A Parigi Bercy l‘inedita coppia dell’indiano con l’ex numero 1 al mondo.
venerdì, 16 Ottobre 2015

Tennis – Attenti a quei due. A Bercy tra qualche giorno potrebbe essere questo il titolo del remake tennistico della celeberrima serie televisiva, se solo si avesse l’accortezza di sostituire ai nomi di Moore e Curtis quelli dell’improbabile coppia indiano-iberica costituita da Rafael Nadal e Leander Paes.

Saranno, infatti proprio l’ex numero 1 al mondo spagnolo, in lenta risalita di punti e soprattutto condizione in questa ultima fase della stagione, e il 42enne bengalese nativo di Goa a rappresentare un inedito doppio nel prossimo Master 1000 di Parigi.

Superfluo ricordare che per Nadal, fresco della finale del China Open e della matematica partecipazione alle Atp finals di Londra, fare coppia con un vero e proprio monumento vivente della specialità come Paes significa due cose. Innanzitutto giocare partite e punti per questo finale d’anno all’insegna del riscatto e poi fare pratica in vista delle Olimpiadi di Rio in programma tra qualche mese. Anche a Basilea, infatti, è prevista per Rafa la partecipazione al doppio, dove però condividerà il campo con l’amico Marc Lopez.

Di certo a Bercy lo spagnolo non poteva scegliere compagno dotato di più esperienza perché la carriera di doppista di Paes sembra non finire mai da quando, sulla soglia dei 30, ormai 12 anni fa, l’indiano decise di concentrare le proprie energie e forze nel doppio. Nel tempo sono poi cambiati i compagni ma non i risultati che hanno condotto Leander a un bilancio degno dei grandi campioni d’ogni epoca ea diversi riconoscimenti anche in patria. Nel lontano 1997 aveva meritato il Rajiv Gandhi Khel Ratna, il più alto onore sportivo indiano e nel 2001 la Radmashri, premio per il suo contributo al tennis indiano, grazie alla medaglia di bronzo conquistata in singolare alle Olimpiadi di Atlanta del 1996.

Tra doppio e misto, infatti, Paes può vantare un bottino di 18 titoli nei tornei dello Slam, tra cui i recenti successi in coppia con Martina Hingis negli Australian Open, a Wimbledon e, qualche settimana fa, a New York, negli U.s. Open.

In controtendenza con gli accoppiamenti storici e irremovibili degli specialisti, una costante della sua storia tennistica è stata, invece, il cambio di compagno, quasi un modo per sperimentare nuove strade e adattare il proprio gioco a seconda delle qualità con cui di volta in volta si trovava a condividere la metà del campo. Si pensi al perfetto affiatamento che aveva creato con il connazionale Mahesh Bhupathi a cavallo tra i Novanta e i Duemila e poi la scelta di far coppia con nuovi compagni, quasi sempre cechi, David Rikl, Martin Damm, Lucas Dlouhy e Radek Stepanek. Anche Martina Navratilova ha diviso le sorti con Paes. Ora tocca al mancino di Maiorca. Attenti a quei due.


Nessun Commento per “”


Inserisci il tuo commento


Articoli correlati

Dalla prima pagina » Ultima ora

Desideri ricevere in anteprima tutte le notizie? Iscriviti alla Newsletter di Tennis.it

TENNIS OGGI: nel numero di Febbraio 2020

  • Chi è Sonya Kenin?
    La storia della 21enne americana di origini russe che è esplosa a Melbourne.
  • Next Gen ancora immatura.
    Dall'Australia arriva un segnale forte e chiaro: i "Big Three" resistono agli attacchi dei nuovi talenti, che perdono l'ennesima occasione di effettuare il sorpasso.
  • Gastronomia Agonistica
    Le Olimpiadi Gastronomiche hanno chiuso con successo la loro VII edizione, a dimostrazione che questo nuovo sport sta appassionando i Circoli.