SHANGHAI SEGUE LE ORME DI ROMA E MADRID: DIVENTERÀ “SUPER MASTERS” DAL 2019

Il torneo cinese seguirà la rivoluzione attesa per la stagione 2019 insieme ai 1000 di Roma e Madrid, con l'aumento della durata e del montepremi totale
lunedì, 16 Ottobre 2017

Tennis. Appena terminata l’edizione 2017 del Masters 1000 di Shanghai, i top players hanno comunque tenuto a sottolineare il prestigio di questo appuntamento nel loro calendario nonostante la profonda lontananza rispetto al continente europeo. Ricordiamo inoltre che il torneo cinese è destinato a cambiare format a partire dalla stagione 2019, quando si trasformerà in un “Super Masters” seguendo l’esempio dei 1000 in programma a Madrid e Roma. Tale cambiamento comporterebbe soprattutto una rivoluzione per quanto riguarda la durata dell’evento, che passerebbe dalla settimana attuale ad una lunghezza di dieci giorni assimilabile quasi a quella degli Slam.

Il direttore di Shanghai Michael Luevano ha voluto chiarire la situazione attraverso un’intervista rilasciata a Carole Bouchard, nota giornalista di Yellow Ball Corner. “Abbiamo sempre sentito il desiderio di guidare il mondo e diventare una celebrazione del tennis maschile. Ci sono sempre stati nomi come lo Slam maschile, per esempio, coniato un paio di anni fa quando abbiamo parlato con i giocatori e iniziato a dare loro l’idea di diventare qualcosa simile a Indian Wells e Miami ma senza donne. Nel 2009 eravamo convinti di volere solo gli uomini, col più grande montepremi al mondo. Il governo ci sostiene, ecco perché esistiamo. Per loro, questo evento è molto importante e vogliono che lo diventi sempre di più.

Pechino, e non è un segreto, vuole diventare un torneo Masters 1000 e probabilmente a un certo punto accadrà, come con Indian Wells e Miami. È pronto a fare questo? Probabilmente no. Dobbiamo fare un lavoro incredibile nel far crescere il numero di spettatori e il mercato? Sì. Ma ciò non dovrebbe fermare il circuito ATP nel prendere decisioni, perché è una questione generazionale. Sento cose come ‘oh, lo stadio non è pieno, sembra così brutto in televisione, questo è quello’. E io dico, Siamo nel tennis come Masters da nove anni. Tu da 40 o 30. Dateci tempo e ci arriveremo. È da 3-4 anni che ci lavoriamo, e non siamo mai stati così vicini”. “Non era una questione di struttura ma di calendario. Come far entrare un torneo di 10 giorni, che occuperebbe due settimane, nel calendario. Ora sembra che l’ostacolo sia stato superato. Ho parlato tutta la settimana con Bruno Soares, Jamie Murray, Kevin Anderson, Gilles Simon, Sergiy Stakhovsky, che sono nel consiglio giocatori.

Djokovic e Murray? Ho parlato con Andy a Dubai. Non quest’anno ma lo scorso anno in maniera approfondita. La cosa grande è che tutti questi giocatori vogliono il torneo, che è visto come uno dei più amichevoli del circuito nei confronti del giocatore, dal cibo a tutti i servizi che mettiamo a disposizione. Dipendeva soltanto se avessimo potuto trovare un’altra settimana. Siamo arrivati alla conclusione di far cominciare gli incontri del tabellone principale domenica o forse sabato. Sarebbero 10 o 11 giorni. Il nostro montepremi supererebbe dal 2019 i 10 milioni. E avremmo un tabellone a 96. La proposta è stata presentata, è stata discussa e non ci sono state opposizioni. Anche Madrid e Roma hanno proposto si diventare tornei da dieci giorni. Quindi diversi Master stanno accelerando per diventare tra i più grandi tornei del mondo e tenere il passo con gli Slam“.

Il prize money passerebbe poi dai 5,5 ai 10,5 milioni. Il vincitore si è aggiudicato quest’anno 1.36 milioni di dollari, ma dal 2019 arriverà addirittura a guadagnare la bellezza di 2.“Faremo grandi rinnovamenti, magari aggiungeremo un secondo tetto, ovviamente importanti miglioramenti agli spogliatoi e tutto ciò che riguarda il giocatore verrebbe rinnovato o costruito ex novo. Non vogliamo diventare il quinto Slam, perché quei quattro sono molto avanti con molta tradizione”.


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