IL MIAMI OPEN CAMBIERÀ LOCATION A PARTIRE DAL 2019

Il torneo di Miami lascerà l’attuale ubicazione di Crandon Park per spostarsi nella sede dei Dolphins, squadra di baseball della città della Florida
giovedì, 30 Novembre 2017

Tennis. Il prestigioso Masters 1000 di Miami cambia location, un avvicendamento necessario dopo numerosi anni di indiscrezioni e di edizioni poco felici dal punto di vista dell’affluenza di pubblico.

Impietoso infatti il paragone con il torneo gemello di scena a Indian Wells, ormai superiore anni luce tanto da essere considerato dagli stessi giocatori alla stregua del quinto Slam.

Ricordiamo, a tal proposito, che l’appuntamento della Florida si disputa dal lontano 1987 presso il comune di Key Biscayne, inserito all’interno della splendida cornice offerta da Crandon Park vero e proprio fiore all’occhiello della città.

L’impianto non ha però mai subito alcuna innovazione nel corso degli anni nonostante le evidenti lacune logistiche e organizzative, tali da portare inesorabilmente ad un invecchiamento lampante della struttura unito al progressivo allontanamento di alcuni sponsor assai rilevanti sotto il profilo degli investimenti.

Per queste ragioni appena elencate, l’edizione 2018 sarà l’ultima ad andare in scena nell’attuale ubicazione, prima del trasloco all’Hard Rock Stadium a partire dal 2019.

Si tratta dello splendido impianto che ospita le partite casalinghe dei Miami Dolphins, competitiva squadra di baseball, che dovrà ora spartire il palcoscenico con i campioni della racchetta.

A finanziare questa incredibile operazione sarà il proprietario della struttura Stephen Ross, pronto a sborsare la bellezza di 53 milioni di dollari al fine di ospitare la manifestazione, che per adesso dovrà tuttavia accontentarsi “soltanto” di un sussidio di un milione di dollari all’anno.

Il progetto prevede la costruzione di un campo centrale temporaneo all’interno dello stadio, mentre nell’ampia zona all’esterno verranno realizzati tutti i campi adibiti agli allenamenti e alla preparazione dei giocatori in vista dei rispettivi incontri.

Si tratta senza dubbio di un’iniziativa coraggiosa per rilanciare il prestigio di un appuntamento che ne aveva perso molto durante le ultime travagliate stagioni, complici anche gli innumerevoli dissidi burocratici utili soltanto a rendere ancora più estenuante questa necessaria operazione.

Staremo a vedere poi come il pubblico reagirà a questi cambiamenti dal punto di vista della partecipazione, a cui si aggiunge l’assenso incontaminato di IMG (che organizza il Miami Open) in merito a tale proposta.

Raggiungere in breve tempo la perfezione di Indian Wells sarà quasi impossibile, ma già il fatto che la situazione si sia sbloccata fa ben sperare guardando al futuro a lungo termine.

La finale disputata quest’anno fra Roger Federer e Rafael Nadal ha contribuito ad alimentare nuovamente il sostegno degli appassionati, perchè in fin dei conti l’essenza di questo sport è ancora rappresentata dai suoi magnifici interpreti.


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