2014 IN CIFRE: PRIME VOLTE, WILD CARD E MATCH POINT

Continua il nostro viaggio tra le statistiche della stagione appena conclusa. Oggi scopriamo i nomi delle migliori wild card, dei primi trionfatori in tornei Atp e dei qualificati seriali. Infine, preparate il pallottoliere e contiamo i match point annullati in questa stagione

Dopo aver scoperto, la scorsa settimana, chi sono stati i migliori giocatori del 2014 a gestire la pressione dei momenti importanti, continua il nostro viaggio attraverso le statistiche riguardanti la stagione agonistica appena conclusa nel circuito Atp.

La prima volta non si scorda mai. Cinque giocatori, nel 2014, hanno alzato per la prima volta in carriera un torneo ufficiale del circuito Atp. Il primo neovincitore, in ordine cronologico, è stato l’argentino Federico Delbonis, che per nostra sfortuna però, ha negato la prima gioia della carriera a Paolo Lorenzi, nella finale del torneo di San Paulo. Il 24enne di Azul ha avuto la meglio in rimonta sull’italiano per 4-6 6-3 6-4. Successivamente è stata la volta dello spagnolo Roberto Bautista Agut, che da bravo spagnolo “atipico”, si è imposto sull’erba olandese di Hertoghenbosch. La prima volta più attempata è stata quella del 28enne Pablo Cuevas, a Bastad, mentre la prima vittoria più prestigiosa è andata all’argentino Leonardo Mayer, trionfatore nell’Atp 500 di Amburgo con una sorprendente affermazione in finale su David Ferrer. L’ultima prima volta infine, è stata anche quella potenzialmente più significativa, con il successo del belga David Goffin, grande talento destinato secondo l’opinione unanime degli esperti a raggiungere ottimi risultati, nel torneo in altura austriaco di Kitzbuhel.

Wild card, ma non troppo. La Wild card, generalmente, permette all’atleta al quale è riconosciuta di accedere direttamente al tabellone principale di un torneo senza dover passare dalle qualificazioni: solitamente viene assegnata a giocatori giovani oppure ad ex campioni, che non possiedono la classifica necessaria per entrare di diritto nel tabellone principale del torneo. Questo comporta che raramente un giocatore che beneficia dell’invito riesce a spingersi fino in fondo. Casi come la vittoria di Goran Ivanisevic a Wimbledon 2001 o quella di Kim Clijsters allo Us Open del 2009 sono autentiche mosche bianche nella storia del tennis. Quest’anno invece, sono stati ben undici gli appuntamenti del circuito maschili, che hanno visto una wild card vincere il torneo, oppure arrivare in finale. Il migliore è stato Andy Murray, che per tre volte, da wild card, ha finito per vincere il torneo (Shenzen, Vienna e Valencia). In realtà Murray e gli altri invitati illustri David Ferrer (vincitore a Buenos Aires e finalista ad Amburgo e Vienna), Kei Nishikori (titolo a Memphis), Roger Federer (runner up a Montecarlo), Grigor Dimitrov (vittoria a Bucharest) e Tomas Berdych (finalista a Oieras) sono state wild card atipiche, poiché avevano la classifica per entrare nei tornei di cui sono stati protagonisti, ma hanno dovuto usufruire degli inviti perché non si erano iscritti in tempo. Le uniche due wild card “vere”, che hanno trionfato nel 2014 sono state Bernard Tomic a Bogotà (l’australiano era numero 124) e David Goffin a Kitzbuhel (numero 78).

Inarrestabili. È stata di Roger Federer la striscia più lunga di successi consecutivi, con 14 affermazioni una dietro l’altra dal 6 al 30 ottobre, dal torneo di Shanghai, fino ai quarti di finale di Parigi Bercy. A quota 13 successi in fila ci sono Novak Djokovic (6 marzo- 19 aprile), Stan Wawrinka (30 dicembre – 12 marzo) ed Andy Murray (13 – 30 ottobre). Buone anche le 11 affermazioni consecutive di Rafael Nadal ad inizio anno, interrotte proprio da Wawrinka nella finale dell’Australian Open, mentre sorprendono i dieci successi in fila fatti registrare da Pablo Cuevas nella sua calda estate, dal 7 luglio al 25 agosto (titoli a Bastad ed Umago).

Dalla porta di servizio. Passare il tabellone di qualificazione di un torneo Atp, è una delle imprese più difficili che un giocatore può essere chiamato a compiere. Per farlo occorre forza fisica, ma soprattutto mentale. Eppure, ci sono dei tennisti che in questa specialità si sono distinti con grande costanza. È il caso di Dominic Thiem, 23enne austriaco di belle speranze, che quest’anno è riuscito ad entrare nel main draw di un torneo atp passando per il purgatorio delle qualificazioni in ben sette circostanze. Il migliori risultati dopo aver varcato la porta di servizio, Thiem li ha raggiunti ad Indian Wells, a Barcellona e a Madrid, tornei nei quali è arrivato fino al terzo turno. Sei volte si sono qualificati Goffin, Pierre Hughes Herbert, Paul Henri Mathieu ed Albert Ramos, ma nessuno di questi si è mai issato oltre i quarti di finale da qualificato.

Non è finita, finché non è finita. Chiudiamo la tappa odierna del nostro viaggio tra le statistiche del 2014 parlando di match point. Sono state ben 204 le palle match annullate quest’anno, che si sono rivelate poi il prologo per l’affermazione del giocatore che si è miracolosamente salvato. Il record è ovviamente quello di Nick Kirgios che a Wimbledon ha annullato ben 9 match point a Richard Gasquet, prima di imporsi 10-8 al quinto set nel loro incontro di terzo turno. Otto sono state le palle match salvate da Pablo Cuevas contro Ivan Dodig, mentre a quota sette ci sono Gilles Simon e Benjamin Becker (rispettivamente contro Daniel Brands e Jesse Huta Galung). In due partite sono stati salvati sei match point dal futuro vincitore, mentre cinque palle decisive sono state annullate in sette occasioni (ricordiamo Federer, che ha salvato 5 palle match contro Leonardo Mayer a Shanghai, prima di andare a vincere la partita ed il torneo). Sei volte sono stati annullati quattro match point, dieci volte tre e mentre in 48 partite, equamente divise, sono stati salvate una o due palle match.


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