SHAPOVALOV: ‘RIMARRO’ UMILE GRAZIE AI MIEI GENITORI’

Il tennista canadese incontra la stampa a Toronto e conferma di avere alte ambizioni: 'Voglio uno Slam, ma sono ancora lontano dal riuscirci'
domenica, 10 Settembre 2017

Denis Shapovalov è probabilmente il giocatore più “pacato” della NexGen ATP, almeno per quanto abbiamo visto negli ultimi mesi dopo il brutto episodio in Coppa Davis contro la Gran Bretagna quando davanti al suo pubblico ha colpito a un occhio l’arbitro Arnaud Gabas. Vuole rimanere coi piedi per terra il tennista canadese, che ha le idee chiare sul suo futuro dal punto di vista caratteriale. In questo lo aiuteranno i suoi “genitori.  Mia mamma lavora molto duramente e ha una sua accademia di tennis. In realtà non è riuscita a venire agli US Open proprio per la dedizione che ha verso i bambini. Mio padre le dà una mano ed entrambi sono delle persone molto umili. Mia mamma mi ha insegnato a trattare tutti con rispetto, al di là di quale persone ho di fronte“, ha detto Shapovalov nel corso di una conferenza stampa svoltasi a Toronto prima dell’inaugurazione dell’International Festival lo scorso giovedì.

Il prossimo numero 51 delle classifiche mondiali ha avuto inoltre modo di parlare dei grandi risultati ottenuti nell’ultimo mese, con la semifinale a Montreal e gli ottavi di finale degli US Open: “La mia vita è senza dubbio cambiata. Vengo riconosciuto negli aeroporti, nei centri commerciali, ovunque. Per me è stimolante vedere l’entusiasmo dei bambini quando mi vedono”.

Montreal è stato il torneo dove tutto è cambiato, fin dal primo turno dove ha annullato quattro match point a Rogerio Dutra Silva, prima di battere del Potro, Nadal e Mannarino e arrendersi soltanto al futuro vincitore Alexander Zverev. Tornando al match contro Nadal dove era sotto 3-0 nel tie-break del terzo set, Shapovalov ha detto: “Quella vittoria mi ha dato molta fiducia e mi ha fatto sentire che meritavo di stare su quel campo contro i top player. Ho dimostrato di saper mantenere i nervi saldi per giocare quei colpi nei punti importanti“.

 

“Intimidatorio”, così ha descritto il suo cognome lungo e particolare: “Ci sono tanti Os e As. Una volta sono stato chiamato pure Sharapova. I miei genitori mi hanno detto che le persone non lo pronunceranno mai in modo corretto. E’ piuttosto simpatico i diversi modi in cui le persone lo dicono”.

Prossimo appuntamento l’importante sfida di Coppa Davis in casa contro l’India. Senza l’infortunato Milos Raonic, dovrà essere lui il leader della squadra: “Amo giocare in casa, do sempre quel qualcosa in più. E’ lì che posso giocare il mio miglior tennis”.

Infini sui suoi obiettivi futuri: Un giorno vorrei vincere uno Slam, ma penso di essere ancora molto lontano dal riuscirci e ho ancora tanto lavoro da fare. In fin dei conti ho solo 18 anni”.


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