TRAVAGLIA: “VOGLIO CENTRARE E MANTENERE UN POSTO IN TOP 100”

La promessa azzurra Stefano Travaglia si mostra fiducioso in ottica 2018, dove proverà ad assicurarsi finalmente un posto tra i primi 100 del mondo
martedì, 19 Dicembre 2017

Tennis. Tra i tennisti azzurri che hanno meglio figurato nel corso di questo 2017 spicca senza dubbio Stefano Travaglia, protagonista di un’intervista a cuore aperto rilasciata ai microfoni di Gianluca Strocchi per il sito ufficiale della Federtennis.

“E’ stato un 2017 molto positivo, anche se veramente faticoso, dal momento che ho cominciato a febbraio con i futures in Spagna, Tunisia e poi in Italia, dove essendo andato spesso avanti ho giocato per diverse settimane tante partite, a volte cinque a torneo quando sono arrivato in fondo.

Poi sono passato ai challenger alzando il livello in termini di qualità, affrontando quindi le qualificazioni dei tornei ATP e soprattutto degli Slam. Sono riuscito per la prima volta a superarle, prima a Wimbledon e poi agli US Open, dove mi sono tolto anche la soddisfazione di passare un turno vincendo il derby con Fabio Fognini.

Da oltre la trecentesima posizione di inizio anno sono arrivato vicino ai primi cento del mondo, compiendo un notevole salto, che mi dà una bella iniezione di fiducia in prospettiva futura. E se dovessi darmi un voto, credo che un 8 e mezzo possa starci tutto”.

“Un vero e proprio flop non c’è stato nel 2017, forse tra le partite perse quella che più brucia è stata ad Anversa contro David Ferrer, 76 al terzo dopo aver avuto un match point, che però lui ha annullato giocando molto bene e facendo serve and volley.

Non ho molto da rimproverarmi di quella partita, sempre sul filo dell’equilibrio e a un livello alto. Piuttosto non sono soddisfatto di come sono andati gli ultimi due challenger in Italia, a Brescia e Andria, dove potevo sicuramente far meglio, però su una superficie piuttosto rapida ho pagato anche gli sforzi compiuti nei mesi precedenti. Valuteremo in futuro se sarà il caso di giocarli ancora o meno”.

“Il mio 2018 inizia con le qualificazioni a Doha, dove sarà con me coach Fabio Gorietti, che accompagna anche Thomas Fabbiano, già sicuro di giocare in tabellone principale. Quindi spostamento a Melbourne per le qualificazioni.

Per la programmazione successiva stiamo valutando se è più opportuno giocare sul cemento americano, sulla terra in Sudamerica oppure tornare in Europa per i tornei indoor, non ho molti punti da difendere in quel periodo e quindi posso tentare di compiere un ulteriore progresso.

Del resto, il mio principale obiettivo per la prossima stagione è centrare l’ingresso in Top-100 e riuscire a mantenere una posizione nei primi cento del mondo, che poi – come si sa – è più difficile che arrivarci”.

“Non finirò mai di ringraziarli, se sono arrivato a questo punto è soprattutto grazie a loro, che hanno sempre creduto in me, come del resto la mia ragazza Maria Paola, che mi è sempre rimasta vicino specialmente nei momenti difficili.

Una chiamata in azzurro? Un pensierino ce lo faccio, perché non dovrei… Certo, sta a me fare in modo che capitan Barazzutti possa prendermi in considerazione, come avvenuto nel recente passato per altri miei colleghi.

Vestire la maglia della Nazionale sarebbe qualcosa di fantastico, specie per uno che un anno e mezzo fa pensava di dover smettere. E un bel regalo per chi nel tempo ha accompagnato il mio percorso di persona e atleta”.


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