CHALLENGER BIELLA: CARUSO VOLA IN FINALE, SFIDA A KRAJINOVIC PER IL TITOLO

Il 24enne di Avola vince la maratona contro Arnaboldi e andrà a caccia del primo titolo Challenger in carriera. Berrettini eliminato in Spagna
sabato, 5 Agosto 2017

Tennis. Grandissima prova di maturità quella evidenziata oggi da Salvatore Caruso nel prestigioso Challenger di Biella, classico appuntamento estivo che si tiene sui campi in terra battuto del circolo “I Faggi” situato presso la località piemontese. Il 24enne di Avola ha infatti centrato l’accesso alla finale di domani grazie all’affermazione per 3-6 7-5 7-5 ai danni del connazionale Andrea Arnaboldi, nella speranza di riuscire a completare l’opera dinnanzi alla giovane stella del movimento serbo Filip Krajinovic.

Il numero 177 del mondo ha sfoderato oggi una prestazione ricca di orgoglio e determinazione, due fattori che gli hanno consentito di non mollare nonostante il cospicuo svantaggio accusato per buona parte del match nei confronti del più esperto rivale. L’allievo di Fabrizio Albani ha infatti approfittato di una migliore partenza dai blocchi portando a casa piuttosto agevolmente la frazione inaugurale, preludio ad un copione piuttosto simile anche nella prima parte del secondo parziale. Quando nel settimo game Caruso ha ceduto malamente la battuta a 30, tutto lasciava presagire ad un rapido epilogo delle ostilità, ed invece l’inerzia è cambiata improvvisamente tanto da coincidere con il primo vero momento di smarrimento palesato da Arnaboldi. Quest’ultimo ha subito una striscia inaspettata di quattro giochi a uno proprio nel momento di azzannare l’incontro, pagando forse più del previsto il caldo quasi insopportabile avvertito da entrambi i contendenti.

Il terzo set ha visto il veterano lombardo salire nuovamente in cattedra ottenendo un break provvidenziale in apertura, ma l’imponderabile doveva ancora manifestarsi del tutto; sul 4-5 Salvatore ha infatti ostentato tutte le sue doti innate di combattente, dando il via punto dopo punto ad una rimonta che si sarebbe materializzata nel giro di pochi minuti. La resistenza del rivale è diventata progressivamente più fiacca anche a causa del contraccolpo psicologico, abbattutosi beffardamente sulle residue energie di Arnaboldi allo scoccare delle due ore e trequarti di battaglia.

Solanto applausi rivolti ad un coraggioso Matteo Berrettini impegnato sul cemento spagnolo di Segovia, dove il 21enne romano ha ceduto soltanto in semifinale di fronte al talentuoso australiano Alex De Minaur  (classe 1999) per 7-6(4) 7-5 in un’ora e trequarti partita. Da segnalare tre set point non sfruttati dal numero 170 della classifica nel corso della frazione inaugurale, un piccolo rimpianto che comunque nulla toglie ad una settimana da incorniciare impreziosita ieri dall’impresa ai danni del bosniaco Setkic. Di questo passo l’approdo n Top 150 dovrebbe essere soltanto questione di tempo, con l’auspicio di aver realmente trovato una nuova freccia da inserire nel travagliato percorso di ricambio generazionale del tennis tricolore.


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