BECKER: “I MEDIA HANNO DATO VITA AD UNA GUERRA CONTRO DI ME”

Il sette volte campione Slam Boris Becker ha parlato per la prima volta dei suoi guai finanziari, smentendo molte delle accuse mosse nei suoi confronti

Tennis. I guai finanziari di Boris Becker sono ormai venuti alla luce da vario tempo gettando l’ex campione tedesco in una situazione di grave debito, a cui si è aggiunto anche il polverone sollevato dall’opinione pubblica in relazione alla sua presunta volontà di mettere in vendita i trofei di Wimbledon al fine di sanare parte dell’ingente somma dovuta ai suoi creditori. Ricordiamo infatti che il debito maggiore sarebbe quello con il suo ex partner in affari Hands Dieter Cleven, imprenditore che sostiene di aspettare ancora circa 40 milioni di franchi dal sette volte trionfatore Slam.

Sulla questione Becker ha parlato per la prima volta in occasione di un’intervista rilasciata al sito svizzero NZZ, durante la quale Boris si è prodigato a smentire alcune delle accuse mossegli contro. “Il tribunale di Zug non ha riconosciuto questa somma, che non è stata nemmeno presa in considerazione. Dietro a questa presunta somma c’è un collegamento molto complicato inerente varie società, che il sig. Cleven e io abbiamo fondato insieme 15, 16 anni fa.

L’ho conosciuto nel 1999 a Dusseldorf in occasione della Coppa del Mondo. Mi chiese se fossi disposto ad acquisire il 50% del centro di tennis di Völkl per promuovere il marchio con la mia immagine e, naturalmente, lavorare sullo sviluppo e il marketing del club.

Concordammo che non avrei dovuto pagare nulla né correre rischi finanziari. All’epoca stavo per ritirarmi dal professionismo e cercavo di ri-orientarmi. Volevo rimanere nell’ambito del tennis. Cleven fu per me come un mentore, mi diede una buona opportunità per fare un primo passo in questa direzione”.

Nel mese di giugno Becker è stato addirittura dichiarato in bancarotta, tra lo stupore generale di addetti ai lavori ed ex tifosi. “Il verdetto è arrivato quattro giorni prima dell’inizio del torneo di Wimbledon. Dovete sapere che questo è il momento più importante dell’anno per il marchio Boris Becker. Vivo a Wimbledon, lavoro per la BBC lì e ho molti impegni con gli sponsor durante il torneo. Tre giorni dopo la finale, mi sono operato alla caviglia, e nel frattempo leggevo praticamente ogni giorno nuovi dettagli sul mio presunto fallimento.

Ho concluso il mio lavoro presso Eurosport agli US Open il 10 settembre e ho incontrato Mark Ford (il suo fiduciario, ndr) per la prima volta il 13 settembre. Da quel giorno lavoriamo su come risolvere la questione. Purtroppo, tra giugno e settembre, alcuni media – soprattutto quelli tedeschi – hanno dato vita a una guerra nei miei confronti, con notizie false e accuse.

Sono stato accusato di cose davvero assurde. Sono stato zitto per mia scelta. In questa intervista non sto dando opinioni, ma raccontando la realtà dei fatti. E per raccoglierli, c’è voluto tempo. Sono qui oggi e riesco a dimostrare tutto quello che dico. Ho abbastanza partnership nazionali e internazionali per continuare a pagare il mio personale e a condurre una vita. Non voglio pagare per cose che non ho fatto”.


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