CIRCUITO ATP: FOGNINI E SEPPI FESTEGGIANO, APPLAUSI PER TRAVAGLIA. MALE GLI ALTRI AZZURRI

Giornata negativa per i colori azzurri nei tornei sul cemento indoor, con le uniche vittorie di Fognini e Seppi. Ko Lorenzi, Giannessi, Travaglia e Fabbiano

Tennis. Parte bene l’avventura di Fabio Fognini impegnato nell’ATP 250 di Stoccolma, classico appuntamento autunnale in programma nella suggestiva cornice del cemento indoor svedese. Il portacolori azzurro si è infatti sbarazzato dell’insidioso tunisino Malek Jaziri grazie allo score conclusivo di 7-5 6-1 in un’ora e un quarto di partita quasi a senso unico. A fare la differenza è stato soprattutto il controbreak infilato dal ligure nel frangente inaugurale della prima frazione, dopo che l’avversario si era reso autore di una migliore partenza dai blocchi.

Da lì in poi non c’è stata praticamente più storia, complice anche un infortunio al braccio sinistro accusato dal numero 89 del ranking quando comunque la situazione di punteggio lo vedeva ampiamente sfavorito. Al prossimo round Fabio sfiderà uno tra il padrone di casa Elias Ymer e l’argentino Leonardo Mayer.

Nulla da fare invece per Alessandro Giannessi di scena in apertura di programma, autore tuttavia di una performance assai sottotono culminata con una netta disfatta subita per meno del veterano francese Jeremy Chardy impostosi alla fine per 6-0 7-5. Troppo discontinuo il rendimento odierno dello spezzino, incapace di imprimere il giusto ritmo agli scambi e obbligato addirittura a subire l’onta di un bagel nel parziale di apertura.

É servita davvero a poco la reazione abbozzata nelle fasi conclusive del match, poichè il giocatore bleu aveva ormai saldamente assunto le redini del gioco e la quarta occasione utile si è rivelata quella buona per mandare i titoli di coda su un incontro che lascia molto rammarico sulla coscienza di Alessandro.

Va ancora peggio ai colori italiani nel magnifico scenario dell’ATP di Mosca, dove il solo Andreas Seppi ha ottenuto l’accesso al round successivo battendo il ceco Vesely grazie al ritiro di quest’ultimo avvenuto sullo score di 6-3 4-1 in favore dell’altoatesino. Non propriamente chiare le circostanze che abbiano indotto 24enne di Pribram ad alzare bandiera bianca, in attesa di conoscere anche la sua decisione in merito all’impegno che lo attende nel tabellone di doppio in coppia con lo slovacco Igor Zelenay.

La delusione più grande è stata però rappresentata da Paolo Lorenzi estromesso a sorpresa dal giovane serbo Laslo Djere, uscito vittorioso da una battaglia senza esclusione di colpi con il punteggio di 4-6 7-6(9) 6-4 dopo due ore e quarantanove minuti pieni di capovolgimenti di fronte. E pensare che il tennista senese aveva gestito nel migliore dei modi il set inaugurale infilando un unico break in avvio, preludio ad un calo repentino che ha consentito al rivale di farsi strada nei meandri del match.

Pesano inoltre tantissimo le tre palle break non sfruttate da Paolino nel primo game della seconda frazione, un piccolo regalo tramite il quale Djere ha acquisto sempre più fiducia fino a guadagnarsi due set point sul 6-5. L’esperienza, unita ad un pizzico di fortuna, hanno permesso all’esponente nostrano di rifugiarsi al tiebreak dove sperava di far valere tutto il proprio carisma, auspicio errato visto che Laslo non solo ha salvato un match point ma ha avuto anche la forza di prolungare la contesa al terzo parziale. I rimpianti non terminano qui, se si considera che Lorenzi ha vanificato un vantaggio iniziale di 2-0, spegnendosi progressivamente alla distanza e lasciando dunque strada al quattro volte finalista a livello Challenger.

Cade infine un brutto Thomas Fabbiano ad opera del bosniaco Damir Dzumhur, apparso davvero in forma smagliante e abile ad infliggere all’avversario una sonora lezione esemplificata dal risultato di 6-3 0-6 6-2 dopo novanta minuti esatti. Era lecito attendersi comunque qualcosa di più da parte del nativo di Grottaglie, incappato in numerosi quanto insoliti errori gratuiti che alla lunga hanno inficiato sull’esito della partita. Spicca soprattutto il pessimo rendimento al servizio dell’azzurro fatta eccezione per il secondo set, dal quale si ipotizzava che Fabbiano potesse trarre la linfa necessaria al fine di rendere un pochino meno amara questa Caporetto nostrana.

Sfiora soltanto l’impresa un sontuoso Stefano Travaglia nell’ATP di Anversa, con il 25enne ascolano che ha fatto sognare i tifosi andando vicinissimo al trionfo contro lo spagnolo David Ferrer all’interno di una contesa emozionante. Alla fine il fuoriclasse iberico l’ha spuntata al fotofinish per 4-6 6-4 7-6(3) in due ore e venticinque minuti, completando una rimonta incredibile che non cancella la prestazione fantastica offerta dall’azzurro proveniente dalle qualificazioni. Impossibile dimenticare il match point avuto a disposizione dal pupillo di Federico Torresi sul 5-4 della terza frazione, confidando che la lezione imparata oggi possa essere di aiuto al fine di ribaltare in futuro quello che oggi appare come un ricordo terribile.


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