SANIA MIRZA E L’ARDUA SCELTA: ‘A 12 ANNI TENNIS O MATRIMONIO’

La doppista indiana parla delle severe tradizioni in India
venerdì, 29 Settembre 2017

Non è stato facile per Sania Mirza emergere ed entrare nel tennis d’elite, provenendo da una Nazione come l’India molto attaccata alle tradizioni, in particolare quella riguardante i matrimoni in età adolescenziale delle ragazze. Mirza, sposata col giocatore di cricket Shoaib Malik dal 2010, ha raccontato le difficoltà avute nel percorso per diventare tennista professionista: “A 12 anni dicevano ai miei genitori che se mi avessero permesso di continuare a giocare a tennis, non avrei poi più avuto l’età per sposarmi. Le mie amiche hanno lasciato una alla volta il tennis perché le loro famiglie non credevano che essendo donne non potevano dedicarsi a questo. Io sento un grande senso di orgoglio per il fatto che i miei genitori mi hanno sempre permesso di inseguire i miei sogni”.

Imran, padre della doppista indiana, ha detto: “Quando aveva 4-5 anni veniva a vedermi giocare e faceva da raccattapalle. I ragazzi del circolo la intimidivano e le dicevano che non avrebbe mai potuto giocare a tennis perché era una donna. Le donne in India sono trattate come se fossero proprietà di altri, la cosa più importante è che si sposino e che non facciano altri sport”.

“Il machismo non è soltanto violenza o cose estreme, è possibile notarlo anche nelle piccole cose. Nel circuito WTA dobbiamo continuare a lottare per avere lo stesso montepremi”, ha aggiunto Mirza, che ha infine parlato della brutta accoglienza a lei riservata in India due giorni dopo aver vinto a Wimbledon lo scorso anno: “La prima cosa che mi hanno chiesto è stata quando avrei avuto un figlio. Per cambiare questa mentalità c’è bisogno di un movimento culturale importante, l’esempio mio o di mio padre non basta”.

La stagione di Sania Mirza: ha vinto il titolo di Brisbane in coppia con Bethanie Mattek Sands, ha perso la finale di Sydney al fianco di Barbora Strycova, poi sempre quest’ultima semifinale a Doha e Dubai, finale a Miami, semifinale a Roma. Poi al fianco di Shuai Peng ha raggiunto le semifinali di Cincinnati e US Open, ultimo torneo disputato prima di Wuhan, dove ha perso ancora in semifinale.


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