AGASSI, DA RIBELLE A MARITO E PADRE MODELLO

Andre Agassi compie 46 anni. Ora si dedica all'associazione con Steffi Graf. Ripercorriamo la love story che gli ha cambiato la vita.
venerdì, 29 Aprile 2016

TENNIS – L’immagine è tutto, recitava uno spot di un celebre marchio di macchine fotografiche che l’aveva scelto come testimonial. E Andre Agassi di immagini ne ha cambiate molte. Dal ragazzo ribelle dai lunghi capelli biondi (che nella sua autobiografia, Open, ha confessato fossero finti) e dai pantaloncini di jeans, alla testa completamente lucida, epifania di una rivoluzione di vita e di carriera. Dagli anni irregolari del matrimonio con Brooke Shields alla stabilità nata dall’unione con Steffi Graf, Agassi è il campione dalle mille vite che ha cambiato la storia del tennis. Perché oltre all’immagine rimane la sostanza, rimane lo stile di chi ha pensato un modo di giocare che non si era mai visto prima, che ha spinto a inventare per lui una nuova definizione, l’attaccante da fondo. L’ coordinazione eccezionale, il senso dell’anticipo innato e allenato da piccolo con la macchina sparapalle creata da papà Mike, pugile iraniano che dopo aver partecipato ai Giochi di Helsinki nel 1952 trova lavoro come portiere in un albergo di Las Vegas, contribuiscono a creare il fenomeno che porta il tennis in una nuova era. Agassi arriva prima sulla palla, trova angoli e traiettorie che gli consentivano di dettare i tempi del gioco.

Dopo vent’anni di carriera, con otto major in bacheca e il Career Grand Slam al completo, adesso Andre Agassi è impegnato a tempo pieno nella direzione della fondazione di beneficenza che ha fondato per aiutare i bambini meno fortunati di Las Vegas. Ha dimenticato gli eccessi e le ribellioni. “Ogni volta che vedo uno dei miei figli spingere al massimo per ottenere un buon risultato nello sport o un buon voto a scuola sono felice” diceva l’anno scorso al Guardian. “Vorrei sempre essere davanti alla scuola e aspettare che escano i miei figli”, Jarden Gil e Jaz Elle. La sua vita è sempre stata una questione di punti di riferimento. “La persona che ammiro di più è Steffi, è una persona instancabile e senza paura. I suoi obiettivi sono sempre chiari. Steffi è un gioiello”.

La loro è una storia d’amore scritta nelle stelle. Già nel 1992 Andre, che ha vinto Wimbledon in finale su Goran Ivanisevic, spera di ballare con lei alla classica festa di gala ai Championships. “Ho una cotta per Steffi da quando l’ho vista per la prima volta in un’intervista alla televisione francese -ha scritto in Open-. Ero rimasto fulminato, affascinato dalla sua grazia discreta, dalla sua naturale bellezza. Mi dava l’impressione, non so perché, che dovesse odorare di buono. E che fosse buona, fondamentalmente, essenzialmente, intrinsecamente buona, piena di rettitudine morale e di un tipo di dignità ormai scomparso”. Ma il ballo viene annullato.

Andre però conserva l’immagine di Fraulein Forehand sul frigo di casa anche durante il matrimonio da copertina con Brooke Shields da cui divorzia nel 1999. Gil Reyes sceglie per lui una compilation di canzoni tisti. “Un verso in particolare riecheggia di We can’t build a fire in the rain di Roy Clark riecheggia dentro a tutti e due: just going through the motions and pretending to have something left to gain”, fare le cose senza entusiasmo e credere di avere ancora qualcosa da guadagnare. Brad Gilbert però è convinto: quello sarà un anno magnifico. In effetti, pochi mesi dopo Andre completa il Golden Slam con il trionfo al Roland Garros dopo la straordinaria rimonta da sotto due set a zero contro Andrej Medvedev. Anche Steffi Graf ha conquistato il titolo a Parigi “Sul Concorde che ci riporta a New York, Brad mi dice che è destino. È destino che vi mettiate insieme. Due sole persone nella storia mondiale hanno vinto tutti e quattro gli Slam e una medaglia d’oro – tu e Steffi Graf”.

È destino anche che Andre diventasse tennista, Drago o non Drago. “Ho capito sin da bambino che sarei diventato un professionista” ha raccontato al Guardian. “Mio padre amava il tennis e lo praticava quando era bambino in Iran. Lo vedeva come la strada più veloce per vivere il sogno americano”. A questo sport, ha dedicato un terzo della vita, “ma non ci si prepara per i restanti due terzi. La mia delusione è legata al fisico. Da quando ho smesso di giocare a tennis il mio corpo non è tornato a stare bene. Ma non vorrei tornare indietro. Ho ottenuto il meglio dalla vita”.

Durante quel viaggio di ritorno da Parigi, Gilbert prende un depliant del Concorde dalla tasca del sedile e sull’angolo in alto a destra scarabocchia 2001 – STEFFI AGASSI”. Secondo Gilbert, si sposeranno entro il 2001 e avranno i primi figli nel 2002.
Puntualmente, la profezia si avvererà. Dopo gli Us Open 1999, Andre e Steffi si vedono a Los Angeles e a San Diego. Il primo appuntamento va benissimo. Vanno fuori a cena, e la mattina dopo in spiaggia. “Lei stende un asciugamano sulla sabbia e si toglie i jeans. Sotto indossa un costume intero bianco. Entra in acqua fino alle ginocchia. Rimane lì, con una mano sul fianco e l´altra a ripararsi gli occhi dal sole scrutando”. Andre entra in piscina con un paio di pantaloncini bianchi da tennis. Steffi lo sfida a raggiungere una boa rossa galleggiante prima di lei. “Sorride e inizia a correre. Io le vado dietro velocissimo. Mi sembra di averla inseguita per tutta la vita e adesso la sto inseguendo davvero, letteralmente. (…) Lei raggiunge il palloncino rosso due lunghezze prima di me. Si gira e le sue risate volano verso di me nel vento come stelle filanti. Non sono mai stato così felice di perdere”.


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