RUSEDSKI: “FEDERER É STATO MOLTO BRAVO A CAMBIARE RACCHETTA”

L’ex numero 4 del mondo Rusedski è tornato sulla decisione dello svizzero di cambiare racchetta, una scelta rivelatasi geniale considerata la sua rinascita
martedì, 7 Novembre 2017

Tennis. Non è un mistero che la rinascita di Roger Federer nelle ultime tre stagioni sia in parte legata anche alla decisione di cambiare la propria racchetta dopo numerosi anni di utilizzo del medesimo attrezzo, passando così alla Wilson RF 97 caratterizzata dai suoi 97 pollici a dispetto dei 90 adoperati in precedenza.

I primi tentativi di effettuare un mutamento così radicale all’età di oltre trent’anni erano dapprima sembrati fallire miseramente, come testimonia la pessima stagione 2013 che aveva davvero instillato il timore di un ritiro a breve termine da parte del fuoriclasse elvetico.

Abbiamo poi scoperto, tuttavia, che i guai alla schiena avevano propiziato quell’annata davvero negativa, preludio ad una vera e propria rinascita avvenuta sotto il segno prima di Stefan Edberg e successivamente dell’attuale coach Ivan Ljubicic.

Sull’argomento si è espresso recentemente l’ex numero quattro del mondo Greg Rusedski, che ha voluto svelare anche alcuni retroscena dietro alla ponderata decisione del 19 volte trionfatore Slam di cambiare il prototipo di racchetta. “È stato molto bravo a cambiare racchetta. Ne ha parlato con Pete Sampras perché entrambi hanno avuto lo stesso allenatore, Paul Annacone.

Pete ha sempre detto ‘mi piacerebbe passare a una racchetta più grande’, e Roger voleva fare questo. Si è fatto male alla schiena con Paul Annacone quando ha fatto il cambiamento, poi si è un po’ fermato e ci ha riprovato, rivelandosi un genio. Cerca sempre di migliorare. Ama ciò che fa. Ricordo che nelle fasi finali della mia carriera, lui rideva e scherzava negli spogliatoi”.

Rusedski ha infine detto la sua opinione in merito alla battaglia tra Federer e Nadal per il numero uno del ranking, sottolineando come l’infortunio occorso al basilese nei mesi estivi abbia condizionato un esito che altrimenti sarebbe potuto essere ben diverso. Il nativo di Montreal si è inoltre augurato che questi due straordinari campioni siano in grado di deliziare il pubblico di tutto il mondo ancora per molti anni a venire, pur riconoscendo come lo scorrere del tempo sia inesorabile anche con riferimento a leggende del loro calibro.

“Non si fosse infortunato, probabilmente la storia sul numero uno sarebbe stata diversa. Nadal ha un bilancio di scontri diretti positivo con Roger, nonostante abbia perso tutti e quattro match quest’anno. Ma se Roger rimarrà in salute, potrà vincere ancora. Vedo Roger arrivare a 20-21 Slam alla fine del prossimo anno e Rafa vincitore di qualche altro Roland Garros. Ma possono reggere ancora altri 1-2 anni, hanno più di 30 anni e la loro carriera potrebbe presto fermarsi”.

 


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