PATRICK MOURATOGLOU: “SERENA WILLIAMS SA SEMPRE COME SORPRENDERMI”

Il coach di Serena Williams ha parlato del ritorno alle competizioni della campionessa dopo la gravidanza, rammentando anche il primo incontro con Richard

Tennis. Tra i grandi ritorni che contraddistingueranno la prossima edizione degli Australian Open contribuendo a renderla ancora più appassionante figura senza dubbio quello di Serena Williams, reduce dalla gravidanza che l’ha tenuta ferma durante questa stagione fino al lieto evento dell’1 settembre, quando la campionessa statunitense ha dato alla luce la sua primogenita Alexis Olympia.

Il rientro della Williams nel primo Slam del 2018 non è stato in realtà ancora ufficializzato, ma tutte le indiscrezioni inducono a ritenere tale evento come molto probabile anche alla luce delle intenzioni manifestate dall’ex numero uno del mondo.

Durante un’intervista rilasciata a Sky Sport in occasione del programma “I Signori del Tennis”, ad intervenire sull’argomento è stato il coach di Serena Patrick Mouratoglou, alle prese in questo periodo con la sua attività di coordinatore presso l’accademia di Sophia Antipolis inaugurata nel settembre dello scorso anno. “La cosa bella di Serena è che mi sorprende – ha sostenuto Mouratoglou -. Anche se penso di conoscerla bene dopo cinque anni, trova ancora il modo di fare cose incredibili. È riuscita a vincere il Roland Garros una seconda volta, dopo il 2013 (nel 2015, ndr).

Era molto malata per tutto il torneo, con una febbre alta, ed è riuscita a vincere lo stesso. Anche questo è stato incredibile. Quindi so che mi continuerà a sorprendere in futuro. Tornare a vincere uno Slam dopo aver partorito, a 36 anni, è una scommessa enorme. So quanto sarà difficile, ma sono convinto che possa farcela”.

L’allenatore francese ha successivamente riportato alla luce anche il burrascoso inizio di rapporto con il padre delle sorelle Williams, nonchè loro primo mentore, Richard. “Quando ho incontrato suo padre per la prima volta è stato difficile – ha rammentato Mouratoglou -.

È stato davvero duro con me, ma capisco perfettamente la sua storia. Ha fatto un lavoro incredibile, da zero ha portato le sue figlie a essere le numero uno. E improvvisamente una delle sue figlie, a trent’anni, lo sostituisce con un tizio francese.

Andai da lui e litigammo. Ma lo capivo, e penso che mi stesse mettendo alla prova. Dopo la sua prima vittoria al primo turno, o al secondo, che fu una partita durissima, vinse 7-5 al terzo set, andammo al centro fitness di Wimbledon per il recupero.

Suo padre venne da me e cominciò a urlarmi contro davanti a tutti i giocatori: “Che succede? Perché ha giocato così male?” Non mi piaceva affatto che stesse urlando. Pensavo non avesse il diritto di farlo.

Allora dissi: “Mi chiedi perché Serena giochi così, ma tu lavori con lei da trent’anni. Io da tre giorni. Dovresti sapere tu perché gioca così, non io”. Allora ha smesso, poi è arrivata Serena che lo ha calmato e da lì il nostro rapporto è stato ottimo”.

 


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