ATP FINALS 2017: ZVEREV É GIÀ GRANDE, NE FA LE SPESE CILIC

Il tedesco bagna con una vittoria il suo esordio alle ATP Finals recuperando un break di svantaggio nel terzo, ennesima sconfitta al Master per Cilic
domenica, 12 Novembre 2017

Tennis. Buona la prima per Alexander Zverev all’esordio assoluto alle ATP World Tour Finals, in corso di svolgimento anche quest’anno all’interno della meravigliosa cornice della O2 Arena di Londra. Sascha si è infatti sbarazzato del croato Marin Cilic nel match della sessione serale con lo score di 6-4 3-6 6-4 dopo due ore e cinque minuti complessivi di battaglia assai incerta fino all’ultimo.

Il fuoriclasse tedesco ottiene inoltre il quarto successo su cinque precedenti disputati contro Cilic nel circuito maggiore, oltre a garantirsi la leadership nel gruppo Boris Becker in coabitazione con Roger Federer, suo prossimo avversario nella giornata di martedì. Il croato affronterà invece lo statunitense Jack Sock in quello che si profila già come un match da dentro o fuori, giacchè il perdente sarà quasi certamente costretto a dire addio al sogno chiamato semifinale.

La frazione inaugurale regna sul filo dell’equilibrio nonostante il nativo di Amburgo sia abile a sfruttare le iniziali defiance al servizio del croato al fine di prendersi subito un break, preludio ad un copione decisamente più canonico improntato sulla pesantezza di entrambi con i colpi di rimbalzo.

Alexander cancella una palla del contro-break nel corso del quarto game, dimostrando in questo caso una straordinaria lucidità a dispetto dell’età ancora giovanissima e della fisiologica tensione derivante dalla prima partecipazione in carriera al Master di fine anno.

L’attuale numero tre del mondo gestisce dunque nel migliore dei modi il vantaggio acquisito in apertura concedendo soltanto le briciole al rivale in risposta, tanto da archiviare in maniera piuttosto agevole la pratica dopo trequarti d’ora di tennis non esaltante ma senza dubbio ricco di pathos emotivo.

Cilic, dal canto suo, paga la resa non eccezionale del diritto come testimoniano i soli tre vincenti messi a segno, a cui si aggiunge anche una scarsa incisività in ribattuta complice anche l’86% di prime palle in campo sfoderato da uno Zverev particolarmente concentrato.

La musica cambia invece già in avvio di secondo parziale tra lo stupore generale, visto che Marin approfitta del brusco calo alla battuta da parte del suo avversario per involarsi rapidamente sul 3-0 senza nemmeno che il campioncino tedesco abbia il tempo di abbozzare la minima reazione. Davvero eccessivi infatti i sei errori gratuiti commessi da Zverev soltanto nei primi tre game.

L’allungo appena infilato consente al numero cinque del ranking di acquisire un’insperata dose di fiducia proprio nel momento più difficile, mentre comincia a trapelare evidente frustrazione dall’altra parte della rete esemplificata soprattutto dal linguaggio del corpo non proprio ottimale.

Il finalista dell’edizione 2017 di Wimbledon avrebbe addirittura l’opportunità di chiudere sul 5-2, ma Alexander rifiuta di arrendersi e costringe almeno lo sfidante cambiare nuovamente campo per effettuare il decisivo turno di servizio. Il braccio del campione degli US Open 2014 non accenna tuttavia a tremare a dispetto di un pericoloso 30-30, risolto brillantemente da Cilic abile così a prolungare la contesa al terzo.

L’inerzia sembra essersi ormai spostata tutta dalla parte del croato in pieno controllo delle operazioni, tanto che è soltanto questione di minuti prima che Marin tolga la battuta all’avversario involandosi così in maniera apparentemente agevole verso il trionfo in rimonta.

Il percorso netto di Cilic perdura senza ostacoli fino al 3-2 40-15 in suo favore, quando improvvisamente Zverev dà in là ad una reazione ai limiti dell’incredibile considerato il passivo quasi insormontabile che si trovava di fronte fino a pochi minuti di prima. La stella teutonica non solo si toglie lo sfizio di impattare nel punteggio, ma passeggiando sulle ceneri di un rivale apparso anche molto stanco piazza lo strappo cruciale grazie ad un meritato quanto incredibile break a zero nel decimo game.

 


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