“DOMINATOR” THIEM: “VADO ALL’ARREMBAGGIO!”

Dopo aver battuto il Federer "dimezzato" degli Internazionali, il talentuoso Dominic Thiem si aspetta ancora molto da Roma, poi punterà su Parigi e snobberà le Olimpiadi...
giovedì, 12 Maggio 2016

Tennis – E’ ancora timido con i giornalisti, “Dominator” (questo il suo soprannome sul Tour) Thiem, al contrario del suo carattere in campo. Ma oggi è contento, di quella contentezza contenuta che riescono ad esprimere gli austriaci… tanto che abbozza qualche timido sorriso, con il quale con chiarezza sentenzia che è contento del suo exploit e che è molto fiducioso anche per Parigi. Come dire: Dominic si sente pronto per l’arrembaggio!

E’ stata questa la vittoria più emozionante della tua carriera?
Non so se è la più emozionante, ma sicuramente una di quelle. Sono felice di trovarmi dei quarti di finale.

Quanto è stato complicato giocare sapendo che Federer non era al cento per cento. Mentalmente può essere un’arma a doppio taglio?
Effettivamente ti carica di pressione, perché non ti puoi togliere dalla testa che lui non è al massimo e che devi cogliere a tutti i costi la tua chance di vincere. E poi Roger non è in un buon periodo ma tira lo stesso dei colpi che fanno male. Diciamo che ieri ho giocato meglio, ma che oggi me la sono comunque cavata alla grande!

E’ stata importante per te la figura di Roger quando eri piccolo?
Certo, come per la maggior parte dei giovani tennisti sul tour. Mi è piaciuto molto giocare contro di lui la prima volta a Brisbane e anche oggi.

Sul primo dei tre match-point che avevi a disposizione hai commesso doppio fallo. Eri emozionato?
Non più di tanto, anche se un po’ di tensione in quei momenti c’è sempre. La verità è che si era alzato un refolo di vento e avevo il sole negli occhi.

Sei ancora in gara qui, ma pensando al Roland Garros credi di poter fare meglio dei due anni scorsi, che ti hanno visto fermarti al secondo round?
Certo, adesso ho più esperienza e anche il mio gioco è migliorato. Entrerò nel tabellone principale tra le prime 16 teste di serie quest’anno, e quindi sarà un po’ più facile spingermi avanti. Diciamo pure che il Roland Garros per me è il fulcro dell’intera stagione. Spero di potere almeno raggiungere la seconda settimana.

Dominic, chi ti ha insegnato il tuo fantastico rovescio?
Il mio coach Gunther Bresnik.

Nella tua ancora giovane carriera hai battuto Federer, hai battuto Nadal e hai giocato con Djokovic. Chi dei tre ti ha impressionato di più?
Non sono paragonabili. L’unica cosa che hanno in comune è che sono fortissimi.

Ho letto che non parteciperai alle Olimpiadi di Rio. E’ vero?
Sì, in quel periodo giocherò un torneo in Messico.

Come mai?
Per tante ragioni che forse svelerò prossimamente, ma non adesso.

 

 

 

 


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