MEZZADRI: “FEDERER É UN UOMO FELICE, MA LO VEDREMO MENO ASSIDUAMENTE”

L’ex capitano svizzero di Coppa Davis Claudio Mezzadri spazia dal futuro del suo amico Federer alle prospettive della NextGen attesa al salto di qualità

Tennis. Claudio Mezzadri, ex capitano di Coppa Davis della Svizzera, si diletta attualmente tra la sua passione per le telecronache e la partecipazione ad alcuni tornei in qualità di spettatore d’eccezione, se non fosse che l’ex tennista di Locarno è un grande amico di Roger Federer sin dai tempi delle sue prime apparizioni nel circuito maggiore.

Intervistato dalla testata giornalistica SportFace, lo stesso Mezzadri ha parlato del futuro nel circuito del fuoriclasse svizzero, alternando buone notizie per gli appassionati ad alcune decisamente più sconfortanti.

“L’ho incontrato a Basilea più volte, abbiamo pranzato assieme… È un uomo felice; sta gestendo la sua carriera nel migliore dei modi, vuole giocare e giocherà ancora diversi anni, però dobbiamo metterci l’animo in pace: lo vedremo meno assiduamente. Dopo 20 anni e 1400 match di tennis, per riuscire a mantenere i livelli necessari deve diradare le sue apparizioni”.

Brutti segnali in vista degli Internazionali d’Italia? “Deciderà sul momento. Per ora è dell’idea di giocare la stagione sulla terra, ma bisognerà vedere torneo dopo torneo.

Parlando con il suo allenatore ho scoperto che prima di giocare un match Roger fa diverse ore di stretching e massaggi, poi si riscalda, poi di nuovo esercizi per la schiena; e dopo la partita di nuovo, stretching e rilassamento per la schiena”.

Ricordiamo che fu proprio Claudio a propiziare l’esordio di Federer in Coppa Davis nel lontano 1999, motivo per cui gli è stato chiesto anche un commento relativo alle prospettive degli esponenti della NextGen dopo l’evento tenutosi a Milano poche settimane fa.

“Sono tutti bravi i ragazzi che si vedono qua. A me piace particolarmente Shapovalov, che è il più giovane e per cui vedo un potenziale di miglioramento più ampio rispetto agli altri.

Fra gli altri, anche Rublev ha un potenziale enorme, però mi sembra un giocatore molto nervoso e ciò non lo aiuterà; nonostante questo, quest’anno ha fatto un buon salto in classifica. Qui però cercano il futuro numero 1, chi prenderà il posto dei Fab Four, e per arrivarci la strada è lunga”.

Più scettico invece Mezzadri sul format della manifestazione: “Probabilmente hanno voluto introdurre troppi cambiamenti allo stesso tempo.

Molte novità sono sicuramente valide, come il no-let, lo shot clock a fondo campo e l’occhio di falco live; il set corto, invece, non mi è piaciuto tantissimo: i set sono troppo brevi e non c’è tempo per rimontare dallo svantaggio, cosa che spesso rende appassionanti le partite. Credo che sia un antipasto di ciò che ci porterà il futuro, questo è poco ma sicuro”.


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