2015, L’ANNO ZERO DI ANA IVANOVIC

La serba nel 2014 ha vissuto il suo anno migliore dal 2008, ritrovando la continuità e la top five. Negli Slam però è sempre mancato qualcosa. Ora, con la nuova stagione, devono arrivare risultati importanti anche nei tornei di massimo livello

Tennis. Il 2014 di Ana Ivanovic è stato probabilmente l’anno più prolifico per la bella campionessa di Belgrado. Certo, i picchi dell’ormai lontano 2008, con la vittoria al Roland Garros e la finale raggiunta all’Open d’Australia sono ancora lontani, ma a livello di numeri e di costanza di rendimento, la stagione da poco conclusa è stata la migliore per la ex numero uno del mondo. Tornata in top ten dopo molti anni, Ana ha chiuso il 2014 al numero cinque del mondo, con il record stagionale di vittorie (58) e un numero di titoli Wta (4), che mai aveva precedentemente raggiunto in una singola annata.

Tuttavia, agli ottimi risultati raggiunti nei tornei di categoria Premier o Internacional, non si sono affiancati traguardi altrettanto prestigiosi negli appuntamenti che contano maggiormente, ovvero nei quattro major. Dopo i quarti di finale raggiunti all’Australian Open (obiettivo conseguito soltanto per la seconda volta, dal trionfo al Roland Garros), dove ha battuto Serena Williams, prima di cedere un po’ a sorpresa all’allora emergente Eugenie Bouchard, la Ivanovic non è mai stata in grado di andare oltre il terzo turno, fermandosi addirittura al secondo ostacolo nell’ultimo slam dell’anno, a New York. Per questo è facile intuire quello che la serba chiede all’anno nel quale siamo appena entrati: “Vincere molti match e battere le top player nel 2014, è stato un grande traguardo per me”, ha dichiarato Ana ai microfoni di wtatennis.com. ”Ma ora devo resettare completamente i miei obiettivi per l’anno nuovo. Voglio ancora vincere un grande slam in futuro, è una delle mie principali ambizioni. Sento di aver giocato benissimo per tutto il 2014, ad eccezione dei major. Non ho potuto offrire le prestazioni che volevo. Adesso cambierò la mia programmazione e giocherò meno tornei, per essere al meglio in quelli più importanti”.

Propositi importanti, che però dovranno fare i conti con la capacità della Ivanovic di gestire la pressione ed il ruolo di favorita, che la ritrovata posizione di vertice, inevitabilmente comporterà. Dopo il trionfo di Parigi nel 2008 e la conseguente conquista del numero uno del mondo, Ana ha infatti convissuto malamente con la notorietà, con il peso dello status di top player e di conseguenza la sua carriera ha subito un brusco rallentamento, che prima le ha fatto perdere quasi subito la leadership del ranking e successivamente l’ha condotta in una specie di limbo (tra top 15 e top 30), nel quale si è trovata suo malgrado a navigare negli ultimi 4-5 anni prima di quello appena concluso. Ora Ana sembra finalmente pronta a gestire tutto quello che vincere comporta: “Ho lottato molto con la notorietà in passato. È stato tutto molto strano quando ho vinto a Parigi e sono diventata numero uno. Ho avuto bisogno di molto tempo per convivere serenamente con quello che ciò comportava. Ma adesso mi diverto. È per questo che ho iniziato ad utilizzare twitter ed instagram, perché finalmente mi sento bene con me stessa. Sono contenta di me e della persona che sono e questo mi aiuta molto nel mio lavoro”.

Il 2015, al via nel torneo di Brisbane, sarà quindi un po’ l’anno zero per Ana Ivanovic, che partirà dal numero 5 del mondo, una posizione che le consentirà di sfruttare un buon tabellone negli Slam, con l’obiettivo di raggiungere grandi risultati, lì dove quest’anno sono mancati. E se ai punti dei tornei “minori” dovessero sommarsi quelli dei major, allora, tornare ai livelli della primavera del 2008 potrebbe non essere più un sogno impossibile.


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