NICK KYRGIOS: ‘QUANDO STO BENE CON LA TESTA, MI SENTO IMBATTIBILE’

Il tennista australiano parla del connazionale e di molte altre cose in una colonna per Players Voice
martedì, 20 Febbraio 2018

Nick Kyrgios si è raccontato a cuore aperto in una colonna per Players Voice.

Non sono il professionista che il tennis mi chiede di essere ed è vero. Solo quando mi trovo a casa ho una vita normale. È lì che posso trascorrere del tempo con la mia famiglia, giocare a Call of Duty coi miei amici ed essere un ragazzo come gli altri. Ma devo anche allenarmi, andare in palestra e cercare di migliorare a livello mentale. Non sto facendo i miglioramenti che dovrei perché non lo voglio abbastanza, non prendo la cosa abbastanza seriamente. So che non motivo per cercare di convincere gli altri del contrario. C’è una costante lotta tra il competitor che è in me che viole vincere, vincere e vincere, e la persona che sta lontano dalla propria famiglia. Il momento in cui questi pensieri sono entrati nella mia testa è stato quando mia nonna, Julianah Foster, è morta due anni fa. Non ho trascorso il tempo che volevo con lei per via del tennis. È qualcosa su cui continuo a riflettere. Onestamente non mi sono impegnato nel modo in cui dovevo da quando è morta”.

“Ma non fraintendetemi. Io amo vincere. Che sia a tennis o a Call of Duty odio perdere e quando non sfrutto al massimo il mio potenziale, mi arrabbio. Quando sto bene mentalmente, mi sento imbattibile come quando ho battuto Novak Djokovic due volte quest’anno, ad Acapulco e Indian Wells. Dipende tutto dalla motivazione, e di questo i media ne parlano molto. A Wimbledon quest’anno sono entrato nel torneo con un infortunio all’anca che prima o poi richiederà un’operazione chirurgica. Ma i media hanno interpretato tutto ciò come una mancanza di rispetto mia. Poi sono andato in discoteca e dicevano che non dovevo farlo. Chi non è mai andato in discoteca nemmeno una volta nella vita?”

“Bernie (Tomic) ha perso la bussola. All’inizio eravamo amici, sapete ero alle prime armi nel circuito, ma da allora tanto e cambiato. Non posso più rivedermi in lui. Dice una cosa e ne fa un’altra, si contraddice sempre. Dice che il tennis non lo rende felice e che non gli piace, poi dice che l’unica cosa che lo renderebbe felice sarebbe la vittoria di uno Slam. Non ha senso. Posso dire onestamente che vincere uno Slam non mi renderebbe la persona più felice al mondo. Come ho detto prima, amo solo essere una persona normale e avere abbastanza soldi per avere una vita normale. Non ho bisogno di tanti soldi”.


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