2014, LA CONTA DEI RITIRI

Da Rochus a Davydenko, passando per Capdeville e Phau. Ecco i nomi dei giocatori giunti al capolinea della propria avventura tennistica. La fine del 2014 è anche la fine di numerose carriere
sabato, 27 Dicembre 2014

TENNIS – E qui c’è il rischio di veder scendere una lacrima, soprattutto se la passione per questo sport è nata guardando l’ascesa e il culmine di questi giocatori. Anche al termine del 2014, per numerosi tennisti è il momento di ammucchiare la propria roba ed uscire dal circuito. Ad appendere la racchetta al chiodo, però, ci sono dei nomi di primissimo livello, che sicuramente rendono la scena sportiva un po’ più povera con i rispettivi addii di fine stagione.

Come non cominciare da un leone come Nikolay Davydenko, che ha annunciato il suo ritiro a metà ottobre e lo vede concretizzarsi a pochi giorni dal 2015. L’ormai ex stella del panorama tennistico russo, prossimo ai 34 anni, saluta dopo ventuno trofei vinti in carriera e quasi cinquecento vittorie negli incontri di singolare. L’unico rimpianto è legato al mancato successo di uno Slam, nonostante il best rank alla terza posizione per diverso tempo. Dalla sua rimane comunque un successo nelle Finals del 2009, in finale contro Del Potro. “Non aveva un gran servizio, ma la sua dedizione al lavoro lo rendeva un osso duro per chiunque, in qualsiasi momento della partita“: queste le parole di un altro pilastro come Evgenij Kafelnikov, che elogia il suo connazionale al capolinea della carriera.

Ad ottobre è arrivato un altro ritiro, quello di un veterano come Olivier Rochus. Il belga, coetaneo di Davydenko, è stato uno dei crocevia di due importanti percorsi nel tennis del duemila: la vittoria nel doppio juniores di Wimbledon contribuì a far conoscere Federer al mondo. Correva l’anno 1998, mentre nel 2002 superò un Marat Safin ancora in grande spolvero, almeno per qualche anno. La vittoria del Roland Garros in coppia con Malisse è senz’altro il punto più alto della sua carriera. Risultato che non sono riusciti a raggiungere altri due protagonisti degli anni scorsi: dicono addio al tennis giocato anche Bjorn Phau e Marc Gicquel, ultimi baluardi degli anni ’70. Se il tedesco può vantare gli elogi di Agassi, il francese risponde con i cinquanta aces piazzati agli US Open 2006 tra Christophe Rochus, Juan Carlos Ferrero e Gaston Gaudio. Chi invece ufficializza un ritiro già praticamente accertato è Alex Bogomolov jr., che chiude ufficialmente la sua avventura a due anni dalle prime avvisaglie.

Il tennis romantico deve salutare anche altri elementi che hanno fatto parlare di sé. Uno di questi è certamente Paul Capdeville: il cileno, che tra pochi mesi spegnerà 32 candeline, ha annunciato il suo ritiro nel mese di aprile dopo una lunga esperienza principalmente sui campi ITF. Spunta probabilmente in una fase di transizione tra l’ascesa di Marcelo Rios e l’impresa di Massu e Gonzalez alle Olimpiadi di Atene, non riuscendo ad eguagliare gli standard dei connazionali. Le vittorie prestigiose contro Blake, Nalbandian e Robredo rappresentano comunque un ottimo ricordo della sua avventura. Dal Cile al Kazakistan per registrare il definitivo addio all’attività di Evgeny Korolev, non ancora 27enne. Gli infortuni e le operazioni chirurgiche del tennista classe ’88 rappresentano un ostacolo insormontabile, ma la prematura interruzione della carriera non lascia rimpianti: “Sono contento per tutto ciò che ho fatto nella mia pur breve esperienza nel tennis giocato. La partecipazione alla Coppa Davis è per me il punto più alto“.

Dopo Capdeville e Korolev, il 2014 si chiude con gli ultimi quattro ritiri. Saluta Andy Ram, vincitore del doppio misto di Wimbledon 2006 con Vera Zvonareva. Vittoria storica per l’israeliano, il primo del suo paese ad aggiudicarsi un trofeo dello Slam. Anche gli altri tre sono doppisti di primissimo ordine: si conclude l’esperienza di Ross Hutchins, così come quelle di Rik De Voest e Paul Hanley. Pochissime apparizioni in singolare, ma tante battaglie in tandem che rappresentano autentici punti di riferimento per gli amanti della specialità.

Anche quest’anno, dunque, volge al termine e porta via con sé numerosi personaggi da sempre presenti sui campi da tennis. I tabelloni delle principali manifestazioni del 2015 non vedranno questi nomi, ma gli almanacchi e il ricordo degli appassionati manterranno ognuno di loro su qualche zolla sparsa per il mondo.


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