno del mondo. Ottiene una Wild Card per lo Slam americano, riuscendo a compiere uno dei più grandi miracoli sportivi della storia dello sport. Supera la Kutuzova al primo turno, prendendo fiducia e sconfiggendo in successione anche Marion Bartoli, Kirsten Flipkens, Venus Williams, Li Na e, al termine di una semifinale storica conclusasi con una squalifica, Serena Williams in semifinale.

La finale, contro Caroline Wozniacki, è una passerella d’onore. La belga mette in mostra un tennis semplicemente perfetto, riuscendo a sbarazzarsi dell’avversaria in due set, vincendo il secondo Us Open della sua carriera al termine di una cavalcata trionfale. Qui entra per la prima volta in gioco la più grande vittoria di Kim: la figlia Jada Elly, protagonista assoluta della cerimonia di premiazione. I tre successivi anni di carriera, sono i più trionfali. Vince ancora una volta negli Stati Uniti e nel 2011 si aggiudica anche gli Australian Open, mettendo in maniera definitiva la parola fine alla sua vita nel mondo del tennis al termine degli Us Open 2012.

La belga, che ha fatto della tenuta fisica, della testa e dei colpi da fondo le sue armi principali, può essere considerata come una delle giocatrici più forti degli ultimi trent’anni. Capace di adattarsi a tutte le superfici, versatile e attenta anche a variare con il rovescio, è stata in grado di rientrare in maniera trionfale e di elevare ancora di più il suo gioco, zittendo gli scettici che attribuivano il motivo del suo ritiro ad un calo dentro e fuori dal campo.

Una giocatrice che ha vinto (quasi) tutto, che solo a Wimbledon non è riuscita ad andare oltre le semifinali. Una giocatrice che ha saputo dimostrare al mondo una forza incredibile, che dopo tutte le sventure non si è mai arresa.

Una giocatrice che dovrebbe essere un esempio per tutti. Tanti auguri, Kim.

 


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