AUGURI MARDY FISH, RIPARTIRE DAGLI US OPEN

Compie oggi 34 anni l'ex tennista statunitense. Ripercorriamo la sua carriera dagli esordi all'addio agli US Open passando per la medaglia di bronzo alle Olimpiadi, l'ansia e l'aritmia cardiaca.
mercoledì, 9 Dicembre 2015

Tennis – Gli US Open hanno avuto un peso specifico non indifferente nella carriera di Mardy Fish, ex tennista statunitense che compie oggi 34 anni. Il ragazzo di Edina, Minnesota, è legato a questo torneo per ovvie ragioni geografiche ma non solo: il torneo di Flushing Meadows ha visto le lacrime di Mardy, nel 2012 e nel 2015, due edizioni fondamentali della carriera della medaglia d’argento dei Giochi Olimpici di Atene 2004.

Mardy è stato per la maggior parte del tempo un tennista ordinario, un gran lavoratore, un professionista della racchetta in tutti gli aspetti, aveva vinto il primo titolo Atp a Stoccolma nel 2003 entrando in top 20 facendosi conoscere per il portentoso servizio che gli permise di non perdere la battuta per 92 games consecutivi. Dotato di un servizio portentoso, spesso era solito aprirsi il campo chiudendo agevolmente il punto a rete, grande incisività anche con il rovescio, con qualche piccola defezione per gli spostamenti laterali data la mole, ma era difficile reggere gli scambi da fondocampo con le bordate che rifilava Mardy Fish.

A 27 anni aveva già alle spalle una buona carriera con varie vittorie nelle tappe del circuito, ma decise di migliorarsi attuando un cambio radicale: cambiò la sua dieta, il suo atteggiamente ed il suo stile di vita in generale, scendendo da oltre 90 Kg a 78, trovando il peso forma ideale per un match di tennis che richiedesse un prolungato sforzo fisico. Fra il 2010 ed il 2011 sono arrivati risultati incoraggianti come le vittorie a Newport e ad Atlanta per due edizioni consecutive e ben 4 finali: agli Aegon Championships di Londra, a Cincinnati, Los Angeles e Montreal. Un best ranking come n.7 del mondo e la prima apparizione al Master di fine anno, di conseguenza si prospettava, dunque, un 2012 molto promettente, ma così non è stato.

Mardy Fish soffriva di un’aritmia cardiaca, il cuore batteva tre volte più veloce della norma. Durante il torneo di Miami la situzione diventa critica. Mardy ricorda vividamente la corsa in ambulanza a notte fonda, per un attacco di panico, la paura prese il sopravvento per l’incapacità di fermare qualcosa di improvviso e che provocava inquietudine ed incommensurabile angoscia. L’aggravarsi della situazione costrinse i medici ad agire con un’ablazione con catetere cardiaco: ”Ero completamente nel panico, era come se il cuore stesse per schizzarmi fuori dal petto. Ho pensato di morire”. Agli US Open 2012 si ritira a causa di un peggioramento delle sue condizioni, nel 4o turno di New York non affronterà mai Roger Federer. Lo stesso problema si ripresenta a Houston. Da lì lo spettro del ritiro che si concretizza a Winston-Salem, Fish si dedica al golf, supportato sempre dalla moglie.

Nel 2015 Fish ha dato l’addio alla racchetta proprio agli US Open, dopo l’incontro di secondo turno sul Louis Armstrong Stadium perso contro Feliciano Lopez al 5o set. Il 34enne statunitense si congedanda a questo sport con una lettera pubblicata per “The players Tribune” e sancendo la fine di un’era del tennis americano dopo l’addio di Andy Roddick e James Blake, amici e compagni della vittoria di Coppa Davis che avevano raccolto la pesante eredità di Sampras ed Agassi.

Mardy Fish è stato segnato indelebilmente dal problema al cuore cadendo in una spirale negativa, da allora panico e depressione sono diventati fantasmi da affrontare nella quotidianità. Il rapporto tra il tennis e Fish è un esempio crudo di come il tennis possa daro e togliere più e più volte dato che per sua stessa ammissione l’ex giocatore statunitense dichiarò che gli attacchi d’ansia iniziarono nel 2011 conseguentemente all’entrata in top 10 e l’angosciante pensiero di non essere all’altezza di quella classifica, poi la situazione si aggravò in seguito all’aritmia cardiaca. Fish è comunque stato in grado di risalire sanando le sue paure e gestendo i momenti difficili, dimostrando ancora una volta come si debba lottare continuamente anche contro se stessi.

Emblematico che Gli US Open, ultimo Slam dell’anno, coincida con l’inizio di una nuova vita. Il torneo di New York han segnato la carriera di Mardy Fish, con ricordi positivi e negativi e Flushing Meadows è stato sicuramente un punto di partenza per molti aspetti della vita di un tennista forte e fragile al contempo, di chi ha ricevuto i colpi della vita, subendoli ma che ha saputo reinventarsi più e più volte dando vita ad una nuova esistenza. Che questo possa essere un punto di partenza Mardy, tanti auguri.


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