MATCH TRUCCATI: “UN SEGRETO CHE TUTTI CONOSCONO”

Un ex giocatore sudamericano, attivo sul circuito fino allo scorso anno, parla dietro anonimato alla BBC e racconta come il match fixing sia un fenomeno diffusissimo e noto tra i giocatori, anche ad alto livello, ma le autorità di vigilanza non farebbero nulla per debellarlo
mercoledì, 20 Gennaio 2016

“È come un segreto che tutti conoscono, ma di cui nessuno parla. Vediamo quello che succede, ma continuamo semplicemente a lavorare”. A parlare è un ex giocatore sudamericano, attivo sul circuito fino allo scorso anno e ora coach, che ai microfoni di BBC’s World Have Your Say, ha rilasciato alcune interessanti dichiarazioni sullo scandalo match fixing esploso due giorni fa in seguito all’inchiesta pubblicata dalla stessa BBC e da BuzzFeed News. Un ex tennista, che parla del “problema”, dietro garanzia di anonimato e dipinge un quadro a tinte fosche, nel quale quello dei match truccati è  un fenomeno diffuso a macchia d’olio, e non solo, come si potrebbe pensare, tra i giocatori di basso ranking, spinti alla combine dagli scarsi guadagni garantiti dal circuito minore di challenger e futures. A truccare le partite, sarebbero anche giocatori d’elite, i quali, secondo l’anonima fonte sarebbero “in un certo senso ancor più scorretti”, rispetto agli altri.

“È facile capire se una partita è truccata”. Secondo la fonte dell’autorevole testata inglese, esisterebbero tre gruppi organizzati che controllano le scommesse e si occupano dei pagamenti ai giocatori, che avvengono sempre in contanti e mai tramite movimentazioni bancarie. “Ciascun gruppo ha a disposizione molte persone inserite nel circuito che hanno il compito di mettersi in contatto con i tennisti” spiega l’ex giocatore. “Questi gruppi possiedono tanti piccoli conti, con i quali muovono il denaro in giro per il mondo, ma il giro complessivo d’affari è enorme”. La fonte sostiene inoltre che per una persona che vive il mondo del tennis quotidianamente, come lui, è facile comprendere quando un giocatore sta perdendo di proposito: “Si capisce chi è coinvolto. Da giocatore posso facilmente capire se uno sbaglia una risposta di proposito, oppure risponde al centro. È facile capire chi ci sta provando (a vincere, ndt) e chi no”.

“I top player sono coinvolti”. E il fenomeno, sempre secondo l’anonimo informatore riguarderebbe anche top player e tornei prestigiosi. “Ho iniziato a credere che i top player fossero coinvolti alcuni anni fa, quando un ragazzo mi disse esattamente i nomi dei vincitori dei due successivi tornei. Mi disse esattamente chi avrebbe vinto e come. All’inizio pensavo millantasse, ma poi le cose andarono esattamente nella maniera in cui mi aveva detto. E io sto parlando di Master Series, ai quali partecipano solo grandi nomi”.

“Le autorità non vogliono fermare lo scandalo”. La parte più inquietante dell’intervista è la risposta alla domanda del giornalista “Perché non ti rivolgi alle autorità di vigilanza?”. La gola profonda ascoltata dalla testata britannica lancia infatti un pesante atto di accusa contro i vertici delle autorità che dovrebbero debellare il fenomeno. “Noi giocatori potremmo collaborare con la Tennis Integrity Union, se volessimo, ma loro non hanno interesse a fermare il match fixing. La TIU sa benissimo chi lo fa e se volessero potrebbero fermare immediatamente tutto. Ma semplicemente non vogliono farlo”.

Come è noto la TIU e i vertici del tennis mondiale hanno negato le accuse di aver “nascosto” le prove di combine per non macchiare l’immagine del tennis, proclamando tolleranza zero nei confronti di eventuali “bari” e invitando qualsiasi giocatore testimone di combine, a mettersi in contatto con la stessa autorità per punire i malfattori. La testimonianza ulteriore pubblicata dalla BBC, di fatto, non aggiunge nulla a quanto già diffuso nei giorni scorsi e non fa altro che gettare benzina sul fuoco, senza rivelare però il nome del piromane originario. Fin quando sull’argomento, si continuerà a sparare nel mucchio, senza circostanziare, non si farà altro che alimentare un sinistro sospetto, che scredita il nostro sport molto di più di quanto non lo farebbe l’eventuale rivelazione dei nomi delle presunte mele marce.

L’intervista integrale all’anonimo informatore è disponibile a questo link


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